- 25/11/2015, 22:11
#4827
A molti il nome di Ilya Ivanov dirà poco o niente. Eppure si tratta di uno dei più influenti veterinari del XX secolo.
Prima della Prima Guerra Mondiale fondò una stazione sperimentale veterinaria ove inventò numerose delle tecniche di riproduzione selettiva tuttora impiegate a livello mondiale e, soprattutto, le tecniche di inseminazione artificale tuttora usate nella zootecnia. Sue sono anche le tecniche usate tutt'oggi per la conservazione e il trasporto dello sperma bovino ed equino.
Alla caduta dello Zar, Ivanov, che pure godeva di fama mondiale e aveva ricevuto proposte d'asilo da tutto il mondo, decise di rimanere in URSS e venne riconfermato come direttore della stazione sperimentale da lui fondata.
In questo periodo Ivanov applicò l'inseminazione artificale e la riproduzione selettiva anche al Wisent, il bisonte europeo allora gravemente minacciato di estinzione.
i suoi lavori sulla riproduzione selettiva avevano portato Ivanov ad effettuare, come lavoro ai margini e per soddisfare la propria curiosità, anche esperimenti di incroci col solo scopo di vedere se e cosa si sarebbe ottenuto.
Finché Ivanov si concentrava su capre, pecore, tortore e piccioni, nessuno aveva alcunché da obbiettare ma agli inizi degli anni '20 Ivanov propose qualcosa di ben più audace, ovvero sia creare un ibrido tra uomo e scimmia.
Nonostante la genetica fosse ancora nella sua infanzia, già allora si sapeva che lo scimpanzé fosse il parente più prossimo dell'uomo. Piccolo problema: nell'URSS, appena emersa dalla Guerra Civile tra Rossi e Bianchi non vi erano scimpanzé e gli zoo europei, sapendo bene cosa Ivanov aveva in mente, si rifiutarono categoricamente di collaborare.
Nel 1924 Ivanov ottenne da Nikolai Gorbunov, il potente Ministro delle Scienze di Lenin, l'autorizzazione ed i finanziamenti per recarsi personalmente in Africa e catturare scimpanzé per il suo progetto.
Ivanov tornò dall'Africa con tredici femmine di scimpanzé ma i suoi esperimenti non diedero alcun risultato. Dopo tre anni di tentativi, Ivanov, influenzato da esperimenti contemporanei di ibridizzazione tra cani e sciacalli, decise che forse doveva tentare l'inverso.
Nel 1927 però, molto era cambiato. I tentativi di Ivanov di acquistare all'estero uno scimpazé maschio e reclutare volonarie femminili per un "esperimento scientifico", attrassero l'attenzione dell'amministrazione stalinista. All'inizio a Mosca si pensava che Ivanov fosse un semplice eccentrico in vena di scherzi ma quando venne scoperto che aveva effettivamente contattato mercanti di animali in Germania per acquistare maschi di scimpanzé, Stalin decise che il vecchio veterinario si era spinto veramente troppo oltre.
Nel 1930 Ivanov venne prelevato dal suo centro ricerca dalla NKVD. In virtù dei suoi dimostrabili servizi allo Stato gli vennero risparmiate punizioni tipiche del Terrore Staliniano: messo su un treno per Astana (allora Akmolinsk) sotto scorta, venne inviato a dirigere una stazione veterinaria e di monta nella steppa kazaka, con stretti ordini di limitare i suoi esperimenti a quelli "utili per l'avanzamento dell'economia sovietica". Quasi sicuramente la sua scorta lo fece passare nei pressi di uno dei numerosi gulag che sorgevano nelle vicinanze di Astana (tra cui il famigerato ALZHIR) giusto per fare comprendere il messaggio.
Due anni dopo Ivanov morì per un improvviso attacco di cuore.
Lasciò un'eredità contrastata: da un alto i suoi indiscutibili contributi alla zootecnia cui tuttora siamo indebitati. Dall'altro l'immagine di un pazzo cui la scienza ed il successo avevano indubbiamente dato alla testa.
Prima della Prima Guerra Mondiale fondò una stazione sperimentale veterinaria ove inventò numerose delle tecniche di riproduzione selettiva tuttora impiegate a livello mondiale e, soprattutto, le tecniche di inseminazione artificale tuttora usate nella zootecnia. Sue sono anche le tecniche usate tutt'oggi per la conservazione e il trasporto dello sperma bovino ed equino.
Alla caduta dello Zar, Ivanov, che pure godeva di fama mondiale e aveva ricevuto proposte d'asilo da tutto il mondo, decise di rimanere in URSS e venne riconfermato come direttore della stazione sperimentale da lui fondata.
In questo periodo Ivanov applicò l'inseminazione artificale e la riproduzione selettiva anche al Wisent, il bisonte europeo allora gravemente minacciato di estinzione.
i suoi lavori sulla riproduzione selettiva avevano portato Ivanov ad effettuare, come lavoro ai margini e per soddisfare la propria curiosità, anche esperimenti di incroci col solo scopo di vedere se e cosa si sarebbe ottenuto.
Finché Ivanov si concentrava su capre, pecore, tortore e piccioni, nessuno aveva alcunché da obbiettare ma agli inizi degli anni '20 Ivanov propose qualcosa di ben più audace, ovvero sia creare un ibrido tra uomo e scimmia.
Nonostante la genetica fosse ancora nella sua infanzia, già allora si sapeva che lo scimpanzé fosse il parente più prossimo dell'uomo. Piccolo problema: nell'URSS, appena emersa dalla Guerra Civile tra Rossi e Bianchi non vi erano scimpanzé e gli zoo europei, sapendo bene cosa Ivanov aveva in mente, si rifiutarono categoricamente di collaborare.
Nel 1924 Ivanov ottenne da Nikolai Gorbunov, il potente Ministro delle Scienze di Lenin, l'autorizzazione ed i finanziamenti per recarsi personalmente in Africa e catturare scimpanzé per il suo progetto.
Ivanov tornò dall'Africa con tredici femmine di scimpanzé ma i suoi esperimenti non diedero alcun risultato. Dopo tre anni di tentativi, Ivanov, influenzato da esperimenti contemporanei di ibridizzazione tra cani e sciacalli, decise che forse doveva tentare l'inverso.
Nel 1927 però, molto era cambiato. I tentativi di Ivanov di acquistare all'estero uno scimpazé maschio e reclutare volonarie femminili per un "esperimento scientifico", attrassero l'attenzione dell'amministrazione stalinista. All'inizio a Mosca si pensava che Ivanov fosse un semplice eccentrico in vena di scherzi ma quando venne scoperto che aveva effettivamente contattato mercanti di animali in Germania per acquistare maschi di scimpanzé, Stalin decise che il vecchio veterinario si era spinto veramente troppo oltre.
Nel 1930 Ivanov venne prelevato dal suo centro ricerca dalla NKVD. In virtù dei suoi dimostrabili servizi allo Stato gli vennero risparmiate punizioni tipiche del Terrore Staliniano: messo su un treno per Astana (allora Akmolinsk) sotto scorta, venne inviato a dirigere una stazione veterinaria e di monta nella steppa kazaka, con stretti ordini di limitare i suoi esperimenti a quelli "utili per l'avanzamento dell'economia sovietica". Quasi sicuramente la sua scorta lo fece passare nei pressi di uno dei numerosi gulag che sorgevano nelle vicinanze di Astana (tra cui il famigerato ALZHIR) giusto per fare comprendere il messaggio.
Due anni dopo Ivanov morì per un improvviso attacco di cuore.
Lasciò un'eredità contrastata: da un alto i suoi indiscutibili contributi alla zootecnia cui tuttora siamo indebitati. Dall'altro l'immagine di un pazzo cui la scienza ed il successo avevano indubbiamente dato alla testa.
Guide my hand
Light my path
Show me the way
To reach one day
Baphomet's Throne
Light my path
Show me the way
To reach one day
Baphomet's Throne
