Essendo cresciuto leggendo i libri di Corbett alcuni di quegli animali li ricordo molto bene. Erano i tempi in cui era ritenuto ancora accettabile dare in mano ai bambini dei libri che parlassero di caccia grossa...
Il leopardo di Rudraprayag (solo menzionato nella lista) era ritenuto un vero e proprio demone, non tanto per la sua ferocia, quanto per la sua astuzia. Corbett, un uomo pratico e coraggioso e di certo non superstizioso, nel libro che ne descrive la storia parla più volte del dubbio di non avere a che fare con un semplice divoratore di uomini ma con un demone uscito dagli Inferi, capace di divorare le sue vittime all'interno di alte cinta di mura per poi sparire nella notte.
Kenneth Anderson uccise diversi di questi mangiatori di uomini. Uno dei più curiosi (anche se non il più distruttivo) era il leopardo delle Colline Yellagiri, che attaccava le sue prede in pieno giorno. Il leopardo di Gummalapur, tanto audace da spingersi ad aggredire le persone all'interno delle loro abitazioni, viene ritenuto da Anderson "un tipico mangiatore di uomini". Aveva acquisito gusto per la carne umana mangiando i corpi delle vittime di un'epidemia di colera. Quando si ferì una zampa (Anderson trovò due aculei di istrice tra le dita), passò ad aggredire attivamente i villaggi.
Un altro caso, che Anderson definisce il più frustrante, è quello della tigre di Jowlagiri, che sfuggì più volte alla cattura da parte dello stesso Anderson. Questa tigre, a differenza di altre, era giovane ed in salute.
Uno dei casi più curiosi è quello dei lupi che terrorizzarono Parigi nell'inverno del 1450. Un intero branco, penetrato attraverso breccia nelle mura, uccise e divorò quaranta persone. Il maschio alpha, chiamato Courtaud, era particolarmente temuto per la sua ferocia. Questi lupi furono attratti in trappola e uccisi proprio davanti al portale di Notre-Dame.
Altro caso che coinvolge lupi, molto più recente, sono i tre lupi che terrorizzarono l'area intorno a Turku, nell'attuale Finlandia, uccidendo 22 persone (quasi tutti bambini) nell'inverno tra il 1880 e il 1881. Il governo zarista fu costretto a chiamare cacciatori esperti dagli Urali per mettere fine alle loro scorribande.