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Ebu gogo: un'indagine antropologica
Inviato: 28/02/2014, 1:26
da Lorenzo Rossi
Ho riassunto quanto ipotizzato sino ad ora dall'antropologo Gregory Forth dell'Università di Alberta circa la possibile connessione tra i fossili dell'uomo di Flores e le leggende sugli ebu gogo.
clicca qui 
Re: Ebu gogo: un'indagine antropologica
Inviato: 28/02/2014, 11:42
da Gaucho
Complimenti, grande articolo come sempre! Pensi che invece per quanto riguarda l'Orang Pendek ci possano essere simili correlazioni con l' Homo floresiensis? Riguardo invece i misteriosi ominidi giganti dell' Indocina (Jarang Gigi etc.) cosa pensi?
Re: Ebu gogo: un'indagine antropologica
Inviato: 28/02/2014, 16:54
da Lorenzo Rossi
Se dobbiamo prendere per buone le informazioni che si conoscono sull'orang pendek, direi che non sembra avere troppo a che fare con gli uomini di Flores, somigliando più a un primate non umano simile all'orango.
Per quanto riguarda le tradizioni di
"uomini selvatici" dell'Indocina, volendo trovarvi una base empirica, potrebbe forse trattarsi della memoria collettiva degli ultimi oranghi che vivevano nel continente.
Re: Ebu gogo: un'indagine antropologica
Inviato: 28/02/2014, 18:00
da Gaucho
Ricordo quell'articolo, infatti mi riferivo proprio a quelli. Quindi ritieni che le varie testimonianze, ad esempio quella del capitano di cui non ricordo il nome, o delle ragazze che lavoravano nella piantagione siano del tutto inverosimili?
Re: Ebu gogo: un'indagine antropologica
Inviato: 01/03/2014, 9:15
da Lorenzo Rossi
Non saprei dire, la verità è che ormai, dopo tanti anni, più accumulo informazioni meno ci capisco

Re: Ebu gogo: un'indagine antropologica
Inviato: 01/03/2014, 19:19
da Glypto
Quindi secondo te l'orang pendek non ha niente a che fare con i
floresiensis né con gli avvistamenti riportati nell'articolo (molto interessante tra l'altro

)?
E come spieghi la somiglianza tra le storie di Flores e quelle dello Sri Lanka?
Re: Ebu gogo: un'indagine antropologica
Inviato: 02/03/2014, 21:10
da Mauro
Mi sento di aggiungere alcune cose a questo ottimo articolo.
1)L'orso giocoliere (Melursus ursinus) è il responsabile della maggior parte degli attacchi all'uomo da parte di plantigradi al mondo. Per quanto sia generalmente ritenuto poco aggressivo, ha comunque lo stesso istinto alla difesa del cibo dei suoi parenti e ha un comportamento estremamente imprevedibile.
2)Sembra esistere una sorta di processo di mitizazione che avanza più ci si allontana dall'era in cui l'ultimo uomo selvatico è stato visto. Per esempio i Vedda ritenevano i Nittaewo ancora creature ordinarie, per quanto abbiano aggiunto il tratto dell'eccessiva ferocia. Con gli Ebu Gogo, per via della maggiore vicinanza cronologica, la storia è comunque più plausibile, eccettuata la danza di gruppo. Infine con gli ominidi del Caucaso abbiano a che fare con una creatura che i locali ritenevano un semplice animale delle foreste di montagna, senza alcun attributo mitico o inverosimile, a parte la remota possibilità che potesse attaccare un cacciatore isolato.
3)Infine arriviamo alla mia piccola ossessione riguardo gli ominidi, ovvero sia il loro rapporto coi cani.
Gli Ebu Gogo e i Nittaewo avevano, in base alle storie, due buoni motivi per temere i cani: il primo è che potevano richiamare l'attenzione degli uomini sulle loro razzie, con conseguenze ben immaginabili. Il secondo è che se c'è un cane da caccia il padrone, invariabilmente armato, non è troppo lontano.
Tutti gli animali col tempo imparano bene o male a temere i cani per via della loro associazione coll'uomo e, a meno che la loro vita non sia in immediato pericolo, tendono ad evitarli.
Questo significa, se dobbiamo credere ai racconti, che i contatti tra umani ed ominidi si erano protratti abbastanza a lungo per insegnare a Nittaewo ed Ebu Gogo la prudenza.
C'è anche la possibilità, tutt'altro che remota, che l'uomo abbia usato i cani per dare attivamente la caccia agli ominidi quando, per un motivo o per l'altro, scattava la molla dello sterminio.
Se i più recenti studi in merito sono corretti (e qui metto un grosso punto di domanda perché mi sembra che sia veramente grossa) l'uomo avrebbe addomesticato il cane oltre 33000 anni or sono, più o meno in contemporanea coi resti più antichi di Neanderthal a noi noti (Vinidjia in Croazia)...
Re: Ebu gogo: un'indagine antropologica
Inviato: 05/03/2014, 0:03
da betelges
Grande articolo.
A proposito delle note di Mauro: intedevi i resti più recenti di Neanderthal ? O proprio i più antichi? Perchè se non ricordo male erano già verso l'estinzione 30000 anni fa.
Grazie
Paolo
Re: Ebu gogo: un'indagine antropologica
Inviato: 05/03/2014, 10:51
da Mauro
betelges ha scritto:Grande articolo.
A proposito delle note di Mauro: intedevi i resti più recenti di Neanderthal ? O proprio i più antichi? Perchè se non ricordo male erano già verso l'estinzione 30000 anni fa.
Grazie
Paolo
Più recenti, spiacente per l'errore di battitura.
Re: Ebu gogo: un'indagine antropologica
Inviato: 27/03/2014, 22:17
da Jegriva
Mauro ha scritto:
3)Infine arriviamo alla mia piccola ossessione riguardo gli ominidi, ovvero sia il loro rapporto coi cani.
Gli Ebu Gogo e i Nittaewo avevano, in base alle storie, due buoni motivi per temere i cani: il primo è che potevano richiamare l'attenzione degli uomini sulle loro razzie, con conseguenze ben immaginabili. Il secondo è che se c'è un cane da caccia il padrone, invariabilmente armato, non è troppo lontano.
Tutti gli animali col tempo imparano bene o male a temere i cani per via della loro associazione coll'uomo e, a meno che la loro vita non sia in immediato pericolo, tendono ad evitarli.
Questo significa, se dobbiamo credere ai racconti, che i contatti tra umani ed ominidi si erano protratti abbastanza a lungo per insegnare a Nittaewo ed Ebu Gogo la prudenza.
C'è anche la possibilità, tutt'altro che remota, che l'uomo abbia usato i cani per dare attivamente la caccia agli ominidi quando, per un motivo o per l'altro, scattava la molla dello sterminio.
Se i più recenti studi in merito sono corretti (e qui metto un grosso punto di domanda perché mi sembra che sia veramente grossa) l'uomo avrebbe addomesticato il cane oltre 33000 anni or sono, più o meno in contemporanea coi resti più antichi di Neanderthal a noi noti (Vinidjia in Croazia)...
Premesso che il tuo è un appunto di incredibile acutezza (non avevo mai letto una riflessione sul rapporto "canide/uomo non avvezzo ai cani", nemmeno a proposito di popoli storici), cito anche un altro appunto: le dimensioni.
Ricordo che quello che era (almeno sei-sette anni) l'uomo misurato più basso del mondo (era indiano) odiava i cani perché questi lo scambiavano per un bambino e cercavano di saltargli addosso per giocarci.
Era riportato nel Guinness dei Primati :)