- 27/10/2013, 13:28
#3734
Nel 1857 Charles Darwin stesso disse che la tassonomia si sarebbe ridotta ad una battaglia tra due gruppi: Splitters e Lumpers. Secondo il grande studioso gli Splitters erano coloro che creavano un numero eccessivo di specie e genera, mentre i Lumpers erano coloro che ne creavano troppo pochi.
L'argomento è ancora di estrema rilevanza al giorno d'oggi, specialmente nel campo della paleoantropologia.
In passato abbiamo già accennato, ad esempio, all'eterna lotta tra chi vede lo Homo heidelbergensis come una specie a sè stante e chi invece lo vede come una sottospecie se non una semplice variazione locale dello H. rhodesiensis o di come l'estrema varietà morfologica dello H. erectus portò alla creazione di svariate nuove specie, quando non addirittura genera, il cui numero continua ad oscillare a seconda che Splitters o Lumpers abbiano il sopravvento.
In questo caso specifico è bene fare un pò di storia. Presso il sito di Dmanisi sono stati trovati cinque teschi risalenti a circa 1,8 milioni di anni or sono e, pare, appartenenti tutti a vittime di grandi carnivori uccise in un limitatissimo arco di tempo: solo 200 anni. Dico "solo" perché le differenze tra i teschi sono tali che, come è già stato fatto notare, se fossero stati trovati in siti diversi, sarebbero senz'altro stati attribuiti a specie diverse.
Di particolare interesse è il cranio, praticamente completo, designato come D4500. Questo è morfologicamente quasi identico a quello di un H. erectus ma ha la tipica capacità cerebrale (546cc) di un Austrolopithecus maschio adulto.
Questo ha portato alcuni paleoantropologi a concludere che il lignaggio degli ominidi, visto fino ad oggi come un intricato "cespuglio" con numerosi rami sterili, si possa liquidare come una linea singola e continua comprendente solo due specie: H. erectus e H. sapiens con infinite variazioni locali ed individuali. Quindi addio H. ergaster, addio H. habilis, addio H. rudolfensis e, forse, addio anche agli Austrolopitecini più tardi.
Nonostante il clamore mediatico, questi paleoantropoligi o "Hyper-Lumpers" come sono già stati soprannominati, sono una minoranza, molto vocale, ma pur sempre una minoranza. Nell'ambiente ciò che prevale adesso è l'estrema prudenza.
Il Dr Darren Curdoe ha fatto notare che l'articolo in questione fa "eccessivo affidamento" su analisi computerizzate 3D che, nonostante gli enormi sviluppi degli ultimi anni, "falliscono regolarmente nel cogliere le sottogliezze morfologiche di specie di ominidi strettamente imparentate". Ha anche fatto notare che l'articolo non ha preso in cosiderazione la ben nota influenza di ambiente e dieta sulla morfologia cranica.
Ken Weiss, che si autodefinisce un "Lumper", è ancora più caustico "Si è saltati alle conclusioni con minime basi teoriche... visto che i fossili hanno oltre un milione e mezzo di anni il DNA non arriverà in soccorso".
Molti altri condannano apertamente la ricerca spasmodica del titolo in prima pagina. L'argomento è sempre lo stesso: scopo della scienza è servire l'umanità, non ottenere fama e notorietà.
Dimenticato in mezzo a questa battaglia mediatica, c'è un altro dei teschi di Dmanisi, potenzialmente molto più interessante e molto meno controverso. Si tratta di quello di un vecchio maschio privo di denti. La chiusura degli alveoli dentali indica che era vissuto in questo stato per diversi anni.
Significa o che si preparava il cibo in modo tale da poterlo ingerire senza masticarlo o che riceveva aiuto dai suoi simili per nutrirsi. In entrambi i casi ci può dire cose molto interessanti sulla struttura sociale degli ominidi dell'epoca, qualunque fosse la loro specie.
Guide my hand
Light my path
Show me the way
To reach one day
Baphomet's Throne