Nuovo Materiale sull'Almasti
Inviato: 07/03/2011, 12:20
Ho recentemente letto un'articolo del Professor John Colarusso riguardo le sue ricerche sugli Almasti del Caucaso.
Colarusso è un etnologo e linguista specializzato nei popoli Circassi. I Circassi sono un popolo di origine Indo-Europea che da sempre abita le montagne del Caucaso. Parlano una loro lingua (o meglio: parlano diverse lingue appartenente alla stessa famiglia), sono principalmente musulmani e sono etnicamente ben diversi dai loro vicini di ceppo Mongolo e Turcomanno.
In seguito a varie vicissitudini questo popolo è ora sparso per il mondo.
Nel corso delle sue ricerche il Professor Colarusso incontrò l'Ingegner Adnan Saygili, nato in Turchia da una famiglia di immigrati Circassi, che lo aiutò molto nella raccolta di materiale culturale. Nel corso di una conversazione Saygili disse a Colarusso di come suo padre fosse solito portarlo a caccia nelle montagne della Turchia e, nel corso di queste spedizioni, gli spiegasse come distinguere le tracce di vari animali. Nel corso di una di queste "lezioni" il padre di Saygili disegnò nella terra un'impronta simile a quella di un uomo, solo più corta e larga. "Appartiene all'uomo delle foreste di montagna e se la trovi non devi seguirla". Il premuroso genitore spiegò che questo "uomo delle foreste di montagna" non è pericoloso ma può attaccare un cacciatore solitario nel caso si spinga in luoghi desolati. Il vecchio Saygili disse di avere visto le impronte in diverse occasioni nel Caucaso e, anche se si riteneva convinto che questa creatura non esistesse in Turchia, voleva che suo figlio fosse informato "giusto in caso".
Saygili aggiunse una descrizione di questo "uomo delle foreste di montagna". Alto 150-160cm, coperto di pelo bruno, con una "brutta faccia sporgente", perfettamente bipede, molto agile e forte. Il suo habitat preferito sono le dense foreste delle montagne e delle vallate del Caucaso, anche se occasionalmente scende a valle per razziare i raccolti, in particolar modo il grano di cui pare essere ghiotto.
I Circassi ritengono che per quanto sia "mezzo uomo e mezzo animale" sia estremamente astuto e dotato di intelligenza.
Un racconto raccolto da Saygili su richiesta di Colarusso pare rinforzare questa idea.
Due uomini, immigrati in Turchia dal Caucaso, avrebbero commerciato con questi Almasti.
La prassi era semplice: si accampavano in una radura in una foresta con gli zaini coi loro beni in vista per uno-due giorni. Un Almasti si presentava "col corpo nascosto a metà dietro un albero": questo era il segnale che l'offerta di commercio era stata accettata. A questo punto i due uomini aprivano i loro zaini e iniziavano le "trattative". Saygili non fu in grado di dire in cosa consistevano i beni scambiati ma aggiunge due cose interessanti.
La prima è che i due uomini erano convinti che l'Almasti non fosse solo ma che si trattasse di un "capo" o "mercante" che agiva sotto la sorveglianza di altri suoi simili nascosti nei paraggi. Il loro timore era che questo gruppo potesse attaccarli sulla strada del ritorno per riprendersi le loro merci.
La seconda è che questo "mercante Almasti" era perfettamente in grado di farsi capire a gesti e, dopo alcune visite, riusciva anche a pronunciare alcune incerte parole in Circasso (una famiglia di lingue stremamente difficile, con una media di oltre sessanta consonanti).
Quanto ci sia di vero in questo racconto lo lascio al vostro giudizio. Certo è che questi due uomini venivano ritenuti "veri duri" dagli altri emigranti Circassi per il loro coraggio.
Successive ricerche di Colarusso in merito lo hanno portato a ritenere che l'Almasti non sia una creatura sovrannaturale o mitica ma che i Circassi lo ritengano un semplice animale. E' un fastidio minore per i contadini e una creatura cui i cacciatori devono fare attenzione in montagna ma niente di più. Non è pericoloso nè particolarmente aggressivo. Non ha nulla (carne, pelliccia etc) che l'uomo possa volere. A parte qualche occasionale razzia di grano o canapa non provoca danni all'uomo: per quanto ai cacciatori venisse raccomandata prudenza nessuno ricorda aggressioni da parte di Almasti. In sintesi non vale la pena disturbarlo.
Colarusso è un etnologo e linguista specializzato nei popoli Circassi. I Circassi sono un popolo di origine Indo-Europea che da sempre abita le montagne del Caucaso. Parlano una loro lingua (o meglio: parlano diverse lingue appartenente alla stessa famiglia), sono principalmente musulmani e sono etnicamente ben diversi dai loro vicini di ceppo Mongolo e Turcomanno.
In seguito a varie vicissitudini questo popolo è ora sparso per il mondo.
Nel corso delle sue ricerche il Professor Colarusso incontrò l'Ingegner Adnan Saygili, nato in Turchia da una famiglia di immigrati Circassi, che lo aiutò molto nella raccolta di materiale culturale. Nel corso di una conversazione Saygili disse a Colarusso di come suo padre fosse solito portarlo a caccia nelle montagne della Turchia e, nel corso di queste spedizioni, gli spiegasse come distinguere le tracce di vari animali. Nel corso di una di queste "lezioni" il padre di Saygili disegnò nella terra un'impronta simile a quella di un uomo, solo più corta e larga. "Appartiene all'uomo delle foreste di montagna e se la trovi non devi seguirla". Il premuroso genitore spiegò che questo "uomo delle foreste di montagna" non è pericoloso ma può attaccare un cacciatore solitario nel caso si spinga in luoghi desolati. Il vecchio Saygili disse di avere visto le impronte in diverse occasioni nel Caucaso e, anche se si riteneva convinto che questa creatura non esistesse in Turchia, voleva che suo figlio fosse informato "giusto in caso".
Saygili aggiunse una descrizione di questo "uomo delle foreste di montagna". Alto 150-160cm, coperto di pelo bruno, con una "brutta faccia sporgente", perfettamente bipede, molto agile e forte. Il suo habitat preferito sono le dense foreste delle montagne e delle vallate del Caucaso, anche se occasionalmente scende a valle per razziare i raccolti, in particolar modo il grano di cui pare essere ghiotto.
I Circassi ritengono che per quanto sia "mezzo uomo e mezzo animale" sia estremamente astuto e dotato di intelligenza.
Un racconto raccolto da Saygili su richiesta di Colarusso pare rinforzare questa idea.
Due uomini, immigrati in Turchia dal Caucaso, avrebbero commerciato con questi Almasti.
La prassi era semplice: si accampavano in una radura in una foresta con gli zaini coi loro beni in vista per uno-due giorni. Un Almasti si presentava "col corpo nascosto a metà dietro un albero": questo era il segnale che l'offerta di commercio era stata accettata. A questo punto i due uomini aprivano i loro zaini e iniziavano le "trattative". Saygili non fu in grado di dire in cosa consistevano i beni scambiati ma aggiunge due cose interessanti.
La prima è che i due uomini erano convinti che l'Almasti non fosse solo ma che si trattasse di un "capo" o "mercante" che agiva sotto la sorveglianza di altri suoi simili nascosti nei paraggi. Il loro timore era che questo gruppo potesse attaccarli sulla strada del ritorno per riprendersi le loro merci.
La seconda è che questo "mercante Almasti" era perfettamente in grado di farsi capire a gesti e, dopo alcune visite, riusciva anche a pronunciare alcune incerte parole in Circasso (una famiglia di lingue stremamente difficile, con una media di oltre sessanta consonanti).
Quanto ci sia di vero in questo racconto lo lascio al vostro giudizio. Certo è che questi due uomini venivano ritenuti "veri duri" dagli altri emigranti Circassi per il loro coraggio.
Successive ricerche di Colarusso in merito lo hanno portato a ritenere che l'Almasti non sia una creatura sovrannaturale o mitica ma che i Circassi lo ritengano un semplice animale. E' un fastidio minore per i contadini e una creatura cui i cacciatori devono fare attenzione in montagna ma niente di più. Non è pericoloso nè particolarmente aggressivo. Non ha nulla (carne, pelliccia etc) che l'uomo possa volere. A parte qualche occasionale razzia di grano o canapa non provoca danni all'uomo: per quanto ai cacciatori venisse raccomandata prudenza nessuno ricorda aggressioni da parte di Almasti. In sintesi non vale la pena disturbarlo.