Nella "mailing list del colleggio invisibile di ominologia" (è una storia lunga, ci sono finito dentro senza che mi fosse stato chiesto e nonostante l'interesse scientifico di tale iniziativa rasenti più o meno lo zero, è spesso davvero molto divertente. Anche se in realtà ci sarebbe da piangere) è esplosa una vera e propria guerra al riguardo...
Il buon vecchio Richard Green non risponde più per la disperazione, Meldrum ha elencato i medesimi "punti critici" di cui Mauro ha già parlato e Bourstev e Bayanov gridano alla grande scoperta del secolo che farà trionfare nel mondo le loro teorie.
Nel mentre la signora Ketchup (licenza poetica), pur non intervenendo direttamente, lascia detto che il popolo dei bigfoot è entusiasta dal fatto che finalmente il mondo intero verrà messo al corrente della loro esistenza.
Sicché Meldrum si è chiesto come mai, a questo punto, i bigfoot non abbiano indetto anch'essi una conferenza stampa per dare la lieta novella.
La sintesi è che, secondo il team che ha sequenziato DNA di bigfoot da peli, unghie e saliva, il sasquatch è un ibrido di
Homo sapiens e di "ominide sconosciuto", il cui processo di speciazione avvennne 15mila anni fa da qualche parte in Europa.
Un riconoscimento però mi sento in dovere di conferirlo alla signora Ketchup. Pensavo che nessuno al mondo sarebbe riuscito a formulare un'ipotesi sul bigfoot più bizzarra di quella che appare in "All'ombra dei falsi mostri", ma evidentemente mi sbagliavo
