Lorenzo Rossi ha scritto:Mauro, che tecniche si usano attualmente per l'analisi degli escrementi?
Sui coproliti sono preparato...
Al momento si usa la tecnica Callen migliorata.
La prima fase è misurare, pesare, fotografare e descrivere il coprolita, dopodiché si preleva il campione da utilizzare in analisi. le dimensioni del campione variano in base alle dimensioni del campione originario. Più è grande il campione, più se ne può prelevare per l'analisi (si tratta di prove distruttive).
Il prossimo passo è di porre il campione in una soluzione al massimo 0,5% in volume di fosfato trisodico (Na3PO4). Ci sono alcune variazione sul contenuto di Na3PO4 ma lo 0,5% è la soglia massima utilizzabile: oltre si corre il serio rischio di danneggiare o addirittura distruggere i tessuti vegetali eventualmente presenti nel coprolita.
Questo processo di reidratazione ha una durata molto variabile ma non causa il deterioramento del campione anche per periodi molto lunghi (fino a tre anni). Diciamo però che generalmente bastano 72 ore.
Il passo successivo è l'esame visivo del coprolita ora reidrato ancora nella soluzione di Na3PO4. La presenza di una sottile feccia sulla superficie del camione reidratato indica che nella dieta era presente carne. In seguito viene osservato il colore e la trasparenza della soluzione: questo generalmente da una vaga idea della specie da cui possa venire. la regola generale è che le feci dei carnivori lasciano la soluzione trasparente ed incolore o di un pallido marrone o marrone giallo, quelle degli artiodattili lasciano la soluzione ancora trasparente e gialla o giallo-marrone, mentre quelle umane rendono la soluzione opaca e da marrone a nera.
Una modifica successiva del metodo Callen originario sta nell'annotare l'odore: le feci animali hanno un forte odore di muschio, mentre quelle umane riprendono il loro spiacevole odore originario.
L'ultimo passo, una volta completata la reidratazione, è di passare il camione attraverso una serie di setacci di trama progressivamente sempre più fine per intrappolare i vari frammenti presenti nella materia fecale. Un'altra modifica al metodo originale Callen sta nella ricerca di pollini all'interno di questi campioni (separazione tramite agitazione).
Il grosso della produzione di Callen (ricercatore presso la Texas A&M University) è stato in una lunga serie di articoli pubblicati tra il 1963 ed il 1969. Nonostante l'età e l'avanzamento dei metodi analitici si tratta ancora di materiale di altissimo valore.
