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criptozoo.com •Bigfoot: un caso ancora aperto?
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Bigfoot: un caso ancora aperto?

Inviato: 11/07/2012, 15:27
da Glypto
Leggendo su questo forum e anche sul libro di Lorenzo, appare sempre più chiaro come il "povero" piedone, stia oramai entrando nel novero dei "criptidi incredibili" (Nessie, Caddy e mettiamoci magari anche il Mokele).
Ma se scaviamo e gettiamo via tutto il pattume che Coleman e simili hanno riversato negli anni su questo caso, rimane qualche indizio accettabile che possa "salvare" lo scimmione?
Per esempio lo "Skookum cast" o i versi registrati.
Parliamone.

Re: Bigfoot: un caso ancora aperto?

Inviato: 11/07/2012, 19:13
da LeonidasJoker
Molto dipende dalla verdicità che vogliamo attribuire o meno al filmato di Patterson. Ma per questo c'è già un intero topic.

Re: Bigfoot: un caso ancora aperto?

Inviato: 11/07/2012, 21:17
da Glypto
Sì, infatti mi riferisco agli altri elementi; testimonianze, altre foto, filmati ( tra i più curiosi ce n'era uno con un "bigfoot" ripreso da lontano che correva velocemente), poi come ho detto lo Skookum cast (che secondo alcuni apparterrebbe ad un cervo), i richiami che sarebbero stati registrati, ecc....

Re: Bigfoot: un caso ancora aperto?

Inviato: 12/07/2012, 9:45
da Mauro
Senza eccezioni tutte le prove fisiche presentate finora si sono dimostrate assolutamente inconcludenti.
Tra i vari campioni di pelo presentati si va dalle falsificazioni più misere (fili di Rayon e capelli) fino ai ritrovamenti in assoluta buona fede ma che sono stati rapidamente e facilmente identificati (generalmente come appartenenti ad orsi).
Sono al corrente dell'esame di cinque coproliti, due provenienti dall'Oregon e tre dalla Florida, presso la A&M University: i primi erano "consistenti" con quelli di un bovino, i secondi erano "probabilmente" escrementi di un grosso gufo. (NB: il trattamento per la reidratazione dei coproliti è incompatibile con analisi di materiale genetico)

Nota a parte meritano le vocalizzazioni: sono state accuratamente analizzate e non presentano traccia di montaggio o falsificazioni. I nastri di migliore qualità (quelli ottenuti da Alan Berry il 21 ottobre del 1972) presentano alcune intriganti peculiarità che vanno perlomeno considerate: tecnicamente parlando tutti i suoni registrati potrebbero essere prodotti da un uomo ma diversi dovrebbero provenire da un individuo di cui è stata stimata una lunghezza del tratto vocale in 20,2cm. Utilizzando metodi statistici significa che quest'uomo dovrebbe avere un'altezza compresa tra i 195cm ed i 245cm. Parlo di uomo perché l'analisi del suono /g/ indica due cavità vocali, un tipico tratto umano.
Un discorso a parte meritano i fischi registrati nello stesso nastro: Berry ed i suoi compagni dicono di avere fischiato per richiamare l'attenzione del presunto Bigfoot, che avrebbe fischiato in risposta, ed in effetti sul nastro esaminato sono presenti fischi tipicamente umani. Ci sono però anche dei fischi altamente anomali che indicano un tratto vocale molto breve (intorno ai 13cm, un uomo alto 175cm ha un tratto vocale lungo mediamente 17,8cm) che possono essere stati prodotti sia da un qualche strumento, come un fischietto molto particolare ma comunque reperibile in commercio, sia da una creatura che riesce ad utilizzare solo parte del suo tratto vocale.

Per quanto inconcludenti questi nastri sono al momento la "prova" migliore che esiste sul fenomeno Bigfoot, dal momento che non mostrano alcun segno di manipolazione e gli esperti che li hanno esaminati concordano sulle conclusioni. E' assolutamente possibile che si tratti di un falso o di uno scherzo tirato a Berry da persone ignote ma in questo caso si tratterebbe di un vero e proprio "capolavoro tecnico".

Re: Bigfoot: un caso ancora aperto?

Inviato: 12/07/2012, 10:46
da Glypto
Grazie mille, e per quel che concerne lo Skookum cast? Ho sentito che poteva appartenere ad un cervo (wapiti), ma che aveva convinto esperti come Schaller e Swindler.

Re: Bigfoot: un caso ancora aperto?

Inviato: 12/07/2012, 11:55
da Mauro
Sì, si tratta dell'impronta di un cervo (la specie non so dirtela esattamente) che si era probabilmente sdraiato nel fango in cerca di frescura, comportamento comune.
La cosidetta impronta del tallone che è stata adotta come "prova definitiva" è in realtà il "polso" (ovvero sia l'articolazione tra il metacarpo e l'avambraccio) del cervo e i dermoglifi altro non sono che i peli molto corti tipici di quest'area. Ma soprattutto è spesso ignorato che tutt'intorno alla pozza fangosa ove è stato preso il calco non 'erano orme di "piedoni" ma una miriade di tracce di zoccoli di cervo... : Wink :

Re: Bigfoot: un caso ancora aperto?

Inviato: 12/07/2012, 13:43
da Glypto
Ok, grazie : Thumbup : .
Quindi possiamo dire che un'altro dei "grandi protagonisti" della criptozoologia, assieme a Nessie e probabilmente anche Caddy e il Mokele, viene messo da parte come leggenda metropolitana?
Sopravviverà solo più lo yeti : Chessygrin : ?

Re: Bigfoot: un caso ancora aperto?

Inviato: 12/07/2012, 16:17
da maxi1983
Ma lo " Yeti " al 90 % esiste ( o è esistito ) per davvero. Il fatto è che, non ha forma e dimensioni che le leggende native e soprattutto l' uomo " bianco " hanno trasmesso negli anni.

Re: Bigfoot: un caso ancora aperto?

Inviato: 12/07/2012, 18:29
da Lorenzo Rossi
Mauro, che tecniche si usano attualmente per l'analisi degli escrementi?

Re: Bigfoot: un caso ancora aperto?

Inviato: 12/07/2012, 19:09
da Mauro
Lorenzo Rossi ha scritto:Mauro, che tecniche si usano attualmente per l'analisi degli escrementi?
Sui coproliti sono preparato... : Thumbup :
Al momento si usa la tecnica Callen migliorata.
La prima fase è misurare, pesare, fotografare e descrivere il coprolita, dopodiché si preleva il campione da utilizzare in analisi. le dimensioni del campione variano in base alle dimensioni del campione originario. Più è grande il campione, più se ne può prelevare per l'analisi (si tratta di prove distruttive).

Il prossimo passo è di porre il campione in una soluzione al massimo 0,5% in volume di fosfato trisodico (Na3PO4). Ci sono alcune variazione sul contenuto di Na3PO4 ma lo 0,5% è la soglia massima utilizzabile: oltre si corre il serio rischio di danneggiare o addirittura distruggere i tessuti vegetali eventualmente presenti nel coprolita.
Questo processo di reidratazione ha una durata molto variabile ma non causa il deterioramento del campione anche per periodi molto lunghi (fino a tre anni). Diciamo però che generalmente bastano 72 ore.

Il passo successivo è l'esame visivo del coprolita ora reidrato ancora nella soluzione di Na3PO4. La presenza di una sottile feccia sulla superficie del camione reidratato indica che nella dieta era presente carne. In seguito viene osservato il colore e la trasparenza della soluzione: questo generalmente da una vaga idea della specie da cui possa venire. la regola generale è che le feci dei carnivori lasciano la soluzione trasparente ed incolore o di un pallido marrone o marrone giallo, quelle degli artiodattili lasciano la soluzione ancora trasparente e gialla o giallo-marrone, mentre quelle umane rendono la soluzione opaca e da marrone a nera.
Una modifica successiva del metodo Callen originario sta nell'annotare l'odore: le feci animali hanno un forte odore di muschio, mentre quelle umane riprendono il loro spiacevole odore originario.

L'ultimo passo, una volta completata la reidratazione, è di passare il camione attraverso una serie di setacci di trama progressivamente sempre più fine per intrappolare i vari frammenti presenti nella materia fecale. Un'altra modifica al metodo originale Callen sta nella ricerca di pollini all'interno di questi campioni (separazione tramite agitazione).

Il grosso della produzione di Callen (ricercatore presso la Texas A&M University) è stato in una lunga serie di articoli pubblicati tra il 1963 ed il 1969. Nonostante l'età e l'avanzamento dei metodi analitici si tratta ancora di materiale di altissimo valore. : Thumbup :