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Uomo di Denisov
Inviato: 03/06/2012, 9:31
da Rose Congou
Si sa qualcosa su questa supposta specie parallela o comunque ramo sconosciuto del genere homo scoperta in Siberia qualche anno fa? Qualcosa che non siano le solite negazioni a prescindere, del Cicap, per favore. Grazie.
Re: Uomo di Denisov
Inviato: 03/06/2012, 13:38
da Mauro
Ciao. Non c'è bisogno di tirare in ballo gli amici del CICAP (termine non ironico) perché qui stiamo parlando di paleoantropologia moderna con tutti gli ausili che la chimica analitica può mettere a disposizione.
Per quanto negli ultimi due anni siano stati condotti diversi studi gli ominidi in questione non sono ancora stati descritti ufficialmente (a causa della pochezza dei resti a nostra disposizione) ed sono quindi conosciuti semplicemente come "Ominidi della Caverna Denisova" o "Denisovani".
I resti analizzati sono la falange di un dito di un giovane (DNA mitocondriale) ed un singolo molare di un adulto (DNA genomico e mitocondriale). In base alle analisi effettuate presso l'Istituto Max Planck per Antropologia Evolutiva il materiale genetico non coincide con quello Neanderthaler nè con quello dello Homo sapiens "primordiale" (EMH). Al momento si ritiene che i Denisovani abbiano un antenato in comune con i Neanderthaler ma quando e dove sia avvenuta la separazione tra le due specie resta un mistero.
Di particolare interesse è il molare di sopra, rinvenuto nel 2000, e che è subito apparso come un autentico "enigma", dal momento che ricorda materiale di Austrolopithecus che, come si sa, non si è mai diffuso fuori dall'Africa.
Un problema che si deve affrontare è la datazione. Entrambi i reperti vengono dallo strato 11 della caverna di Denisova (29200-più di 50000 anni fa). I resti di carbone vegetale presenti in questo strato mostrano almeno due tracce di occupazione "umana": una precedente ai 50000 anni (la datazione col C14 in quell'intervallo è inutile) e l'altra tra i 23000 ed i 30000 anni. I resti Denisovani paiono provenire dalla prima occupazione. Chi abbia occupato in seguito la caverna, è tuttora ignoto.
E ora una notizia che avevo anticipato privatamente ad alcuni di voi: la celebre parte del DNA dei Melanesiani che non si sapeva da dove saltasse fuori è stata confermata come di origine Denisovana. Questo indizio pare puntare ad una diffusione abbastanza ampia di questi intriganti e misteriosi ominidi in Asia. Come e perché abbiano però lasciato dietro di sè meno di una manciata di resti ossei resta però un mistero.
Re: Uomo di Denisov
Inviato: 03/06/2012, 19:03
da Rose Congou
Ti ringrazio per la risposta, che mi fornisce molte più informazioni di quante sia riuscite a trovare in rete con una ricerca durante la mattinata.
Quanto al Cicap, la mia ironia può anche disturbare, ma non mi sento di provare stima per persone che fino a qualche anno fa negavano tranquillamente la possibilità di viaggi norreni in Nordamerica arrampicandosi su tutti gli specchi delle loro brame e benché L'Anse aux Meadows sia nota come insediamento vichingo da almeno cinquant'anni.
Ho un conoscente del Cicap che ancora nega la cosa, e liquida come fole le recenti scoperte fate analizzando il DNA mitocondriale di parte della popolazione islandese che ha scoperto una variante genetica simile a una presente nei nativi americani, segno che i contatti furono anche carnali, non solo favolistici (la popolazione islandese è una delle più studiate, da questo punto di vista, essendo rimasta isolata praticamente fino alla Seconda Guerra Mondiale).
Re: Uomo di Denisov
Inviato: 04/06/2012, 20:56
da Mauro
Curioso considerando il primo insediamento vichingo scoperto in America (L'Anse-aux-Meadows) è soggetto di studi fin dagli anni '60.
C'è da dire però che il CICAP non ha una "linea politica": è costituito da individui, ognuno con le sue convizioni, il suo carattere, la sua esperienza. La mia esperienza con loro (inclusa una breve collaborazione esterna) è stata finora un misto di di positivi e negativi. Non posso che parlare bene della serietà e preparazione di molti membri. L'unico serio problema che ho con loro è che diversi membri (non l'intera organizzazione) hanno un atteggiamento pubblico completamente diverso da quello che tengono in privato. E termino qui perché non è mia volontà innescare polemiche.
Re: Uomo di Denisov
Inviato: 06/06/2012, 10:40
da Gipeto
Be' attendiamo con ansia sviluppi...
Certo in questi casi (soprattutto il molare) farebbe veramente comodo avere a disposizione il metodo di datazione del 41Ca, chissà quando e se riuscirà ad essere messo a punto...
Re: Uomo di Denisov
Inviato: 07/06/2012, 14:28
da Mauro
Al momento ci sono due problemi principali.
Il primo è la singola occupazione della caverna. In base all'esperienza con Neandertaler e EMH sappiamo che, generalmente, le due specie si sono alternate nell'occupazione dei siti (quasi sicuramente seguendo gli andamenti climatici) fino alla scomparsa dei primi circa 40000 anni fa. A Denisova c'è solo una traccia, tenue, di occupazione da parte della specie nominata. Perché? Se l'influenza sul DNA melanesiano sembra puntare ad una diffusione relativamente ampia in Asia, perché questi ominidi non hanno lasciato nulla dietro di se, neppure una traccia di industria litica?
Strettamente collegato a questo c'è il problema della presenza dei Neandertaler a Denisova, confermata dal ritrovamento di vari manufatti Mousteriani fino agli strati 21 e 22 (171.000-182.000 anni fa) e nello stesso strato 11. Se generalmente la presenza di Neandertaler e EMH è mutualmente esclusiva cosa possiamo ipotizzare riguardo ai rapporti tra Denisovani e Neandertaler? Può darsi che parte della cosidetta industria litica Mousteriana altaica sia in realtà opera loro? E ancora: siamo certi che le tracce di carbone vegetale provengano da focolari Denisoviani e non siano invece opera dei Neandertaler o degli EMH? Se si confermasse che i resti di Denisovani sono "intrusi", ovvero sia che non hanno relazioni con gli altri resti, come hanno fatto ad arrivare lì?
A nessuna di queste domande al momento c'è risposta: si spera che ricerche in altre caverne degli Altai possano fornire ulteriori dati.
Re: Uomo di Denisov
Inviato: 11/06/2012, 23:41
da erreesse
non posso fare a meno di scriverlo, anche se è OT: Mauro sei sempre di una chiarezza e precisione straordinarie! riesci a farti capire senza sacrificar nulla al rigore. Spero davvero che tu faccia didattica nell'alta formazione, perchè i tuoi studenti sono/sarebbero tanto fortunati ...

Re: Uomo di Denisov
Inviato: 26/06/2012, 3:16
da Mormorante
Salve, non sono nuovo del forum, o meglio, sono un nuovo iscritto ma seguo da tempo questo ed ero già presente sul vecchio forum col nick Muradin.
In merito alla questione trattata, se i resti ossei provengono dal medesimo strato (quelli Neanderthaliani e Denisoviani) non potrebbe darsi, piuttosto che di convivenza, di semplice alternanza esclusiva anche qui? Magari l'insediamento Neanderthaliano è stato abbandonato per qualche tempo ed è stato dunque brevemente conquistato dai Denisoviani prima di ripassare nelle mani dei Neanthertal. Mi sembra la soluzione più logica visto il comportamento d'esclusività abitativa riscontrati nel Sapiens ed nel Neanderthal, che avendo dimostrato di non tollerare/gradire la convinvenza con i nostri antenati, non vedo perché avrebbero dovuto dimostrarla nei confronti dei Denisoviani.
Cioè, più che dipendere dai Denisoviani, che essendo la novità tendono a far accentrare l'attenzione su di loro, dipende da entrambe le specie una condizione di coesistenza, quindi sia da parte dei Neanderthal che dei Denisov, ed i primi hanno già dimostrato di non tollerare la condizione ipotizzata; condizione che tra l'altro, parlando dei Denisoviani che sono apparentemente una specie distinta da Neanderthal e Sapiens arcaico (anche se però non ancora opportunamente inquadrata) ma comunque affine al medesimo ramo evolutivo, si presume, pur non potendo darlo completamente per scontato, che il comportamento sarebbe stato comunque il medesimo, ovvero: intolleranza alla convinvenza. Quindi, potrebbe essersi trattato semplicemente d'un buco temporale occupato da avventori poi scacciati. Daltronde si tratta di reperti estratti da sedimenti facenti parte di un medesimo strato, letteralmente una fetta di terreno che nonostante tutta l'accuratezza profusa, rappresenta un enorme arco temporale (da qualche anno a diverse decine o centinaia d'anni), ragion per cui risulta credibile l'ipotesi formulata.