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gli ultimi neandertal
Inviato: 26/01/2012, 20:15
da betelges
Ho appena acquistato e finito di leggere il libro in oggetto.
davvero ottimo, complimenti!
Sono anche io alquanto possibilista sull'esistenza di ominidi relitti.
La profonda passione per questo tema mi spinge a immaginare una risposta molto banale alla domanda:
ma perchè non è stato trovato manco un mignolo di sti fantomatici esseri?
bhè: ipotizzandoli detentori di un'intelligenza che si avvicina a quella umana, è logico suppore che sentano la neccesità di nascondersi il più possibile dal contatto con "noatri" e che quindi abbiano imparato a farlo molto molto bene.
a questo punto sorge un interrogativo , anzi un incitamento!una pista:
secondo me, volendo essere al massimo grado razionali, per avere qualche chance concreta di trovare qualcosa bisogna farsi
un corso di speleologia, comprarsi l'attrezzatura e puntare quasi esclusivamente alle grotte.
Mi è venuto un coccolone infatti quando ho letto nel libro che per cause di forza maggiore non hai potuto esplorare il complesso di grotte che si affacciava sulla vallata in Mongolia, teatro dell'avvistamento della tua guida!
la domanda è quindi d'obbligo: hai intenzione di rimettere su una spedizione?:-)
ne sono arciconvinto. come per il Flores, la soluzione sta in qualche grotta( la soluzione più facile da acchiappare ovvio)
ciao ciao
Paolo
Re: gli ultimi neandertal
Inviato: 27/01/2012, 10:47
da gghilardelli
Se c'è bisogno, io ho fatto il corso di speleologia e mio zio produce attrezzature speleo. Lo sponsor non sarebbe quindi molto difficile da trovare.La squadra di volenterosi che non vede l'ora di andare in Mongolia eventualmente la troviamo.
C'è anche da dire, però, che non basta andare nelle grotte e guardarsi intorno. Bisogna avere una certa competenza e seguire determinate norme per raccogliere campioni di pelo piuttosto che resti vari. Soprattutto, servirebbero attrezzature specifiche per la ricerca.
Re: gli ultimi neandertal
Inviato: 27/01/2012, 11:25
da Mauro
Ci sono una serie di problemi pratici.
Innanzitutto se si sottoscrive alla teoria di Maria Koffmann i numeri degli Almas non sono mai stati molto elevati e la razza si sta lentamente estinguendo (o si è estinta) per via della riduzione della varietà genetica. Un'occhiata ad una cartina dell'Asia Centrale e le parole "ago" e "pagliaio" saltano subito alla mente.
Il secondo è, che per tutto il corpo di testimonianze orali, nulla sappiamo sulle abitudini degli Almas. Sono soliti trovare rifugio nelle caverne? Vivono esclusivamente all'aperto? La risposta: non lo sappiamo. Se le caverne sono sempre un buon luogo dove recuperare materiale osseo (e quindi statisticamente parlando si avrebbe maggiore possibilità di trovare qualcosa) è anche vero che se un particolare tipo di creatura non la frequenta le possibilità di trovare lì i suoi resti scendono drasticamente. Magari non si troverebbero resti di Almas ma qualcos'altro (io ho in mente una putativa seconda specie di Saiga di cui occasionalmente si sente parlare).
Il terzo è sempre il solito. Trovare i resti di un animale morto in natura è un evento eccezionale, non abituale. Pensate a quante volte avete trovato una volpe morta di cause naturali. E le volpi sono senz'altro più comuni degli Almas...
Re: gli ultimi neandertal
Inviato: 27/01/2012, 19:39
da Edo1
Per la spedizione.. eccomi!! volenteroso e motivato.. e sopratutto curioso!
Sarebbe.. il mio sogno!!
Re: gli ultimi neandertal
Inviato: 27/01/2012, 21:09
da Glypto
Mauro ha scritto:Ci sono una serie di problemi pratici.
(io ho in mente una putativa seconda specie di Saiga di cui occasionalmente si sente parlare)
Se ne potrebbe sapere qualcosa di più?
Re: gli ultimi neandertal
Inviato: 28/01/2012, 14:25
da Mauro
Glypto ha scritto:Mauro ha scritto:Ci sono una serie di problemi pratici.
(io ho in mente una putativa seconda specie di Saiga di cui occasionalmente si sente parlare)
Se ne potrebbe sapere qualcosa di più?
Se ne sa poco, pochissimo. Gli avvistamenti vengono tutti dall'aimag (provincia) di Dundgovi, nel centro della Mongolia. Con una densità di 0,64 abitanti per km quadrato e poche connessioni definirla "tagliata fuori dal mondo" può essere abbastanza corretto.
L'animale è descritto come molto simile alla Saiga nota (Saiga tatarica), ma leggermente più piccolo, di colore scuro. Le abitudine sono diverse: se la Saiga si muove in grossi branchi, questi animali si muovono in gruppetti di 4 o 5 individui e tendono a preferire ambienti rocciosi.
In Mongolia al momento sono presenti piccoli numeri della sottospecie S.t. mongolica ma la zona in questione non fa parte dell'areale passato di questa sottospecie.
A detta dei locali i numeri negli ultimi anni sono aumentati sensibilmente.
C'è anche da dire che, dopo la drammatica contrazione di numeri degli anni '90, la Saiga sta recuperando abbastanza rapidamente ed il governo russo ha istituito un allevamento in Siberia (i Russi sono gli unici che sono riusciti a fare riprodurre regolarmente e con successo questa antilope) per fornire animali a vari progetti di ripopolamento.
Re: gli ultimi neandertal
Inviato: 29/01/2012, 15:38
da Matteo
Complimenti a Mauro per le risposte dettagliate.
Credo comunque che spedizioni del genere comportino più rischi che risultati.
Per quanto riguarda il libro di Lorenzo Rossi, esistono anche copie ebook? Grazie della risp.
Re: gli ultimi neandertal
Inviato: 29/01/2012, 19:20
da Lorenzo Rossi
Matteo ha scritto:
Per quanto riguarda il libro di Lorenzo Rossi, esistono anche copie ebook? Grazie della risp.
Mi sarebbe piaciuto, ma il mio editore per il momento non prevede questa possibiltà.
Re: gli ultimi neandertal
Inviato: 29/01/2012, 21:25
da Matteo
Lo ordinerò quando avrò il tempo leggerlo perchè credo che sia davvero un buon libro.
PS. Lorenzo hai mai sentito parlare del Bigfoot di Freeman?
http://www.youtube.com/watch?v=luue2Mv_VNM
Anche questo filmato viene analizzato (seppur in maniera più sbrigativa) nel documentario che ti ho suggerito.
Re: gli ultimi neandertal
Inviato: 09/01/2013, 23:27
da Jegriva
Un mio amico archeologo, anche lui appassionato di cruptozoologia, mi ha giustamente fatto notare che il grosso problema per quanot riguarda l'esistenza di un'enclave evolutiva di ominidi sconosciuti sia la Popolazione Minima Sostenibile. Possibile per una popolazione di qualche cnetinaio di individui di riuscire a sopravvivere secoli e secoli senza cadere in un'eccessiva stagnazione genetica?