L'estinzione del tilacino, esattamente come del lupo in Giappone, è da attribuirsi a due concause.
La prima sono le ricompense pagate a chi ne uccideva uno. La ricompensa può sembrare misera ai nostri occhi (una sterlina a capo), ma considerando oltre un secolo di svalutazione galoppante parliamo comunque di un paio di centinaia di euro ad animale. Utile per arrotondare lo stipendio.
La seconda è la comparsa di una malattia simile al cimurro tra i tilacini, la cui natura è tuttora sconosciuta ma che è nota per aver colpito in modo particolarmente pesante gli animali in cattività.
Per quanto riguarda i presunti attacchi alle pecore.
Il problema fondamentale è che, nonostante le foto che rappresentano le sue fauci spalancate, il tilacino aveva un morso estremamente debole. E' stato calcolato che al massimo il tilacino potesse predare animali 1/6 del suo peso (dai 3 ai 5kg).
Era un predatore d'agguato, principalmente notturno, molto specializzato, e le sue prede erano principalmente piccoli marsupiali ed uccelli. In cattività generalmente erano nutriti con conigli.
Insomma... molto probabilmente si limitava a razziare i pollai come volpi e faine.
Questo pone un serio problema evolutivo. Se il tilacino si è evoluto sulle stesse linee del lupo, perché il suo comportamento era quello di un cacciatore d'agguato e non da inseguimento, come è il lupo?
Parte del problema è stato risolto grazie a recenti ritrovamenti fossili ed alla genetica.
Tradizionalmente, il parente più prossimo del tilacino è stato ritenuto il Diavolo Tasmaniano (Sarcophilus harrisii) ma ora sappiano che sono i piccoli numbat (Myrmecobius fasciatus).
Il tilacino è un genere decisamente recente: i resti fossili ci dicono che si sia separato dal lignaggio dei numbat meno di quattro milioni di anni fa. Non abbastanza per avere chissà quale evoluzione.