Il Cane Margherita della Cornovaglia
Inviato: 14/03/2011, 0:36
Uno degli animali più misteriosi (e meno conosciuti) del Vecchio Continente è questo misteriose canide.
Si diceva abitasse un tratto di costa particolarmente desolato e che fosse estremamente feroce e pericoloso, al punto che un singolo morso fosse fatale.
La descrizione però non è affatto simile a quello che ci aspettiamo da un animale di questa fatta. Si tratta infatti di un cane di piccola taglia, col muso schiacciato, una lunga coda a piuma e dal pelo lungo. In sintesi ricorda un moderno Pechinese o Shih-Tzu, che è esattamente l'immagine della ferocia.
La leggenda legata a questo cane nasce tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo, durante il regno della regina Elisabetta I Tudor. Un'ambasciata proveniente dalla Cina sarebbe stata inviata alla corte della celebre sovrana, carica di doni. Tra questi doni i più preziosi erano una coppia di Pechinesi. Ai tempi questi cani erano riservati esclusivamente ai membri della famiglia Quing (Manchu) o ad altri nobili che godessero del favore dell'imperatore. Possederne uno senza averne titolo era punibile colla morte. Una giovane di sangue imperiale venne inviata come custode dei due cani, accompagnata da un vecchio eunuco che doveva fungere da ambasciatore e da suo guardiano. In seguito a varie vicissitudini l'ambasciata perse quasi tutti i suoi membri (guardie, schiavi, domestici etc) e fu costretta ad assoldare una nave bretone o cornica per completare il viaggio. I marinai, impressionati dalla ricchezza dei cinesi, decisero di prendersela colla forza.
Secondo la tradizione uno dei due Pechinesi avrebbe cercato di difendere la sua nobile custode, uccidendo con un solo morso uno dei marinai traditori (
). Questo servì a poco perchè tutti i membri dell'ambasciata vennero gettati fuori bordo. La sfortuna però colpì subito i predoni: aprendo i pesanti forzieri cinesi li trovarono tutti vuoti.
I corpi degli sventurati ambasciatori e dei loro cani vennero trovati da un eremita (o da un invalido) che diede loro sepoltura, piantando sul loro tumulo margherite in forma di croce.
Si diceva che il tumulo fosse sorvegliato dallo spirito di uno dei due Pechinesi (il maschio) che avrebbe ucciso chiunque avesse tentato avvicinarsi alla tomba dei suoi cari.
Fin qui non sembra altro che una storiella deliziosa. Ma c'è un risvolto criptozoologico in tutto questo. Come detto la tradizione ha circa quattro secoli. I primi Pechinesi arrivarono in Europa intorno al 1860, quando lo stato caotico della Cina consentì di contrabbandarne alcuni esemplari al di fuori della Città Proibita. I primi Shih-Tzu arrivarono ancora più tardi, intorno al 1930. Come facevano i Cornici a sapere dell'esistenza del Pechinese e del suo status?
Forse c'è una spiegazione. Nel corso del XVI secolo uno degli import più ambiti provenienti dalla Cina era il Moops (detto anche Pug o Carlino). Come dice il nome l'Olanda fu il primo paese dove si diffusero, aiutati nella loro popolarità dal fatto che Maurizio di Nassau, il celebre Staatholder e generale, ne era un grande appassionato. I cani sono da sempre una merce di scambio preziosa: basta guardare alla diffusione dei levrieri (i cani che cacciano a vista) in tutta l'Eurasia, avvenuta per merito di mercanti fenici, egizi e cartaginesi.
Non è possibile quindi che qualche Pechinese sia arrivato di contrabbando dal Lontano Oriente e l'alone di esoticismo e mistero che lo circondava abbia fornito la base per questa improbabile ma deliziosa storiella?
Si diceva abitasse un tratto di costa particolarmente desolato e che fosse estremamente feroce e pericoloso, al punto che un singolo morso fosse fatale.
La descrizione però non è affatto simile a quello che ci aspettiamo da un animale di questa fatta. Si tratta infatti di un cane di piccola taglia, col muso schiacciato, una lunga coda a piuma e dal pelo lungo. In sintesi ricorda un moderno Pechinese o Shih-Tzu, che è esattamente l'immagine della ferocia.
La leggenda legata a questo cane nasce tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo, durante il regno della regina Elisabetta I Tudor. Un'ambasciata proveniente dalla Cina sarebbe stata inviata alla corte della celebre sovrana, carica di doni. Tra questi doni i più preziosi erano una coppia di Pechinesi. Ai tempi questi cani erano riservati esclusivamente ai membri della famiglia Quing (Manchu) o ad altri nobili che godessero del favore dell'imperatore. Possederne uno senza averne titolo era punibile colla morte. Una giovane di sangue imperiale venne inviata come custode dei due cani, accompagnata da un vecchio eunuco che doveva fungere da ambasciatore e da suo guardiano. In seguito a varie vicissitudini l'ambasciata perse quasi tutti i suoi membri (guardie, schiavi, domestici etc) e fu costretta ad assoldare una nave bretone o cornica per completare il viaggio. I marinai, impressionati dalla ricchezza dei cinesi, decisero di prendersela colla forza.
Secondo la tradizione uno dei due Pechinesi avrebbe cercato di difendere la sua nobile custode, uccidendo con un solo morso uno dei marinai traditori (
I corpi degli sventurati ambasciatori e dei loro cani vennero trovati da un eremita (o da un invalido) che diede loro sepoltura, piantando sul loro tumulo margherite in forma di croce.
Si diceva che il tumulo fosse sorvegliato dallo spirito di uno dei due Pechinesi (il maschio) che avrebbe ucciso chiunque avesse tentato avvicinarsi alla tomba dei suoi cari.
Fin qui non sembra altro che una storiella deliziosa. Ma c'è un risvolto criptozoologico in tutto questo. Come detto la tradizione ha circa quattro secoli. I primi Pechinesi arrivarono in Europa intorno al 1860, quando lo stato caotico della Cina consentì di contrabbandarne alcuni esemplari al di fuori della Città Proibita. I primi Shih-Tzu arrivarono ancora più tardi, intorno al 1930. Come facevano i Cornici a sapere dell'esistenza del Pechinese e del suo status?
Forse c'è una spiegazione. Nel corso del XVI secolo uno degli import più ambiti provenienti dalla Cina era il Moops (detto anche Pug o Carlino). Come dice il nome l'Olanda fu il primo paese dove si diffusero, aiutati nella loro popolarità dal fatto che Maurizio di Nassau, il celebre Staatholder e generale, ne era un grande appassionato. I cani sono da sempre una merce di scambio preziosa: basta guardare alla diffusione dei levrieri (i cani che cacciano a vista) in tutta l'Eurasia, avvenuta per merito di mercanti fenici, egizi e cartaginesi.
Non è possibile quindi che qualche Pechinese sia arrivato di contrabbando dal Lontano Oriente e l'alone di esoticismo e mistero che lo circondava abbia fornito la base per questa improbabile ma deliziosa storiella?