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criptozoo.com •Addendum Dossier Criptidi d'Australia
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Addendum Dossier Criptidi d'Australia

Inviato: 20/10/2011, 10:55
da Mauro
Colgo l'occasione per postare un addendum del mio vecchio articolo sui criptidi d'Australia con alcune nuove "creature".

Il Serpente Arcobaleno e la sua famiglia

Da non confondersi col mito di Quetzalcoatl (molto probabilmente ispirato dal magnifico Quetzal, Pharomacrus mocinno), è il grande serpente "misterioso" d'Australia, rappresentato sia nelle tradizioni aborigene, sia nei moderni avvistamenti di grandi rettili sconosciuti.
Per gli Aborigeni si trattava di un grande rettile dotato di poteri magici o semidivini: era in grado di chiamare o negare la pioggia, era responsabile delle inondazioni e delle epidemie di vaiolo, poteva distruggere le canoe o fare fuggire la selvaggina dai luoghi di caccia ma, curiosamente, non attaccava mai direttamente l'uomo. La sua particolarità, da cui prende il nome, è il fatto che la sua pelle brilla coi colori dell'arcobaleno.
La tradizionale spiegazione, molto in voga nei circoli criptozoologici ed antropologici, è che si tratti di un primitivo serpente, Wonambi naracoortensis, appartente alla famiglia dei Madtsoidi. I Madtsoidi erano una famiglia di serpenti tipica del Cretaceo, diffusi su tutti i continenti originariamente parte del Gondwana ed estintasi ovunque nel corso del Paleocene e dell'Eocene, coll'eccezione dell'Australia, ove continuarono ad evolversi per poi estinguersi nel corso degli ultimi 40.000 anni, il che lo porrebbe in sovrapposizione con le prime ondate migratorie umane.
C'è un problema con questa spiegazione: dai resti che abbiamo non è ovviamente possibile conscerne la colorazione ma, trattandosi di un serpente costrittore, è altamente improbabile che fosse decorato di colori vivaci che avrebbero potuto renderlo facilmente visibile e riconoscibile, non esattamente quello che serve ad un animale che caccia primariamente in appostamento.
Inoltre c'è il paradosso delle dimensioni: da quello che sappiamo il Wonambi arrivava al massimo sui cinque metri. Dimensioni imponenti, ma senz'altro inferiori a quelle dei pitoni, di cui l'Australia ha una notevole varietà e quantità.
Il più grande è il pitone ametista, Morelia amethistina, che in casi eccezionali supera gli otto metri di lunghezza ma che comunque arriva comunemente intorno ai cinque metri. Questa specie deve il suo nome all'iridiscenza delle squame che ricorda un'ametista. A mio parere non serve tirare in ballo una specie di serpente di cui sappiamo pochissimo quando è disponibile un simile candidato...

Nel 1972 nella Terra di Arnhem venne scoperta una nuova specie di pitone, il pitone di Oenpelli (dal nome della località presso cui venne catturato l'olotipo), Morelia oenpelliensis. Di questa specie si sa tuttora relativamente poco, forse anche perché tende a preferire aree di difficile accesso. E' stimato che gli adulti di queste specie arrivino comunemente intorno ai quattro metri di lunghezza ma, per il momento, non si ha ancora notizia di esemplari eccezionali.
Dalla stessa regione arrivano da anni oramai avvistamenti di enormi serpenti acquatici. E' senz'altro ovvio che il pitone di Oenpelli, così poco noto, sia stato proposto come candidato, se non fosse per un fatto. Da quanto sappiamo è un pitone estremamente adattato per la vita terrestre e tende a preferire aree rocciose, lontane dai grandi corsi d'acqua.
Come sempre la tentazione di chiamare in causa una nuova specie di dimensioni colossali è sempre forte (vedi il Sucuriju gigante dell'Amazonia). ma molto probabilmente la spiegazione è assai più prosaica.
Abbiamo già visto come l'Australia già ospiti il gigantesco pitone ametista. I membri di questa specie sono eccellenti nuotatori (come quasi tutti i pitoni) e tendono a preferire le zone umide. Aggiungiamo la nota difficoltà di stimare le dimensioni di un serpente in natura, specialmente se parte sommerso, la varietà di colorazioni esibite da questo pitone e la soluzione a questo arcano non sembra poi tanto difficile...

Continua.

Re: Addendum Dossier Criptidi d'Australia

Inviato: 20/10/2011, 12:16
da Carmelo
Ero convinto che il serpente arcobaleno mitologico avesse due piccole corna o orecchie, ma devo essermi confuso, poichè cercando sulla rete non ho trovato riscontri.

Re: Addendum Dossier Criptidi d'Australia

Inviato: 21/10/2011, 20:46
da Mauro
Il Coccodrillo fuori posto

Due sono le specie di coccodrillo endemiche dell'Australia: una è il celebre coccodrillo marino (Crocodylus porosus) e l'altra è l'assai meno noto coccodrillo di Johnston (Crocodylus johnstoni).
Ma a detta di coloro che vivono nel sistema del fiume Mary (Northern Territory) esiste una terza specie, ben distinta dalle altre due.
Questo misterioso rettile avrebbe due particolarità: la prima sono le zampe, descritte come tanto arrotondate da ricordare le pagaie di una canoa; la seconda è il muso descritto come molto lungo, stretto e dotato di denti sporgenti verso l'esterno, proprio come il gaviale indiano (Gavialis gangeticus).
Sono state proposte diverse identità per questo misterioso e poco noto criptide.
La prima è che si tratti del "solito" Thalattosuchide superstite. Il problema principale di questa teoria è che i Thalattosuchidi erano un gruppo estremamente specializzato di rettili che ebbe una vita abbastanza breve (dagli inizi del Giurassico al primo Cretaceo). Difficile che siano arrivati a noi senza lasciare altre tracce e, soprattutto, che abbiano abbandonato il loro elemento naturale per porsi in competizione con i loro efficientissimi "cugini".
La seconda, avanzata dal Dr Shuker, è che si tratti di un coccodrillo di Johnston (il cui muso è notevolmente più sottile di quello del coccodrillo marino) che, a causa di deficienze nutritive, presenti una dentizione sporgente verso l'esterno, una rara ma nota condizione di tutti i membri dell'ordine Crocodilia. Le zampe arrotondate sarebbero dovute ad errori d'osservazione.
L'ultima, e più intrigante, sempre avanzata da Shuker, è che si tratti di un sopravvissuto del recente passato. Circa due milioni di anni or sono le acque intorno alla Papua Nuova Guinea ospitavano un parente stretto del gaviale indiano. Chiamato coccodrillo di Murua (Gavialis papuensis*), la sua descrizione sembra combaciare molto bene col nostro criptide.

Continua

* Alcuni hanno proposto di includere il coccodrillo di Murua nel genus Ikanogavialis, noto dal Sud America. La proposta non è stata universalmente accettata, come anche l'inclusione di altri fossili vagamente simili provenienti dall'Africa.

Re: Addendum Dossier Criptidi d'Australia

Inviato: 23/10/2011, 11:18
da gghilardelli
Come si spiega il particolare degli arti a pagaia?

Re: Addendum Dossier Criptidi d'Australia

Inviato: 24/10/2011, 10:32
da Mauro
gghilardelli ha scritto:Come si spiega il particolare degli arti a pagaia?
L'unica spiegazione offerta in merito è che la forma dell'arto sia più arrotondata di quella dei comuni coccodrilli e/o che le dita siano proporzionalmente lunghe.

Il Rompicapo dell'uovo

Nel 1930 Vic Roberts trovò presso Nannup, la punta più meridionale della Western Australia, un gigantesco uovo tra le dune di sabbia a circa mezzo chilometro dal mare. Il suo prima pensiero fu che si trattasse dell'uovo di uno struzzo (di cui esistono alcune popolazioni introdotte in Australia) ma le dimensioni sono quasi il doppio di quelle del più grande uovo di struzzo conosciuto.
Roberts donò in seguito l'uovo al museo nazionale della Western Australia, dove continua ad attirare curiosi e ad intrigare i biologi che periodicamente lo studiano per scoprirne l'identità.
La prima identità che venne proposta per questo curioso enigma è che si trattasse dell'uovo di un mihirung, una famiglia di enormi uccelli atteri endemica dell'Australia ed estintasi nei passati 20.000 anni. Curiosamente questi uccelli appartengono all'ordine degli Anseriformi: erano quindi parenti "stretti" di cigni ed oche.
Purtroppo nel 1982 vicino a Port Augusta vennero ritrovate le prime uova sicuramente attribuite ad un mihirung e le loro dimensioni, per quanto imponenti, erano pari a quelle di un comune uovo di struzzo. Anche cosiderando un esemplare eccezionale, ci sono dei seri dubbi che un mihirung possa avere prodotto un uovo di simili dimensioni.
Inoltre, in un raro caso di approccio interdisciplinare a 360°, l'uovo di Nannup venne esaminato attentamente presso il Dipartimento di Scienze dei Materiali dell'Università di Perth.
Le loro conclusioni sono che l'uovo sia di origine "molto recente" (escludendo quindi la fossilizazione) e hanno rivelato che la superficie sia molto porosa e fortemente sabbiata. A supporto delle loro tesi hanno anche fatto notare che un uovo, per quanto robusto e sepolto nella sabbia, non potrebbe resistere per migliaia di anni all'azione dell'acqua che filtra attraverso le dune senza essere disintegrato.
Esce quindi di scena il mihirung, ma la vera identità è forse ancora più sensazionale.
Già nel 1962 il Dr Harry Butler, invitato ad analizare l'uovo, arrivò alla conclusione che il migliore candidato altro non era che il celebre uccello-elefante del Madagascar, Aepyornis maximus.
Questa teoria venne rinforzata nel 1993 quando tre bambini che giocavano tra le dune nei pressi Cervantes (una città costiera 150km a nord di Perth) trovarono un altro uovo di Aepyornis in ottimo stato di conservazione.
Per parafrase i Monty Python "Un Aepyornis in Australia!?".
Non necessariamente.
Nella zona in questione vengono regolarmente trovate uova di pinguino reale (Aptenodytes patagonica), trasportate dalla corrente dai luoghi di nidificazione su Kerguelen ed altre isole subantartiche. Le correnti dell'Oceano Indiano e Meridionale convergono sulla costa della Western Australia trasportando ogni genere di relitto e residuo.
Resta però ancora un problema: da quanto sappiamo l'Aepyornis abitava le foreste interne del Madagascar e non nidificava sulla costa.
E' stato quindi proposto che le uova in questione provengano da navi naufragate nelle vicinanze del Madagascar: le uova di Aepyornis erano molto ricercate in Europa e marinai e balenieri che frequentavano le coste malgasce erano soliti acquistarne dai locali per rivenderli una volta tornati a casa.
Come si dice, alle volte la realtà è più strana della fantasia...

Re: Addendum Dossier Criptidi d'Australia

Inviato: 24/10/2011, 11:03
da gghilardelli
Nel 1930 Vic Roberts trovò presso Nannup, la punta più meridionale della Western Australia, un gigantesco uovo tra le dune di sabbia a circa mezzo chilometro dal mare.
Chi non ha pensato al dinosauro Denver alzi la mano : Chessygrin :

Re: Addendum Dossier Criptidi d'Australia

Inviato: 24/10/2011, 19:13
da LeonidasJoker
Io no però ora che mi fai pensare non posso fare a meno di notare le somiglianze...Spero solo che ora che abbiamo queste interessantissime uova in nostro possesso non saltino fuori i soliti maniaci della clonazione alla "Jurassic Park".

Re: Addendum Dossier Criptidi d'Australia

Inviato: 08/02/2012, 23:12
da erreesse
mi permetto un commento non strettamente criptozoologico: è vero quello che scrive Mauro, la realtà supera la fantasia ... la storia dell'uovo potrebbe essere uno spunto per malatempora, i suoi racconti e le sue creazioni, di cui parla qui nel forum compra e vendi
E, visto che Mauro ha citato le isole Kerguelen, che mi affascinano straordinariamente, invito a dare un'occhiata qui:
http://www.kerguelen-island.org/