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Pinnipedi criptidi - criptozoo.com
Messaggi inerenti agli animali acquatici.
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  • 9 messaggi
da David
#3217
Darren Naish ha reso disponibile gran parte delle sue pubblicazioni online - a parte che sia un sito obbligatorio per tutti i fanatici di dinosauri - segnalo la pubblicazione Woodley, M. A., Naish, D. & Shanahan, H. P. 2008. How many extant pinniped species remain to be described? Historical Biology 20, 225-235 in cui viene discussa l´idea che alcuni criptidi (serpenti marini) classificati da Heuvelmans siano specie di pinnipedi.

Usando modelli matematici Woodley et al discutono la possibilitá (teoretica) che le specie ancora sconosciute possano variare da 0 a 15, preferendo una stima bassa - investigano poi 3 criptidi in particolare - il cavallo marino di Heuvelman, il cadborosauro e il tizheruk - come esempi di come avvistamenti di specie sconosciute potrebbe avvenire e fornire spunti di ricerca localizzata - offrendo alla fine comunque anche come alternativa l´ipotesi che si tratti di specie conosciute, ma o molto rare o fuori dal loro habitat abituale o conosciuto.

Interessante anche la breve menzione della problematica dell uso della nomenclatura binomiale come paratassonomia, simile problema che si riscontra nella icnologia

http://darrennaish.wordpress.com/publications/
da LeonidasJoker
#3219
Devo dire che l'idea che il tizheruk possa essere una nuova specie di foca leopardo (avevo già sentito di questa teoria, ma mai in connessione con Mackal) è molto interessante ma, a parte i possibili caratteri "rettiliani"che potrebbero porre problemi, bisognerebbe accertare se ancora oggi gli indigeni di quelle regioni lo riconoscono come un animale reale e esistente, reale ma raro o estinto o del tutto fantastico; come nel caso di Mokele-mbembe, una visione più un'univoca e precisa sarebbe già un passo avanti.
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da Mauro
#3220
Anche se di statistica non vado molto più in là dell'analisi degli errori, ho il sospetto che i due modelli matematici adottati non siano adatti al caso in questione.

La funzione di Michaelis-Menten (e qui si entra in un campo che conosco bene) è stata creata per un ben specifico scopo, il calcolo del rapporto tra la velocità di una data reazione enzimatica e la concentrazione del sottostrato enzimatico, indicato con v.
La forma originale è (perdonate il formato, ma non ho voglia di allegare un file in Open Office Math): v = (Vmax*[S])/(Km+[S]) dove Vmax è la massima velocità osservata nel sistema in soluzione satura di sottostrato, [S] la concentrazione del sottostrato e Km è la costante di Michaelis ed è l'inverso dell'affinità di un dato enzima per un dato substrato: i valori sono tabulati per i diversi enzimi e variano di tre ordini di grandezza tra massimo e minimo.
In sintesi si tratta di uno strumento molto specializzato ed utilizzato in cinetica biochimica.

La regressione logistica è invece un modello lineare generale (e quindi non avanzato) applicato nei casi in cui la variabile dipendente (ah, quanti ricordi!... principalmente poco piacevoli) y sia dicotomica, ovvero sia riconducibile ai valori 0 ed 1. In sintesi si tratta di una variabile che può assumere solo due valori come maschio o femmina, positivo o negativo, presente o assente etc. Diciamo che il problema di base sta nel calcolo dei tre parametri utilizzati, per cui non viene fornito il metodo utilizzato. Teoricamente, guardando il plot delle scoperte contro la curva definita dalla regressione (e trattandosi di un modello generale non ci si può aspettare la perfezione, specie all'inizio della curva), pare che chi ha calcolato questi valori abbia fatto un ottimo lavoro, ma senza avere sotto mano i calcoli è impossibile dirlo.

Personalmente (per motivi diversi dagli autori) propendo anche io per un numero di pinnipedi ancora ignoti compreso tra 0 e 3. Probabilmente lo sviluppo di una regressione realizzata ad hoc (e io manco dell'abilità per farlo) confermerebbe questo valore basso, comunque già indicato dalla regressione logistica.

Il problema dell'Acrophoca longirostris, invece, merita particolare attenzione. Dal 2008 ad oggi l'idea che si trattasse di un animale dotato di un "collo di cigno" è stata radicamente ribaltata, soprattutto grazie agli studi comparativi con la foca leopardo (Hydrurga leptonyx), il cui scheletro ricorda molto quello della forma fossile nella morfologia generale e che di certo non ha un "collo da cigno".

Gli autori richiamo anche l'attenzione su un problema poco noto, ovvero sia che i Pinnipedi, per via dei loro sistema riproduttivo, non possano (e probabilmente mai potranno) diventare animali interamente pelagici.

Infine una nota sul Cadborosaurus. Personalmente ritengo che sia qualcosa a metà strada tra un mito ed una truffa bella e buona ed è l'unica cosa che rovina questo altrimenti interessante studio.
da LeonidasJoker
#3221
Mauro ha scritto: Infine una nota sul Cadborosaurus. Personalmente ritengo che sia qualcosa a metà strada tra un mito ed una truffa bella e buona ed è l'unica cosa che rovina questo altrimenti interessante studio.
E della Megalotaria e del tizheruk cosa ne pensi, invece?
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da Mauro
#3222
Coi miti dei nativi americani (siano essi Inuit, Lakota, Cherokee etc ma anche Aztechi, Maya, Inca) bisogna usare le pinze da fuoco.

Ad esempio molti miti della creazione ruotano attorno ad un personaggio chiamato Corvo o Grande Corvo che viene tradizionalmente rappresentato proprio come il ben noto volatile, ma di enormi dimensioni (il doppio di un essere umano). Non c'è nulla di misterioso: si tratta di una particolare figura religiosa (ed il corvo è in moltissime culture associato al magico ed al divino: vedi i corvi Hugin e Mugin della mitologia germanica o l'associazione tra corvi e cornacchie e la temuta Morrigna del folklore lombardo), ma qualcuno ha voluto vedervi una creatura reale.

Il Tizheruk è probabilmente frutto dello stesso processo di divinizzazione e mitificazione: le sue improponibili dimensioni sono una caratteristica culturale che associa un grande corpo con un grande animo, sia esso benevolo o malvagio. Tanto per fare un altro esempio i Greci dell'Età Classica ritenevano che i personaggi della Guerra di Troia e di altri loro miti (ad esempio la saga di Teseo) fossero dei giganti. Solo un grande corpo poteva ospitare un grande animo. Ricordo anche un altro mito degli Inuit, che raccomanda ai cacciatori di fare offerte al custode dei branchi di trichechi, rappresentato come un gigantesco pinnipede dotato di fantastici attributi, altrimenti questa creatura si sarebbe vendicata spezzando i kayak e facendo affogare i cacciatori.

Per quanto riguarda la Megalotaria, già Heuvelmans stesso aveva scritto che l'idea originaria di Oudemans (che con questo criptide voleva spiegare tutti gli avvistamenti di serpenti marini) era assai debole: per questo introdusse altri criptidi come il Cavallo di Mare (su cui andrebbe aperto un capitolo a parte) o il Pancia Gialla. Come detto dai tempi in cui Heuvelmans ha scritto Le Grand Serpent de Mer di acqua sotto i ponti ne è passata e la zoologia ha fatto passi da gigante. L'idea che i pinnipedi siano intimamente ed irrevocabilmente legati alla terraferma per motivi riproduttivi e fisiologici è roba abbastanza recente (fine anni '80-inizio anni '90), come pure la chiara ricostruzione dell'albero evolutivo dei cetacei (anni '90 avanzati).

Al momento attuale non c'è più spazio per un pinnipede dalle abitudini completamente pelagiche.

E il problema degli Archeoceti si fa più spinoso. La transizione verso uno stile di vita esclusivamente pelagico è avvenuta da qualche parte tra i Protocetidi ed i Basilosauridi. Se uno Protoceto sarebbe ancora un discreto candidato per i criptidi della categoria "Megalotaria", resta il problema che da quanto sappiamo dovevano tornare a terra per riprodursi. E se non ricordo male avevano dimensioni stimate intorno ai 3-5 metri (coda inclusa). Importanti, ma assai lontane dai colossi del mare riportati da marinai e cronisti.
La crescita delle dimensioni nei Basilosauridi è stata resa possibile dall'adozione di uno stile di vita esclusivamente pelagico: un animale di 15 metri con pinne anteriori, ridicole zampette posteriori e uno scheletro ben adattato al nuoto (e da quanto sappiamo non era lontanamente capace delle incredibili prestazioni dei moderni cetacei) avrebbe più di qualche problema a trascinarsi dentro e fuori dall'acqua.
Ad essere molto ma molto generosi si potrebbe ipotizzare una forma intermedia e al momento sconosciuta (nel record fossile) tra Basilosauridi e Protocetidi che ha adottato uno stile di vita pelagico ma ha mantenuto la struttura generale dei Protocetidi, aggiungendo in qualche modo (e come spiegano bene Naish et al nei mammiferi è tutt'altro che facile) un lungo collo.
Il problema è che oggi non mi sento affatto generoso. : Wink :
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da Lorenzo Rossi
#3223
Per chi volesse addentrarsi nelle elucubrazioni mentali sulla "classificazione" dei serpenti di mare consiglio anche "in the wake of bernard heuvelmans" di Michael A Woodley.
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da Mauro
#3225
Lorenzo Rossi ha scritto:Per chi volesse addentrarsi nelle elucubrazioni mentali sulla "classificazione" dei serpenti di mare consiglio anche "in the wake of bernard heuvelmans" di Michael A Woodley.
In tutta e completa onestà Lorenzo, è un libro che vale la pena di avere? Io è un pò che ci faccio il pensiero ma la mancanza di recensioni attendibili finora mi ha fatto esitare.
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da Lorenzo Rossi
#3227
In tutta onestà si tratta di un puro esercizio di stile.
Prende in esame i serpenti di mare "classificati" da Heuvelmans e prova a darne la più corretta collocazione tassonomica possibile nel caso che esistessero veramente.
Nulla di realmente "utile" o che faccia gridare al miracolo, ma interessante sotto l'aspetto dell'evoluzione delle conoscenze zoologiche e paleontologiche dai tempi della pubblicazione del libro di Heuvelmans.
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da Mauro
#3231
Lorenzo Rossi ha scritto:In tutta onestà si tratta di un puro esercizio di stile.
Prende in esame i serpenti di mare "classificati" da Heuvelmans e prova a darne la più corretta collocazione tassonomica possibile nel caso che esistessero veramente.
Nulla di realmente "utile" o che faccia gridare al miracolo, ma interessante sotto l'aspetto dell'evoluzione delle conoscenze zoologiche e paleontologiche dai tempi della pubblicazione del libro di Heuvelmans.
Grazie della risposta Lorenzo. Penso quindi che investirò il mio tempo in altre letture. : Thumbup :
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