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criptozoo.com •Sleeper Shark e Mostri Marini
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Sleeper Shark e Mostri Marini

Inviato: 11/09/2012, 10:04
da VonFrundsberg

Re: Sleeper Shark e Mostri Marini

Inviato: 11/09/2012, 18:09
da LeonidasJoker
E' la prima volta che sento di un caso del genere.

Re: Sleeper Shark e Mostri Marini

Inviato: 12/09/2012, 11:19
da Mauro
Questo squalo è stato osservato in uno specchio di acqua salmastra: diversa è la situazione del Laho Iliamna, che invece è uno specchio d'acqua dolce.
Gli Elasmobranchi (la sottoclasse di pesci cartilaginei cui appartengono squali e razze) sono infatti prevalentemente animali d'acqua salata per via della loro fisiologia: ridotto in parole povere sono "obbligati" a vivere in acqua salata, altrimenti il loro sangue viene diluito nelle branchie dei sali e dell'urea che sono necessari a mantenere l'osmolarità del sangue.
Sappiamo però che esistono diverse specie di squali e razze che frequentano regolarmente le acque dolci. Alcune di queste specie (ad esempio gli squali del genus Glyphis) trascorrono la loro intera vita in fiumi ed estuari.
Gli studi effettuati sullo squalo toro (Carcharinus leucas), che frequenta abitualmente acque dolci hanno dimostrato che, grazie alla particolare efficienza dei reni e della ghiandola rettale (che negli Elasmobranchi regola lo scambio dei sali tra il sangue e l'ambiente circostante), questa specie è in grado se non di adattarsi perfettamente all'insolito ambiente perlomeno di vivervi senza alcun problema. Purtroppo non sono a conoscenza di simili studi su specie di acqua dolce (ad esempio i summenzionati squali del genus Glyphis o l'incredibile razza del Chaophraya, Himantura chaophraya) ma è lecito pensare che anche nel loro caso reni e ghiandola rettale giochino un ruolo importante, forse in congiunzione con un particolare sviluppo delle branchie per limitare la diluizione di urea e la perdita di sali minerali.

Per quanto riguarda il Lemargo dell'articolo di sopra, è una cosa altamente insolita: si tratta infatti di una specie di squali adattati alla vita nelle profondità marine. Cosa ci facesse a riva è un bel mistero.
Meno misteriosa è la resistenza alla bassa salinità: la specie è poco studiata dal punto di vista fisiologico, ma come la maggior parte degli squali di profondità è comunque ben adattato all'inferiore salinità delle acque profonde (ad esempio il sangue contiene livelli di urea molto bassi rispetto agli standard degli Elasmobranchi), particolarmente marcata nel Pacifico Settentrionale.
Tuttavia non è ancora nota la resistenza ad un "soggiorno prolungato" in acqua dolce: visite frequenti ma di breve durata sono una cosa diversa dalla vera e propria colonizzazione di uno specchio d'acqua.