[phpBB Debug] PHP Warning: in file [ROOT]/phpbb/session.php on line 580: sizeof(): Parameter must be an array or an object that implements Countable
[phpBB Debug] PHP Warning: in file [ROOT]/phpbb/session.php on line 636: sizeof(): Parameter must be an array or an object that implements Countable
[phpBB Debug] PHP Warning: in file [ROOT]/includes/functions.php on line 4511: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at [ROOT]/includes/functions.php:3257)
[phpBB Debug] PHP Warning: in file [ROOT]/includes/functions.php on line 4511: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at [ROOT]/includes/functions.php:3257)
[phpBB Debug] PHP Warning: in file [ROOT]/includes/functions.php on line 4511: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at [ROOT]/includes/functions.php:3257)
criptozoo.com •Zoologia, Criptozoologia e Conservazione.
Pagina 1 di 1

Zoologia, Criptozoologia e Conservazione.

Inviato: 03/07/2012, 22:16
da Lorenzo Rossi
Salve a tutti,
in seguito a recenti e molto graditi scambi epistolari con Marcus van Roosmalen, ho scritto questo articolo sul quale gradirei il maggior numero possibile di vostri commenti.

Re: Zoologia, Criptozoologia e Conservazione.

Inviato: 04/07/2012, 11:29
da Mauro
L'articolo lo ho letto stamattina.
Te lo commento più tardi, appena ho un momento! : Thumbup :

Re: Zoologia, Criptozoologia e Conservazione.

Inviato: 04/07/2012, 11:32
da Lorenzo Rossi
Mauro ha scritto:L'articolo lo ho letto stamattina.
Te lo commento più tardi, appena ho un momento! : Thumbup :
L'ho riletto anche io (ieri per via del caldo l'ho scritto usando il netbook con monitor e tastiera microscopici) e ho notato che c'era un po' di confusione tra olotipo e paratipo. Ma niente di troppo grave.
P.S.
Roosmalen mi ha inviato alcuni dei paper ancora inediti descriventi alcune possibili nuove specie. A breve preparerò su di essi altri articoli.

Re: Zoologia, Criptozoologia e Conservazione.

Inviato: 04/07/2012, 12:27
da erreesse
Rispondo alla sollecitazione di Lorenzo. Premesso che non ho una preparazione zoologica, ma mi occupo di ricerca in altri settori, direi che lui ha centrato il problema: dovrebbe essere evidente a tutti che uccidere un animale per poter dimostrare che la specie esiste è quasi una contraddizione in termini. Mi sembra, da quanto ho letto, che esista la possibilità di compiere uno studio rigoroso anche senza arrivare a questo, magari nell'attesa di trovare la carcassa di un esemplare morto per cause naturali. Che la scienza si debba continuamente rivedere e riformare è noto da sempre, ma ha fatto benissimo Lorenzo a ricordarlo: se si scoprisse che la nuova specie tale non è, non sarebbe certo un dramma. Uno scienziato serio lavora al meglio delle sue capacità e con onestà intellettuale; l'impresa scientifica è sempre il risultato (non definitivo) dell'azione di una comunità, dove ognuno dà lealmente il suo contributo, con tutte le cautele del caso intorno alla validità dei risultati ottenuti. Beh, diciamo che dovrebbe essere così. Qualcuno disse tempo fa che forse esistevano particelle più veloci della luce; poi, se ho bene inteso, quel risultato venne smentito da ulteriori esperimenti. Al netto delle esagerazioni dei mass-media, dando per scontata la serietà e buone fede di tutti, non è stato un dramma per la scienza; piuttosto lo stimolo a compiere esperimenti sempre più precisi.

Re: Zoologia, Criptozoologia e Conservazione.

Inviato: 04/07/2012, 16:27
da Mauro
Qualche tempo fa stavo pensando giusto alla vicenda degli olotipi.
La mia idea era che si potesse preparare una descrizione provvisoria catturando un esemplare vivo, fotografandolo e riprendendolo da ogni angolazione, pesandolo e misurandolo e prelevando un campione di sangue.
Poco piacevole ma senz'altro molto meglio che finire i propri giorni prematuramente.
Il mio razionale dietro quest'idea era il grande progresso della biochimica e della genetica negli ultimi vent'anni: il campione di sangue può essere depositato presso una "biobanca" (la prima in Italia è stata inaugurata proprio ieri presso l'Istituto Zooprofilattico di Brescia) e fungere da olotipo surrogato fin quando non ci si possa procurare un esemplare in modi eticamente corretti.
Riflettendoci meglio ho però trovato una falla in quella che inizialmente mi sembrava un'ottima idea.
Se biochimica e genetica hanno fatto enormi passi avanti, tutto quello che possono darci sono dati che vanno interpretati. E l'interpretazione dei dati genetici è un grosso problema. Mi spiego meglio: nonostante gli avanzamenti incredibili nel campo dell'analitica per motivi economici e soprattutto di tempo non si può ancora analizzare l'intero genoma di ogni specie. La mappatura dei genomi di una singola specie è tuttora un'impresa titanica che richiede forti finanziamenti, grandi risorse e, soprattutto, molto tempo. Quando si parla di "analisi genetiche" si parla di test su porzioni di specifici geni o del DNA mitocondriale, scelti in base a ben precisi modelli statistici ed interpretati in base a set di regole sempre basati su modelli statistici.
Per quanto il sistema sia rapido, efficace ed economico, è tutt'altro che perfetto. Lorenzo ha parlato chiaramente dell'inflazione nel numero di specie di lemuri. Io invece ho presente un caso ancora più estremo, ovvero sia la miracolosa "moltiplicazione" delle specie di kiwi (Apteryx sp). La specie dell'isola settentrionale (A. mantelli) è stata divisa in tre diverse specie. Questa divisione, però, non è supportata dalle analisi comportamentali e soprattutto, dall'anatomia comparata: le tre specie sono, a parte il loro profilo genetico, assolutamente identiche.
Personalmente ritengo che se analiticamente stiamo marciando a gran velocità, l'interpretazione dei dati non è ancora arrivata ad un punto ottimale e alle volte scherzo coi colleghi che nel momento in cui avremo a disposizione analisi complete del genoma veloci ed economiche avremo delle belle sorprese a livello tassonomico e probabilmente anche evolutivo. Finora nessuno mi ha dato del matto, forse anche perché tutti sanno bene che metodi analitico-statistici diversi possono dare risultati diversi (vedi il Linh-Duong).

Parlando del lavoro di Van Roosmalen la vicenda del manato pigmeo mi ha sempre colpito per l'ostracismo che ha incontrato. In base alle prove da lui raccolte si potrebbe ipotizzare se non l'esistenza di una specie completamente nuova perlomeno di una popolazione isolata che presenta straordinari tratti caratteristici. Eppure è sempre stato dismesso come nient'altro che giovani esemplari di manato comune... perché? Quale è la motivazione dietro questa scelta che non tiene conto delle minuziose osservazioni sul campo di Van Roosmalen? Forse la gelosia che un primatologo non abbia rispettato la "scala gerarchica", lasciando l'onore ad altri specialisti? O c'è dell'altro in ballo? Come ho già detto la scienza non è assolutamente immune dalle più basse pulsioni umane e nulla mi stupirebbe.

Re: Zoologia, Criptozoologia e Conservazione.

Inviato: 07/07/2012, 14:06
da Glypto
Molto interessante l'articolo, sono curiosissimo di vedere i nuovi articoli riguardanti le nuove specie.
A titolo di curiosità segnalo che Roosmalen non è stato l'unico volto noto ad essere stato arrestato per "biopirateria":
anche l'ittiologo Heiko Bleher è stato arrestato (per poi essere rilasciato) nel 2008:
http://www.ilcofanettomagico.it/2009/08 ... ko-bleher/

Re: Zoologia, Criptozoologia e Conservazione.

Inviato: 09/07/2012, 17:46
da Robert
Proprio qualche giorno fa mi facevo la stessa domanda sul paradosso olotipo-conservazione.Da studente quale sono,posso solo dire che anche se in certi ambiti è necessaria l'uccisione dell'animale,per es.:anatomia,non riesco a capire perché il metodo sostitutivo a cui aveva pensato Mauro e qualche giorno fa anch'io non possa fare da sostituto al metodo utilizzato tutt'ora.Anche se Mauro ha evidenziato un problema,penso che nella situazione in cui siamo oggi,cioè la cosidetta "crisi della biodiversità",non ci siano molte altre alternative,almeno che non vogliamo continuare a rischiare di perdere delle specie appena identificate.Per quanto riguarda come hanno trattato Marcus van Roosmalen è veramente vergognoso in un ambiente scientifico,anche se non ci si può aspettare che tutti non siano soggetti agli istinti bassi naturali dell'uomo.

Re: Zoologia, Criptozoologia e Conservazione.

Inviato: 16/07/2012, 18:58
da Lorenzo Rossi

Re: Zoologia, Criptozoologia e Conservazione.

Inviato: 02/12/2012, 0:13
da Lorenzo Rossi
Mauro ha scritto:Qualche tempo fa stavo pensando giusto alla vicenda degli olotipi.
La mia idea era che si potesse preparare una descrizione provvisoria catturando un esemplare vivo, fotografandolo e riprendendolo da ogni angolazione, pesandolo e misurandolo e prelevando un campione di sangue.
Ho da poco scoperto che questo è avvenuto nel caso della descrizione dell'iguana rosa: http://tinyurl.com/cepucq6
Qualcuno ha chiuso un occhio e ha accettato il sangue come olotipo, e qualcun altro si è ribellato: http://mapress.com/zootaxa/2009/f/zt02201p025.pdf

Re: Zoologia, Criptozoologia e Conservazione.

Inviato: 03/12/2012, 9:58
da Mauro
Personalmente comprendo benissimo entrambi i ragionamenti e hanno entrambi i loro punti a favore.
Il problema principale sta nella poca chiarezza dei regolamenti ICZN, un'organizzazione che sembra faticare molto a stare al passo coi tempi, come dimostrato dalla vicenda delle pubblicazioni elettroniche, tema affrontato solo a partire dal 2008 ed ancora non completamente risolto.

Un altro problema è stato accennato di recente da Darren Naish sul suo blog, ovvero sia che i moderni biologi sono preparatissimi in campo genetico ed ecologico ma sembra che, ultimamente, lo studio dell'anatomia comparata, la base della tassonomia moderna, sia decisamente in declino al di fuori della paleontologia classica. Venendo da una persona per cui ho il massimo rispetto e avendo già accennato ai numerosi eccessi nell'interpretazione dei dati genetici è un'affermazione che mi sento di condividere in pieno.
La genetica è una scienza fantastica che sta aprendo porte che fino a due decenni fa non sapevamo neppure esistessero ma, come tutte le discipline nuove, sta passando attraverso la sua brutta curva d'apprendimento e, cosa ancora più importante, va inserita in un approccio interdisciplinare. Come accennato da Naish ben venga la genetica, purché sia integrata nel campo tassonomico dall'ecologia e dall'anatomia comparata.

Da questo punto di vista è lodevole l'esempio della IUCN, che nei suoi status di conservazione ha trovato modo di inserire anche la definizione di popolazioni geneticamente ben distinte appartenenti alla medesima specie o sottospecie.