Il concetto di "prove circostanziali" lo illustro
qui.
L'articolo dimostra che un numero consistente di specie di primati scoperte dal 2001 a oggi erano già perfettamente conosciute dalle popolazioni locali e che quando i ricercatori hanno ascoltato i loro consigli e hanno indagato queste specie sono state scoperto in un arco di tempo più breve rispetto a quelle la cui scoperta è avvenuta con metodi standard (e cioé "esploriamo questa zona e vediamo cosa troviamo al suo interno). Dato che molte delle ultime specie scoperte sono già a rischio critico di estinzione esiste il rischio che molte ancora da scoprire possano estinguersi senza che nessuno se ne accorga. Quindi ogni strumento possibile per accelerare il ritmo delle scoperte, nel caso del mio articolo il metodo criptozoologico applicato con serietà, è indispensabili ai fini della conservazione.
La "fantazoologia", dove la criptozoologia sconfina purtroppo sin troppo spesso, entra in gioco quando, citando Paxton si formulano ipotesi che non sfigurerebbero in un manuale dei mostri di dungeons and dragons. Per come la vedo io non esistono criptidi che di per sé rientrano in questa categoria, quanto piuttosto le attribuzioni ridicole che se ne danno. Ad esempio prendiamo il famoso Caddy: dato che le descrizioni dei presunti testimoni oculari descrivono un animale non ascrivibile a nulla di ciò che è attualmente conosciuto, l'approccio giusto è quello di dire "cerchiamo di raccogliere più informazioni possibili per vederci chiaro, ma al momento nulla può supportare la sua esistenza e la sua identità zoologica".
Il fantazoologo invece elabora teorie assurde che spaziano dalla ritina di Steller carnivora al plesiosauro.