- 13/04/2012, 10:16
#2435
Lo scorso anno un team di ricercatori dell'Universita' di Pavia e della Sapienza di Roma ha portato alla luce presso la città di Alghero, lungo la costa Nord-Occidentale della Sardegna,alcuni resti di un pelicosauro probabilmente appartenente al genere Cotylorhynchus.
Si tratta dei primi resti di questo genere dal Permiano dell'Italia.

Resti fossili di questi particolari pelicosauri vegetariani sono stati rinvenuti perlopiu' in Nordamerica,con soli 4 ritrovamenti in Europa.
I resti trovati in Sardegna,che sembrano appartenere ad un solo esemplare, si limitano a frammenti degli arti,alcune costole e vertebre,e sono state trovate in un’area di 8,50 metri di lunghezza per 2 di larghezza.Si stima per l'animale una lunghezza di circa 4 metri.
Non essendo stato trovato il cranio dell’animale e poiché la tassonomia è prevalentemente “craniocentrica” per questi gruppi preistorici -spiega il professor Ausonio Ronchi (uno dei ricercatori)- per la classificazione del campione sardo i ricercatori hanno dovuto analizzare con accuratezza gli altri reperti, in particolare le vertebre di tipo anficelico. Dalle indagini è emersa una grande somiglianza vertebrale per “dimensioni e morfologia” con quelle del Cotylorhynchus hancocki (Olson 1962).
Per maggiori dettagli:
http://www.app.pan.pl/archive/published ... 100087.pdf
Ricostruzione di un Caseidae (Demma 2011)

Si tratta dei primi resti di questo genere dal Permiano dell'Italia.

Resti fossili di questi particolari pelicosauri vegetariani sono stati rinvenuti perlopiu' in Nordamerica,con soli 4 ritrovamenti in Europa.
I resti trovati in Sardegna,che sembrano appartenere ad un solo esemplare, si limitano a frammenti degli arti,alcune costole e vertebre,e sono state trovate in un’area di 8,50 metri di lunghezza per 2 di larghezza.Si stima per l'animale una lunghezza di circa 4 metri.
Non essendo stato trovato il cranio dell’animale e poiché la tassonomia è prevalentemente “craniocentrica” per questi gruppi preistorici -spiega il professor Ausonio Ronchi (uno dei ricercatori)- per la classificazione del campione sardo i ricercatori hanno dovuto analizzare con accuratezza gli altri reperti, in particolare le vertebre di tipo anficelico. Dalle indagini è emersa una grande somiglianza vertebrale per “dimensioni e morfologia” con quelle del Cotylorhynchus hancocki (Olson 1962).
Per maggiori dettagli:
http://www.app.pan.pl/archive/published ... 100087.pdf
Ricostruzione di un Caseidae (Demma 2011)

