[phpBB Debug] PHP Warning: in file [ROOT]/phpbb/session.php on line 580: sizeof(): Parameter must be an array or an object that implements Countable
[phpBB Debug] PHP Warning: in file [ROOT]/phpbb/session.php on line 636: sizeof(): Parameter must be an array or an object that implements Countable
[phpBB Debug] PHP Warning: in file [ROOT]/includes/functions.php on line 4511: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at [ROOT]/includes/functions.php:3257)
[phpBB Debug] PHP Warning: in file [ROOT]/includes/functions.php on line 4511: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at [ROOT]/includes/functions.php:3257)
[phpBB Debug] PHP Warning: in file [ROOT]/includes/functions.php on line 4511: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at [ROOT]/includes/functions.php:3257)
criptozoo.com •commercio d'avorio in Italia, elefanti a rischio
Pagina 1 di 1

commercio d'avorio in Italia, elefanti a rischio

Inviato: 19/11/2014, 17:29
da cranyc
Voglio segnalare a codesto sito la vendita di statue in avorio proveniente dal Giappone su sky sul canale Italia 83 numero 1734 in una trasmissione di televendita, chiamato Portobello 1980. Venerdì 7 Novembre 2014 alle ore 23:00 sono andato da un amico e abbiamo guardato la televisione, mentre che cambiava canale è capitato di andare su una trasmissione di televendita chiamato Portobello 1980, su canale Italia 83, dove stavano vendendo delle statue di avorio di 30 cm al costo di 1.700,00 euro provenienti dal Giappone. Bisogna bloccare questo commercio che in Italia è legale. Per salvare gli elefanti bisogna vietare l'avorio soprattutto in Italia per dare buon esempio alla Tailandia, al Giappone, alla Cina. L'Europa se non dà il buon esempio come potranno i paesi dell'Asia cambiare le loro leggi in difesa degli animali selvatici, soprattutto degli elefanti e dei rinoceronti?! Lancio questo messaggio per sensibilizzare l'opinione pubblica a non acquistare gli oggetti in avorio perché si rischia di far estinguere l'elefante una specie affascinante, utile perché sparge i semi delle piante attraverso le feci. Importanti per i pigmei perché fa parte della loro alimentazione. Sono utili anche per gli altri animali. Per esempio in Namibia scavano nel terreno in cerca di acqua, creando così all'interno del deserto i pozzi che dissetano anche le altre specie come: antilopi, zebre, ecc . Inoltre muoiono molte guardie parco e forestali nella difesa degli elefanti; I bracconieri non ci pensano due volte ad uccidere le guardie. I bracconieri sono molto pericolosi perché sono collegati con le organizzazioni criminali; quindi chi acquista un oggetto in avorio diventa complice della morte delle guardie.

Re: commercio d'avorio in Italia, elefanti a rischio

Inviato: 20/11/2014, 13:56
da SteT
A parte che dipende a quando risalgono quelle statuette. In ogni caso un metodo reale e funzionale sarebbe l'esatto opposto.
Se invece di bruciare le tonnellate di avorio sequestrato venissero immesse nel mercato, l'avorio non varrebbe più nulla e i bracconieri non avrebbero più alcun interesse a procurarselo.
Comuqnue credo che l'argomento sia decisamente OT per il forum

Re: commercio d'avorio in Italia, elefanti a rischio

Inviato: 29/11/2014, 20:55
da cranyc
http://www.tutelafauna.it/Materiali/App ... lavorio.kl
Questo sito spiega cosa ha fatto riaccendere il commercio dell'avorio

Re: commercio d'avorio in Italia, elefanti a rischio

Inviato: 30/11/2014, 16:50
da Mauro
Vi riferisco quanto mi è stato detto da un ricercatore un paio di anni fa: "In Africa i posti migliori dove acquistare avorio sono le stazioni di polizia e gli uffici governativi".
Come funzionano le cose? I poliziotti ed i militari locali (spesso poco più che briganti con una divisa) confiscano l'avorio a bracconieri e contrabbandieri o ne ricevono in cambio di "protezione" e, anziché distruggerlo come previsto dalla legge, lo vendono per fare un rapido profitto, spesso neanche tanto di nascosto.
Oramai gli intermediari (principalmente di origine asiatica, ma non mancano gli europei) hanno capito che è inutile rischiare trattando con individui di dubbie origini: molto meglio trattare con un ufficiale militare o di polizia, che per qualche banconota in più arrangerà anche che il prezioso carico esca dalle dogane locali con documenti in piena regola.

Per parafrase Kipling "L'Africa non verrà mai civilizzata coi metodi dell'Europa: è troppo vecchia e ce ne è troppa".
Se i locali non hanno interesse a tutelare il loro patrimonio... c'è poco che si possa fare. Gli effetti di andare in giro per il mondo ad insegnare ai locali come devono comportarsi, spesso colla minaccia della forza, li abbiamo tutti sotto gli occhi.
Non pensiamo che basti minacciare sanzione draconiane per risolvere il problema: in Iran i trafficanti di droga vengono impiccati, in pubblico e senza appello, eppure il flusso di eroina afgana negli ultimi anni è aumentato a dismisura.

Ciò che al massimo si può fare è supportare direttamente i progetti di conservazione che hanno dimostrato di funzionare, non tuonare minacce che lasciano il tempo che trovano o lanciare denaro a casaccio, denaro che oramai abbiamo imparato atterra invariabilmente nei conti correnti delle "elite" locali quando non viene direttamente sperperato dalle burocrazie internazionali incaricate di "gestirlo".

Re: commercio d'avorio in Italia, elefanti a rischio

Inviato: 30/11/2014, 19:44
da betelges
Mi piace l'antiquariato e su tutti i canali dediti al commercio di antichità, come 124,125,128(quest'ultimo solo in certi orari e giorni) o lo stesso portobello citato dal nostro utente, compaiono molto più spesso di qualche anno fa avori europei e orientali, databaili tra il 1700 e il 1900.
Il mercato ne sembra anzi saturo, evidentemente la crisi sta facendo circolare molti pezzi: si passa dai classici cristi in croce francesi del 700 agli okimono giapponesi dell'800 o ai mitici tankard tedeschi del 700 che sono veri e propri capolavori di basso/altorilievo.
A parte il fatto che sfido chiunque a discernere manufatti in avorio da altri corni o ossa meno nobili...tralasciando l'avorina e i falsi ovviamente.
l'avorio di mammuth siberiano è/era molto più reperibile, mi pare che anche le zanne del tricheco venissero usate.
In ogni caso si parla di oggetti antichi e non si può perciò gridare allo scandalo perchè è tutto lecito, anche da un punto di vista etico, in mia opinione.
Comunque, anche per i pezzi d'avorio d'epoca vige una legge che rende molto difficoltoso il commercio fuori da certi confini.( non ricordo se il televenditore parlasse di quelli nazionali o quelli ue) Quindi si compra e si vende quello che già esiste sul nostro territorio, importare pezzi d'epoca dall' Asia e dall'America è quasi impossibile per la trafila ed i tempi di attesa( parole ricordate da una diretta)

Re: commercio d'avorio in Italia, elefanti a rischio

Inviato: 30/11/2014, 19:50
da betelges
SteT ha scritto:A parte che dipende a quando risalgono quelle statuette. In ogni caso un metodo reale e funzionale sarebbe l'esatto opposto.
Se invece di bruciare le tonnellate di avorio sequestrato venissero immesse nel mercato, l'avorio non varrebbe più nulla e i bracconieri non avrebbero più alcun interesse a procurarselo.
Comuqnue credo che l'argomento sia decisamente OT per il forum
Ma no, siamo perfettamente in tema, dato che è stato scelto il subforum zoologia--->mammologia

Dici comunque bene, il nome stesso del programma spiega che si parla di antiquariato, quindi non soggetto a divieti di vendita di prodotti in avorio.

Re: commercio d'avorio in Italia, elefanti a rischio

Inviato: 01/12/2014, 15:36
da Mauro
betelges ha scritto:Mi piace l'antiquariato e su tutti i canali dediti al commercio di antichità, come 124,125,128(quest'ultimo solo in certi orari e giorni) o lo stesso portobello citato dal nostro utente, compaiono molto più spesso di qualche anno fa avori europei e orientali, databaili tra il 1700 e il 1900.
Il mercato ne sembra anzi saturo, evidentemente la crisi sta facendo circolare molti pezzi: si passa dai classici cristi in croce francesi del 700 agli okimono giapponesi dell'800 o ai mitici tankard tedeschi del 700 che sono veri e propri capolavori di basso/altorilievo.
A parte il fatto che sfido chiunque a discernere manufatti in avorio da altri corni o ossa meno nobili...tralasciando l'avorina e i falsi ovviamente.
l'avorio di mammuth siberiano è/era molto più reperibile, mi pare che anche le zanne del tricheco venissero usate.
In ogni caso si parla di oggetti antichi e non si può perciò gridare allo scandalo perchè è tutto lecito, anche da un punto di vista etico, in mia opinione.
Comunque, anche per i pezzi d'avorio d'epoca vige una legge che rende molto difficoltoso il commercio fuori da certi confini.( non ricordo se il televenditore parlasse di quelli nazionali o quelli ue) Quindi si compra e si vende quello che già esiste sul nostro territorio, importare pezzi d'epoca dall' Asia e dall'America è quasi impossibile per la trafila ed i tempi di attesa( parole ricordate da una diretta)
Se sei stato negli ultimi due anni a Novegro avrai visto che di okimono (autentici e falsi) ce ne sono in giro una quantità enorme e con prezzi sempre più in calo.
E se sfidi chiunque a distinguere l'avorio autentico (sia esso d'origine recente o subfossile)... accetto la sfida, per non altro motivo che l'avorio originale lo ho maneggiato parecchio (mio nonno aveva una collezione di statue regalategli da un missionario in tempi non sospetti) e ha una consistenza, un colore ed un peso tutto suo. L'osso di cammello, giusto per citare un materiale "legale", ha un peso molto simile ma la consistenza completamente diversa.
Di recente ho "smascherato" (con grande disappunto della proprietaria) della finta giada... che altro non era che marmo dolomitico tinto... e neanche tanto bene!

Re: commercio d'avorio in Italia, elefanti a rischio

Inviato: 01/12/2014, 16:21
da betelges
Ciao Mauro purtroppo non ricordo la fonte, forse un manualetto banale banale che parlava di pietre dure e preziose, citava appunto svariati materiali meno nobili, sempre di origine organica, per sostituire l'avorio.
Mi interessa invece il tuo ricordo sui nonni e l'amico missionario: anche i miei nonni hanno ricevuto da un prete missionario delle statuette in avario, ma sinceramente non avendo mai creduto ad un regalo così "importante" non le ho mai tirate giù dall'alta mensola...mi hai dato lo spunto per vederci meglio sulla questione:-))

p.s. questo blog, e quelli ad esso correlati, dello stesso autore, meritano un posto permamente nei preferiti:

http://ancient-mammoth.blogspot.it/
https://www.blogger.com/profile/01102134468048273592

Re: commercio d'avorio in Italia, elefanti a rischio

Inviato: 02/12/2014, 14:46
da Mauro
betelges ha scritto:Ciao Mauro purtroppo non ricordo la fonte, forse un manualetto banale banale che parlava di pietre dure e preziose, citava appunto svariati materiali meno nobili, sempre di origine organica, per sostituire l'avorio.
Mi interessa invece il tuo ricordo sui nonni e l'amico missionario: anche i miei nonni hanno ricevuto da un prete missionario delle statuette in avario, ma sinceramente non avendo mai creduto ad un regalo così "importante" non le ho mai tirate giù dall'alta mensola...mi hai dato lo spunto per vederci meglio sulla questione:-))

p.s. questo blog, e quelli ad esso correlati, dello stesso autore, meritano un posto permamente nei preferiti:

http://ancient-mammoth.blogspot.it/
https://www.blogger.com/profile/01102134468048273592
Guarda, senza tenerle in mano è molto difficile giudicare l'avorio.
Diciamo subito che se vengono direttamente dall'Africa al 90% sono originali: per gli artigiani ed artisti locali era ai tempi era un materiale decisamente più economico dei vari sostituti artificiali e vegetali, specie in virtù del fatto che tendevano a lavorare su zanne di scarso pregio che non venivano destinate all'esportazione.

Quello che puoi fare è prenderle in mano e sentire il peso: l'avorio animale ha una densità molto elevata (circa 1,90g/cm3) mentre i vari sostituti generalmente stanno su 1,40g/cm3 o anche meno.
Ci sono test assolutamente affidabili che si possono fare ma sono distruttivi (ovvero sia richiedono il prelievo di un campione, per quanto piccolo) e costosi (sui 100€ l'uno).

Aggiungo a piè di pagina che, nonostante intorno all'arte ed all'antiquariato girino cifre da capogiro, l'idea di applicare la chimica analitica al controllo dei falsi è nuova e stenta a decollare. I laboratori ed i metodi esistono (in Italia l'unico laboratorio è a Milano) ma pochi fuori dalle autorità giudiziarie e da alcuni grandi musei ne fanno uso: forse tutti ricordano quando il Museo Nazionale di Copenhagen scoprì che la loro copia della Vergine delle Rocce non era opera di Leonardo da Vinci o della sua bottega (quali le altre tre note) ma di uno sconosciuto pittore. L'analisi dei pigmenti ha permesso di dimostrare che questo abilissimo falsario operava nell'Europa settentrionale, probabilmente in Germania.
Dopo una "botta" del genere, si può stare sicuri che pochi vogliono sentirsi dire che il pezzo centrale della loro collezione è una "crosta" per quanto ben realizzata. : Wink :