Può sorprendere sapere che, tecnicamente parlando, il leone (Panthera leo) è un generalista, le cui varie popolazioni locali tendono a specializzarsi fortemente su particolari tipi di prede.
Per fare un esempio i leoni del Serengeti (Tanzania), ben noti e pubblicizzati perché studiati continuamente dal 1966, cacciano esclusivamente 7 specie di ungulati.
Altre popolazioni (la maggioranza a dire il vero) tendono invece a specializzarsi su grandi prede quali bufali africani e giraffe: in questi casi, a differenza della popolazione del Serengeti, i maschi prendono attivamente parte alla caccia perché solo loro hanno la forza fisica per uccidere queste grandi prede.
Non stupirà quindi che gli attacchi agli umani da parte dei leoni siano abbastanza rari e siano generalmente opera di esemplari che operano isolati od in coppia (come ben saprete la società dei leoni è basata sul modello fissione-fusione e quindi ci sono esemplari che escono ed entrano continuamente dal gruppo). Dal momento che la preferenza delle prede è basata su fattori ambientali e "culturali", si può dire che il leone ha imparato che l'uomo è una preda che non vale la pena di essere cacciata perché troppo pericolosa. Il bufalo è un combattente feroce ed è dotato di enorme forza fisica, ma non cerca attivamente i propri predatori per eliminarli.
La iena (in particolare quella maculata, Crocuta crocuta) ha diverse caratteristiche che la rendono decisamente pericolosa per l'uomo.
Per prima cosa è il carnivoro che presta le maggiori cure ai propri piccoli, e quindi li difenderà in modo ancora più feroce in caso di minaccia, reale o percepita.
Seconda cosa, è estremamente territoriale e difende attivamente il proprio territorio dalle intrusioni di qualunque animale (uomo incluso) che ritenga sia una minaccia. I gruppi di iene (tecnicamente chiamati clan) tendono ad essere numerosi, arrivando anche ad 80 membri, e l'avanzato sistema di comunicazione fa sì che l'intero clan accorra rapidamente ove vi sia una situazione di pericolo.
Terza cosa. Contrariamente all'opinione comune la iena è un predatore temibile ed estremamente efficiente. A differenza dei felini ha una stamina incredibile che le consente di inseguire la preda per chilometri: un clan del Kalahari ha inseguito un eland (Taurotragus oryx) per 24km prima di abbatterlo. E' tanto temibile che non ha predatori naturali: solo i leoni le uccidono, e solo quando vi è lotta per le prede.
Quarta cosa. Si sospetta che la iena, per via del suo olfatto incredibilmente sviluppato, riesca a percepire la presenza di carogne o animali malati a distanza di chilometri. In passato i peggiori attacchi agli umani si sono concentranti nel corso di varie epidemie (vaiolo, tifo, colera etc) e nelle vicinanze di città e villaggi. Esiste quindi la possibilità, tutt'altro che remota, che le iene associno particolari odori umani alla presenza di facili prede.
Per quanto riguarda il leopardo, si sa bene che è uno dei più grandi opportunisti del regno animale. La sua tipica caccia avviene per appostamento e, vista la sua tremenda forza fisica (chilo per chilo ben superiore a quella del leone), non ha problemi ad attaccare prede più grandi di lui. Quindi, se qualche sventurato passa nelle vicinanze di un leopardo a caccia, un attacco è ben possibile. Inoltre si sa che i leopardi feriti o malati tendono radicalmente a cambiare le proprie abitudini di caccia e possono aggredire attivamente l'uomo, ritenuto "preda facile" (chilo per chilo siamo tra gli animali più deboli in assoluto, non importa quanto ci alleniamo). Per fare un esempio Jim Corbett, dopo aver esaminato un "mangiatore di uomini" da lui abbattuto in India, trovò in una zampa due spine di istrice e lo dichiarò "un tipico mangiatore di uomini": la ferita gli impediva di cacciare normalmente e quindi era passato ad un tipo di caccia meno opportunista e più attiva.
Ora la tigre. Tra tutti i felini è uno di quelli che, per via del proprio comportamento, tende il più possibile ad evitare il contatto con gli umani: per questo motivo (e per via del fatto che è estremamente difficile da osservare nel suo ambiente naturale) è sempre stata una preda estremamente ambita per i cacciatori.
Occasionalmente però può capitare che una tigre inizi a predare gli uomini. Le cause di questo comportamento non sono affatto chiare. Jim Corbett, dopo avere abbattuto una celebre "mangiatrice di uomini", la esaminò accuratamente ma non trovò nulla di anomalo "Si trattava di una giovane femmina nel pieno delle forze... nessuna deformità fisica, ferita o segno visibile di malattia... perché abbia iniziato ad attaccare l'uomo resta un mistero".
Casi come questi hanno fatto ipotizzare che, qualora le prede naturali scompaiano, la tigre può iniziare a cacciare attivamente l'uomo. E quando prende il gusto per la carne umana, diventa veramente temibile: una singola tigre in India uccise 234 persone nel corso di quattro anni in India.