Megalodon78 ha scritto:Interessante...
@Mauro: la creazione di questo ibrido, che obiettivo aveva? Da quanto tempo esiste...? Scusa ma è la prima volta che lo vedo...

In base a test effettuati in Cina ed in Mongolia lo Dzo ha una superiore produzione di latte ed di carne rispetto allo Yak purosangue. Inoltre molti esemplari esibiscono il tipico vigore degli ibridi (eterosi) e quindi sono più robusti dei genitori e possono portare carichi superiori.
Pare che all'origine dell'incrocio ci fosse la volontà di rendere lo Yak più addomesticabile e meno aggressivo, qualità desiderabili per il suo uso come animale da soma.
In Asia per gli incroci vengono generalmente usati tori delle razze mongole (Ujumquin e Halhin Gol) e Yak di una qualsiasi delle tre razze esistenti (Bianco, delle Vallate e degli Altopiani... non chiedetemi il nome tibetano perché non ne ho la minima idea!).
Visto che gli animali in questione erano allo stato brado, non c'era nessuno a cui chiedere informazioni in merito. Desumo però che si tratti di qualche progetto di differenziazione del patrimonio genetico del bestiame domestico: negli ultimi vent'anni, in molti paesi del mondo si stanno "riscoprendo" razze esotiche o in via di estinzione proprio per conservarne caratteristiche desiderabili che richiederebbero lunghi e costosi programmi di selezione per essere riprodotti.
Un esempio è il "ritorno di fiamma" negli USA del Texas Longhorn, per decenni trascurato in favore delle razze da carne svizzere, francesi e britanniche.
Un altro motivo di questi programmi è combattere il cosidetto fenomeno dell'erosione genetica, causato dall'uniformità del bestiame moderno.
Purtroppo al riguardo in Italia si sta iniziando a muovere qualcosa solo di recente: un esempio è la Romagnola, che deriva dal Bos primigenius podolicus (il bovino "autoctono" italiano da cui ha avuto origine anche la più celebre Chianina) e dal bestiame asiatico portato dalle steppe dai Goti di Aginulfo nel IV secolo. Anche in questo caso ci sta accorgendo che la Romagnola (la cui forma moderna deve molto a Leonardo Tosi ed ai Principi Torlonia) è una vera e propria miniiera d'oro genetica, qualcosa di importantissimo in un paese come l'Italia in cui la stragrande maggioranza del bestiame appartiene ad un'unica specie (Frisona Italiana) .