Come grande estimatore delle opere di Melville questa storia non mi è nuova ma Lorenzo la ha resa veramente affascinante e di facile accesso a tutti.
Secondo Reynolds ogni "capitano dotato di un minimo di orgoglio professionale" che si trovasse a passare per le coste cilene voleva essere colui che avrebbe posto fine alla carriera di Mocha Dick. A suo parere Mocha Dick venne ucciso in un'epica battaglia con una baleniera di Nantucket intorno al 1830. Avrebbe misurato "70 piedi" (21 metri) e il suo corpo avrebbe reso "cento barili di olio della migliore qualità e una quantità proprzionale di "materia di testa" (spermaceti)". I balenieri estrassero dal dorso "venti arpioni: le memorie arrugginite di molte disperate battaglie".
E' ovvio che questo fatto sia stato contestato e altri pongono il fatale incontro intorno al 1850, con Mocha Dick ucciso da una baleniera svedese (ovvero sia norvegese, visto che i due paesi erano ancora uniti in un solo regno). Vista la fama di questa balena è ovvio che ogni capitano e ramponiere volesse essere colui che aveva posto fine al "regno di terrore".
Come spesso capita in ambito marinaresco balene particolarmente difficili da catturare assunsero un'aria di leggenda: le loro storie venivano raccontate nei castelli di prua e nei porti di mare, ripetute ai quotidiani delle città marinaresche patrie di balenieri come Nantucket, Trondheim o St Malo e magari ingigantite ed abbellite. Melville nelle sue opere ricorda alcune di queste leggendarie balene: Timor Jack "coperto di cicatrici come un iceberg", che frequentava le acque intorno all'isola indonesiana. New Zealand Tom "il terrore di tutti i bastimenti che incrociavano le acque della Terra dei Tatuaggi". Morquan, "Re del Giappone", il cui spruzzo assumeva l'aspetto di "una croce bianca come la neve contro il cielo". Don Miguel, che frequentava le coste cilene e la cui schiena era coperta di "mistici geroglifici", le cicatrici di infinite battaglie.
L'ambiente marinaresco ha generato infinite leggende: siano esse invincibili leviatani, bastimenti con equipaggi di morti, il temibile Olandese Volante o il triste Ladylips. D'altronde come ha fatto notare un sagace scrittore "Se vi trovaste a passare due anni su una nave di trenta metri, sempre colle stesse persone ed occasionali soste in porti lontani da casa non avreste anche voi la tentazione di trovare metodi controversi per ingannare il tempo?".