Malattie dei pipistrelli e morti misteriosi degli egittologi
Inviato: 22/07/2011, 18:36
Qualche giorno fa, rileggendomi per ingannare il tempo uno dei pochi volumi dell'enciclopedia zoologica "Natura viva" in mio possesso e non sparsi per il mondo, e per la precisione il capitolo dedicato ai Chirotteri, nel trattare delle malattie che uqesti simpatici animaletti possono trasmettere all'uomo si faceva l'ipotesi che alcuni pipistrelli residenti nella zona della Valle del Nilo (purtroppo non si specificava la specie) potrebbero essere portatori di virus ancora sconosciuti i quali potrebbero celarsi dietro le morti definite "misteriose" (ma anche qui senza specificare nessun sintomo) di alcuni archeologi intenti a esplorare tombe egizie.
Ne avete mai sentito parlare? Io credo che senza dubbio i pipistrelli possano avere qualche malattia ancora sconosciuta per noi e forse trasmissibile, però prima di diffamarli eccessivamente faccio questo ragionamento: fra gli egittologi è uso comune non penetrare subito nelle tombe appena scoperte, ma lasciarle aperte ad areare qualche giorno, perchè entrare in una stanza chiuso da 3000 o 4000 anni senza un minimo di ricambio d'aria e piena di sporco, polvere e microbi in effetti è da folli.
Non può allora darsi che magari in passato, quando queste norme di sicurezza non erano note o comunemente applicate, qualche sprovveduto archeologo sia caduto vittima di qualche strano cocktail di virus o batteri lasciati a fermentare da millenni, senza dover scomodare i pipistrelli?
P.S. Alcuni studiosi, non so quanto credibili, hanno addirittura ipotizzato che in certi casi le tombe egizie fossero irrorate apposta di batteri e sporcizia prima della chiusura, e che da ciò sarebbero derivate le minacce sulla maledizione dei faraoni, ma francamente non ci credo molto.
Ne avete mai sentito parlare? Io credo che senza dubbio i pipistrelli possano avere qualche malattia ancora sconosciuta per noi e forse trasmissibile, però prima di diffamarli eccessivamente faccio questo ragionamento: fra gli egittologi è uso comune non penetrare subito nelle tombe appena scoperte, ma lasciarle aperte ad areare qualche giorno, perchè entrare in una stanza chiuso da 3000 o 4000 anni senza un minimo di ricambio d'aria e piena di sporco, polvere e microbi in effetti è da folli.
Non può allora darsi che magari in passato, quando queste norme di sicurezza non erano note o comunemente applicate, qualche sprovveduto archeologo sia caduto vittima di qualche strano cocktail di virus o batteri lasciati a fermentare da millenni, senza dover scomodare i pipistrelli?
P.S. Alcuni studiosi, non so quanto credibili, hanno addirittura ipotizzato che in certi casi le tombe egizie fossero irrorate apposta di batteri e sporcizia prima della chiusura, e che da ciò sarebbero derivate le minacce sulla maledizione dei faraoni, ma francamente non ci credo molto.