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criptozoo.com •Lamarkismo
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Lamarkismo

Inviato: 17/08/2015, 19:58
da El Diablo
Non mi sembra se ne sia mai parlato sul forum.

Che ne pensate del lamarkismo? Non di quello originale, è ovviamente superato.

Anche se alle elementari hanno imparato anche a me che le giraffe allungavano il collo XD

Re: Lamarkismo

Inviato: 17/08/2015, 20:33
da LeonidasJoker
El Diablo ha scritto:Non mi sembra se ne sia mai parlato sul forum.

Che ne pensate del lamarkismo? Non di quello originale, è ovviamente superato.

Anche se alle elementari hanno imparato anche a me che le giraffe allungavano il collo XD
Perchè, ce n'è una nuova versione? Di che si tratta?

Re: Lamarkismo

Inviato: 18/08/2015, 0:39
da Massimiliano
Penso che El Diablo si riferisca al cosiddetto "Neolamarckismo" o comunque ai tentativi in periodi più o meno recenti di riproporre modelli scientifici non strettamente darwinisti - ovvero non basati sull'azione casuale della selezione naturale come "motore ultimo" dell'evoluzione.

Oggigiorno in campo evoluzionistico le idee che vanno di gran lunga per la maggiore sono quelle si fanno risalire agli studi di Charles Darwin, in seguito sviluppate dalle varie scuole di pensiero richiamantesi alla sua opera, quali ad esempio gli aderenti alla cosiddetta Modern Synthesis o i simpatizzanti dei Punctuated Equilibria di Eldredge e Gould (modello che causò un certo "scalpore" all'epoca della sua formulazione, ma che rimane comunque di stampo innegabilmente darwiniano).
Forse dire "vanno per la maggiore" è però un eufemismo: in alcuni casi ho sempre avuto la netta sensazione che tali concezioni siano quasi ritenute al pari di dogmi da accettare per una sorta di "fede laica"... ma questo è un altro discorso.

Ad ogni modo, nei "circoli bene" della biologia evolutiva non sembra esserci molto posto per autentiche "voci fuori dal coro" come appunto possono essere i neolamarckisti.
A rischio di sembrare un "eretico", devo dire che questo è un vero peccato, perché alcune delle idee da loro propugnate, così come certe osservazioni e critiche mosse al modello "classico" mi sembrano se non altro molto interessanti.
Se ne possono trovare ad esempio nel volume "L'evoluzione del vivente", scritto nell'ormai lontano 1973 dallo zoologo francese di chiara estrazione neolamarckista Pierre-Paul Grassé, che, per quanto ormai datato in alcune delle sue parti più "tecniche", risulta ancora - a mio parere - molto piacevole e stimolante nel suo complesso.
Non vorrei però con questo scatenare un vespaio, perché so che l'evoluzione, o meglio l'evoluzionismo è un argomento assai "sensibile".
A tale proposito, permettetemi una precisazione forse scontata ed al limte off-topic, ma che personalmente ritengo di basilare importanza: troppo spesso si tende a confondere evoluzione ed evoluzionismo, dimenticando che si tratta di due cose ben distinte:
- l'evoluzione è un fenomeno storico per il quale le specie si modificano nel corso del tempo, ed è dimostrato in modo diretto dai fossili (oltre che da varie altre prove di tipo "indiretto" desumibili da discipline quali l'anatomia comparata, l'embriologia, la biogeografia, ecc.);
- l'evoluzionismo è una serie di modelli teorici volti a spiegare le modalità ed i principi generali (o anche particolari) secondo le quali tale fenomeno è avvenuto e tuttora avviene.
Insomma, una cosa è constatare che piove (fenomeno), un'altra è chiedersi perché e percome ciò accada (modelli teorici)!

Re: Lamarkismo

Inviato: 18/08/2015, 19:22
da LeonidasJoker
Massimiliano ha scritto:Penso che El Diablo si riferisca al cosiddetto "Neolamarckismo" o comunque ai tentativi in periodi più o meno recenti di riproporre modelli scientifici non strettamente darwinisti - ovvero non basati sull'azione casuale della selezione naturale come "motore ultimo" dell'evoluzione.

Oggigiorno in campo evoluzionistico le idee che vanno di gran lunga per la maggiore sono quelle si fanno risalire agli studi di Charles Darwin, in seguito sviluppate dalle varie scuole di pensiero richiamantesi alla sua opera, quali ad esempio gli aderenti alla cosiddetta Modern Synthesis o i simpatizzanti dei Punctuated Equilibria di Eldredge e Gould (modello che causò un certo "scalpore" all'epoca della sua formulazione, ma che rimane comunque di stampo innegabilmente darwiniano).
Forse dire "vanno per la maggiore" è però un eufemismo: in alcuni casi ho sempre avuto la netta sensazione che tali concezioni siano quasi ritenute al pari di dogmi da accettare per una sorta di "fede laica"... ma questo è un altro discorso.

Ad ogni modo, nei "circoli bene" della biologia evolutiva non sembra esserci molto posto per autentiche "voci fuori dal coro" come appunto possono essere i neolamarckisti.
A rischio di sembrare un "eretico", devo dire che questo è un vero peccato, perché alcune delle idee da loro propugnate, così come certe osservazioni e critiche mosse al modello "classico" mi sembrano se non altro molto interessanti.
Se ne possono trovare ad esempio nel volume "L'evoluzione del vivente", scritto nell'ormai lontano 1973 dallo zoologo francese di chiara estrazione neolamarckista Pierre-Paul Grassé, che, per quanto ormai datato in alcune delle sue parti più "tecniche", risulta ancora - a mio parere - molto piacevole e stimolante nel suo complesso.
Non vorrei però con questo scatenare un vespaio, perché so che l'evoluzione, o meglio l'evoluzionismo è un argomento assai "sensibile".
A tale proposito, permettetemi una precisazione forse scontata ed al limte off-topic, ma che personalmente ritengo di basilare importanza: troppo spesso si tende a confondere evoluzione ed evoluzionismo, dimenticando che si tratta di due cose ben distinte:
- l'evoluzione è un fenomeno storico per il quale le specie si modificano nel corso del tempo, ed è dimostrato in modo diretto dai fossili (oltre che da varie altre prove di tipo "indiretto" desumibili da discipline quali l'anatomia comparata, l'embriologia, la biogeografia, ecc.);
- l'evoluzionismo è una serie di modelli teorici volti a spiegare le modalità ed i principi generali (o anche particolari) secondo le quali tale fenomeno è avvenuto e tuttora avviene.
Insomma, una cosa è constatare che piove (fenomeno), un'altra è chiedersi perché e percome ciò accada (modelli teorici)!
Capisco. Sembra interessante, ed è un vero peccato che la scienza ufficiale non sia disposta a mettersi in discussione almeno un po' (in fondo non è la stessa cosa che sdoganare il creazionismo).

Re: Lamarkismo

Inviato: 24/08/2015, 0:27
da ievghenii
Le teorie scientifiche non sono opinioni, che possono andare per la maggiore o meno. E gli scienziati non sono "credenti laici", mentre un atteggiamento fideistico e non supportato da dati scientifici è quello che si riscontra in posizioni creazioniste, magari ammorbidite nel concetto di "disegno intelligente" (fra parentesi, entrambe sconfessate dalla stessa Chiesa Cattolica, nelle figure di papi quali Paolo VI, Giovanni Paolo II e Francesco, oltre che da personaggi di rilievo quali mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura).
Il termine "teoria" non ha il significato di "ipotesi", come spesso si usa nel linguaggio parlato, ma di raccolta di "fatti, princìpi, previsioni e conclusioni in un corpus teorico-pratico", come ha ben sintetizzato Edoardo Boncinelli. Il tentativo di individuare il meccanismo (o i meccanismi) alla base della comparsa di specie nel continuo susseguirsi del tempo ha portato all'elaborazione di diverse interpretazioni, delle quali quella di Lamarck, espressa nel 1809, considera l'ereditarietà dei caratteri acquisiti, mentre quella di Darwin, pubblicata nel 1859, individua il ruolo della selezione naturale che interviene su una variabilità casuale. Lamarck ha avuto il merito di liberare la biologia dal fissismo. In Francia, in particolare, la sua impostazione ha avuto seguito presso scienziati fra i quali Teilhard De Chardin, eminente paleontologo e paleoantropologo, e Pierre-Paul Grassé, curatore del fondamentale e bellissimo Traité de Zoologie in diciassette volumi. Secondo quest'ultimo, l'evoluzione non è una necessità, nel senso che non deriva dall'azione di forze esterne all'organismo, ma da una dinamica a lui interna.
La teoria di Lamarck non ha retto alla verifica della non trasmissibilità ereditaria dei caratteri acquisiti da un individuo (in quanto questi non incidono sul suo patrimonio genetico), mentre la teoria di Darwin è a tutt'oggi (con le modifiche e integrazioni apportate successivamente) in grado di presentare punti chiave che non sono messi in dubbio dai ricercatori, pur contenendo aspetti più deboli di altri o provvisori. Ma questo è peraltro proprio di ogni vera teoria scientifica.

Re: Lamarkismo

Inviato: 24/08/2015, 21:02
da Massimiliano
Le teorie scientifiche non sono opinioni, che possono andare per la maggiore o meno. E gli scienziati non sono "credenti laici"
La definizione di teoria scientifica data da Edoardo Boncinelli e riportata da ievghenii è senz'altro corretta e condivisibile; quello che però molto spesso sfugge ai più, persino agli stessi "addetti ai lavori" (anche perché si tratta in gran parte di processi diciamo così "inconsci") è che la scienza è - ed è sempre stata - fortemente soggetta a vere e proprie "mode" e a "prese di posizione", così come alle inevitabili influenze culturali / sociali del periodo. Solo avendo questa costante consapevolezza epistemologica è a mio parere possibile fare scienza in modo corretto, senza correre il rischio di cadere in quella che avevo chiamato "fede laica".
E parlo per esperienza diretta, visto che ho avuto il piacere di fare il ricercatore scientifico per molti anni, cosa che però mi ha anche permesso di appurare diversi retroscena non sempre edificanti o se non altro assai poco noti.
Spiace dirlo, ma in molti ambiti il famigerato principio di autorità è ancora in vigore, sia pure in forma per così dire implicita, tanto che numerosi aspetti di dettaglio (ma non solo) della nostra conoscenza di ciò che ci circonda e della sua storia sono dati per assodati unicamente in virtù del fatto che "lo ha fatto notare Tizio", salvo poi dimenticarsi di dire che il menzionato Tizio non aveva fornito prove molto convincenti a favore delle sue pur verosimili idee.
La paleontologia è piena di casi del genere - e qui sarei fortemente tentato di citare le spiegazioni "da film" fornite per la più famosa tra le "estinzioni di massa" (ovvero quella che segna la fine dell'Era Mesozoica), ma rischierei di deviare troppo dall'oggetto del topic!

Torno perciò subito in argomento prendendo spunto da un'altra giusta affermazione di ievghenii
La teoria di Lamarck non ha retto alla verifica della non trasmissibilità ereditaria dei caratteri acquisiti da un individuo (in quanto questi non incidono sul suo patrimonio genetico),
D'accordissimo, ma cosa possiamo dire del "ruolo della selezione naturale che interviene su una variabilità casuale", ossia la "chiave di volta" del modello darwiniano? È mai stata sottoposta a verifiche rigorose? Mi sembra difficile crederlo, anche perché i processi evolutivi avvengono nel corso di tempi che - per quanto geologicamente possano consderarsi brevi o addirittura istantanei - sono ben al di là delle possibilità di controllo e verifica da parte degli esseri umani. Certo, ci sono i fossili, che come accennavo nel mio primo intervento, sono le uniche testimonianze dirette del fenomeno evolutivo, ma anche tralasciando complesse - ed in realtà tutt'altro che secondarie - problematiche quali quelle relative alle correlazioni cronostratigrafiche ed alla risoluzione temporale più o meno fine che ne deriva, come si può essere ragionevolmente certi che una serie di variazioni osservabili lungo una determinata linea filetica sia imputabile alla sola selezione naturale? A mio modesto avviso non è semplicemente possibile. E allora perché si dovrebbe escludere l'interevento di altri meccanismi, ancorché sconosciuti?
Mi rendo conto di essere un ipo' provocatorio quando affronto simili argomenti, ma ritengo che a volte un simile atteggiamento, se ovviamente moderato da un imprescindibile rispetto per le posizioni altrui, possa portare ad interessanti spunti di riflessione.

Re: Lamarkismo

Inviato: 24/08/2015, 23:12
da Mauro
Quello che mi sembra strano è che nessuno abbia ancora citato il Lamarkismo all'ennesima potenza, ovvero sia il Lysenkoismo. : Wink :

Ho sempre trovato curioso come questa teoria bislacca sia nata in un paese (Russia) dove l'ibridazione dei vegetali è un'arte praticata dai più umili contadini (che hanno selezionato centinaia di cultivar di ortaggi che costituiscono una vera e propria miniera d'oro genetica) ai colossi quali Bugadovski con enorme passione e competenza.

Re: Lamarkismo

Inviato: 25/08/2015, 10:55
da Glypto
Non dimentichiamoci del biologo viennese Paul Kammerer che tentò di dimostrare il Lamarckismo con esperimenti su salamandre e rospi ma che morì suicida nel 26 dopo che si era dimostrato che certi suoi risultati erano stati contraffatti (non si sa se dallo stesso Kammerer o da un suo rivale).
Comunque la nuova ondata di interesse nei confronti di Lamarck è dovuta anche all'epigenetica, cioè al fatto che certi tratti acquisiti nel corso della vita possono essere trasmessi ai figli. Esempio: http://pikaia.eu/puo-lo-stress-dei-geni ... -ai-figli/

Ps. Chi era Bugadovski?

Re: Lamarkismo

Inviato: 25/08/2015, 14:56
da Filippo83
Correggetemi se sbaglio, nell'interpretare le due teorie. Ipotizziamo che tra 10mila anni camminiamo tutti a quattro zampe:
- Lamarck: qualcuno ha iniziato a camminare a 4 zampe, seguito dai propri (e magari altrui) discendenti, finché non ci siamo modificati per camminare a 4 zampe; in pratica una modifica progressiva e semi-conscia, indotta dall'ambiente esterno;
- Darwin: nelle casuali variazioni genetiche che avvengono continuamente in 10mila anni, molte senza alcun successo particolare, alcune semplicemente rigettate come "mostri" *, un umano che camminava a 4 zampe è invece stato il più adatto a sopravvivere&riprodursi con successo; in pratica una modifica improvvisa e casuale, che è risultata la più adatta all'ambiente esterno.
Io le ho capite così, correggetemi se sbaglio!


* Vi prego di credere che non ho alcuna intenzione di offendere, denigrare o simili, chi nasca con una disabilità o deformità particolare. Per questo uso le virgolette, non sapendo quale altro termine usare in breve, e riferendomi a quello che è spesso il sentimento umano più comune (purtroppo un sentimento negativo).

Re: Lamarkismo

Inviato: 25/08/2015, 19:30
da LeonidasJoker
Mauro ha scritto:Quello che mi sembra strano è che nessuno abbia ancora citato il Lamarkismo all'ennesima potenza, ovvero sia il Lysenkoismo. : Wink :

Ho sempre trovato curioso come questa teoria bislacca sia nata in un paese (Russia) dove l'ibridazione dei vegetali è un'arte praticata dai più umili contadini (che hanno selezionato centinaia di cultivar di ortaggi che costituiscono una vera e propria miniera d'oro genetica) ai colossi quali Bugadovski con enorme passione e competenza.
Lysenko era un pagliaccio assoluto, e solo i suoi buoni rapporti con Stalin e Kruscev lo salvarono da un epilogo più prematuro.
Peraltro ho sentito raccontare che, una volta caduto in disgrazia in Russia, si sarebbe spostato a fare danni in Cina, dove addirittura Mao avrebbe silurato un ministro ex contadino che aveva osato criticarne le teorie.