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Curiosità del giorno

Inviato: 30/01/2015, 23:44
da Mauro
Vi siete mai chiesti perché i satelliti e le sonde spaziali vengono assemblate in ambienti sterili?

Nel 1958 Joshua Lederberg, fresco di Premio Nobel, avanzò l'ipotesi che i batteri trasportati nello spazio o su altri pianeti potessero evolversi (ed accoppiarsi tra loro: Lederberg vince il Nobel proprio per questa sensazionale scoperta) in isolamento e mutare a tal punto da costituire un grattacapo per chiunque li avesse scoperti: abbiamo a che fare con una specie di vita aliena o qualcosa di terrestre mutato oltre la nostra capacità di riconoscerlo?
Sia negli USA che negli URSS non c'era molta fiducia che i batteri terrestri potessero sopravvivere su altri pianeti per non dire nello spazio: oramai ogni astrofisico sapeva bene che Venere è un autentico inferno, Giove una palla di gas e lo spazio esterno un ambiente assolutamente proibitivo per qualsiasi forma di vita.
Ma la voce di Lederberg era influente, e così venne adottata la politica di disinfenzione delle sonde planetarie, più tardi estesa ai satelliti.
Ai tempi le moderne teniche delle camere sterili e della disinfezione tramite lampade UV erano ancora poco più che esperimenti, quindi la procedura era particolarmente complicata.
Le componenti principali di ogni sonda venivano riscaldate ad una temperatura intorno ai 135°C (USA ed URSS avevano standard diversi) per 24 ore, tutte le altre componenti messe a bagno in alcool puro. La sonda assemblata veniva poi disinfettata nuovamente con alcool e sigillata in un contenitore per essere spedita sul luogo di lancio. Dopo essere stata rinchiusa nell'ogiva che l'avrebbe portata nello spazio, la capsula veniva sigillata e pressurizzata con ossido di acetilene.

Era una procedura costosa, complessa e che provocava seri danni ai primitivi sistemi elettronici disponibili ai tempi: il programma Ranger, già afflitto da altri problemi, venne praticamente "ucciso" dai danni all'elettronica causati dalla procedura di sterilizzazione.

Gli astronauti dell'Apollo 11 vennero anche sottoposti ad una procedura di quarantena di ritorno dalla loro storica missione perché qualcuno aveva avanzato l'idea che la polvere lunare potesse contenere microrganismi potenzialmente pericolosi.
Armstrong, Aldrin e Collins vennero sottoposti ad una procedura ritenuta dal secondo "ridicola e piena di buchi" e tenuti in quarantena per tre settimane. Il morale però era ottimo: qualche burlone a bordo della portaerei USS Hornet su cui si trovava infilò insieme ad un pasto un modulo delle dogane una cui domanda era "Ci sono condizioni a bordo che indicano la presenza di malattie infettiva?". Uno dei tre rispose scrivendo "To be determined". : Chessygrin :