gghilardelli ha scritto:I metalli raccolti dalle piante si possono isolare per poi essere utilizzati?
Il concetto, soprannominato "Phytomining" gira almeno dagli anni '90.
Diciamo che, dal punto di vista delle applicazioni in laboratorio, problemi pratici non ce ne sono e sono stati sviluppati diversi metodi sperimentali in merito.
I problemi sono di natura squisitamente pratica.
Innanzitutto il costo di recupero dei metalli dai tessuti vegetali è abbastanza alto.
In secondo luogo, questi ultimi presentano un notevole livello di impurezze, la cui eliminazione aggiunge ai costi di sopra.
In ultimo luogo, al momento al mondo abbiamo una massiccia sovrapproduzione mineraria in tutti i settori che, per via della riduzione della domanda (primariamente da Cina e Giappone) sta portando a un forte calo dei prezzi.
In questa situazione, il phytomining non è assolutamente conveniente a meno di forti sussidi... che mi auguro nessuno sia così pazzo da approvare.
Di maggiore interesse pratico è il cosidetto fitorisanamento, ovvero sia la bonifica di aree contaminate da metalli.
Qui i costi sono abbastanza ridotti ma ci sono due problemi di ordine pratico.
Il primo è la velocità, decisamente inferiore a quella di metodi meccanici.
Il secondo è che la bonifica è limitata alla profondità raggiunta dall'apparato radicale della pianta in questione.