- 20/11/2011, 10:41
#1798
L'origine è molto semplice: la storia breve A Martian Odyssey di Stanley Weinbaum pubblicata nel 1934.
Weinbaum era stato un ottimo studente di Ingegneria Chimica (anche se non si laureò perché venne espulso quando fu scoperto che "arrotondava" le sue entrate impersonando altri studenti agli esami) e le capacità dei composti organosilicio avevano già fatto ipotizzare che, da qualche parte nell'universo, potessero esiste forme di vita che sostituivano almeno parte dei loro organocomposti con composti a base silicio.
Weinbaum rimase affascinato dall'idea e la sviluppò nella sua storia breve che ebbe enorme successo (che Weinbaum non potè vedere, visto che morì a pochi giorni dalla pubblicazione su Wonder Stories).
La maggiore influenza di Weinbaum nella fantascienza fu nello stile: colto ma di facile comprensione. Isaac Asimov ammise di avere cercato per anni di copiare lo stile di Weinbaum senza riuscirvi.
Da allora le forme di vita a base silicio hanno proliferato nella fantascienza: Alien, Star Trek, Doctor Who, Lost in Space, Ben Bova, Isaac Asimov...
Nella realtà ci sarebbero notevoli problemi pratici per avere una forma di vita a base silicio. Il maggiore risiede nella scarsa versatilità dell'atomo di silicio stesso, ovvero sia nelle notevole difficoltà a formare doppi e tripli legami covalenti con altri atomi. Questo renderebbe la possibile varietà di composti assai limitata rispetto ai corrispondenti organocomposti.
Il secondo risiede nella notevole instabilità delle lunghe catene a base silicio. Sarebbe difficile se non impossibile avere le catene da milioni di bp che costituiscono il genoma di un semplice batterio.
Il terzo è la relativa abbondanza del silicio nell'universo, postulata come decisamente inferiore al carbonio (anche se pianeti come la Terra sembrano indicare che la distribuzione non sia affatto uniforme).
L'ultimo è il fatto che il diossido di silicio (che in un eventuale ciclo metabolico sarebbe il sostituto della CO2) è un solido.
Una tendenza che ultimamente si sta diffondendo nella fantascienza sono gli organismi a chiralità inversa. A parte alcune eccezioni tutti gli organismi a noi noti usano L-amminoacidi e D-carboidrati. A livello teorico (almeno quando ho fatto l'università io) non c'è alcun ostacolo ad avere organismi che usino D-amminoacidi, al punto che tutto quello che abbiamo al giorno d'oggi per spiegare questa "preferenza" sono alcune belle teorie, la più affascinante delle quali coinvolge una sorta di asimmetria che da agli elettroni emessi da un decadimento beta uno spin sinistro preferenziale. Per i D-carboidrati non esistono neppure teorie tanto affascinanti.
Un esempio degli organismi a chiralità inversa si ha nei videogiochi della serie Mass Effect in cui alcune delle razze che popolano la galassia sono appunto a "chiralità inversa" e necessitano quindi di particolari cibi, sistemi di filtrazione acqua ed aria etc.
Guide my hand
Light my path
Show me the way
To reach one day
Baphomet's Throne