La fauna del passato.
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da Mauro
#4789
Ovunque sono adesso i fratelli Heck si stanno chiedendo cosa hanno fatto di sbagliato per meritare tutte le critiche che si prendono da qualche decennio a questa parte... come i loro due (separati) programmi anche questo altro non è che un programma di incroci selettivi per ottenere un bovino esteticamente il più simile alla concezione contemporanea dell'uro. Ovvero sia la moda del momento. : Wink :

Geneticamente parlando la specie domestica più vicina all'uro è il ganado bravo (toro da corrida spagnolo), principalmente perché per secoli è stato allevato e selezionato in isolamento dal comune bestiame europeo che, come penso di avere già detto (o forse è l'Alzheimer?), contiene materiale genetico proveniente dal bestiame asiatico portato in Europa dai vari popoli germanici arrivati dalle Steppe Eurasiatiche nel corso dei primi 5-6 secoli dell'Era Volgare.
Per fare un esempio due delle razze di bovini più celebri d'Italia (Romagnola e Chianina) discendono da incroci tra il bestiame autoctono dell'Italia Centrale (disceso dalla sottospecie italiana dell'Uro, Bos primigenius/taurus podolicus) e quello portato dalle steppe dai Goti di Aginulfo (un tempo chiamato Bos primigenius nomadicus, ora semplicemente Grigia delle Steppe).

Se il desiderio è quello di contribuire al bilanciamento degli ecosistemi, gli stessi benefici risultati possono essere ottenuti coll'introduzione di bestiame domestico selezionato per l'allevamento allo stato brado, quali la Highland scozzese ed il Longhorn americano... per una frazione del costo! : Thumbup :
da Jimmy
#4790
Ciao Mauro

Ti ringrazio del commento.
In effetti ho definito questo avvenimento interessante, proprio perché sono convinto possa stimolare un'interessante discussione.
Da parte mia, però, non sono mai stato un fan di queste "resurrezioni forzate".
Ritengo molto intriganti le diverse specie/razze domestiche e in un certo senso è affascinante poterne conservare la diversità, in un'ottica non soltanto ecologica, ma anche storico-etnologica. Ma da qui a pretendere di selezionare una specie estinta...
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da Mauro
#4791
Diciamo che, generalmente parlando, l'interesse nella selezione delle specie moderne è roba recente: il primo ad occuparsene in modo serio è stato il Barone Rothschild. Per quanto il suo settore fosse l'ornitologia, è stato il primo a cercare di scoprire le radici delle varie specie di cani moderne, nella fattispecie tramite lo studio delle razze ai suoi tempi al limite dell'estinzione.
Col boom della genetica e, con essa, un ulteriore affinamento delle tecniche di selezionamento l'argomento è tornato di grande attualità. Per stare nel campo dei bovini gli studi genetici sul Longhorn americano hanno invece dimostrato che è l'unica razza di bovino che si è "selezionata da sola" e come tale è un'autentica "miniera d'oro" genetica, al punto che dopo decenni ai limiti dell'estinzione ha fatto un ritorno drammatico, e non solo negli USA. Di particolare interesse è che il Longhorn ha tre caratteristiche che lo rendono formidabile per la produzione di carne: la straordinaria fertilità (da sempre punto debole delle razze da carne), l'abilità di ingrassare anche col foraggio più misero e una carne molto magra.

Uno dei problemi fondamentali nella "creazione" delle razze domestiche è che raramente ci sono registri completi sulle ibridazioni compiute per arrivare alla sua creazione. Prima del tardo XVIII secolo si tendeva solo ad annotare che, ad esempio, una certa razza di cavalli era stata migliorata coll'importazione di "stalloni dalle Fiandre". E anche dopo non è che ci fosse questa meticolosità: il primo registro moderno per il bestiame è stato stabilito nel 1884 per la Highland. La genetica può aiutare, ma fino ad un certo punto: i geni poco ci dicono sull'origine specifica di una razza o per quali motivi sono stati introdotti.
Un pochino meglio va colle piante: ad esempio i Giapponesi hanno tenuto meticolosi registri sulle ibridazioni di peonie dal XVII secolo in poi ma spesso i nomi dati a noi dicono poco o nulla, trattandosi di varietà perdute nel tempo (nonostante la peonia sia una pianta straordinariamente longeva) o che nel frattempo sono state ribattezzate.
La Cina, nonostante l'ossessione enciclopedica ed archivistica di questa antichissima civilizzazione, non ha fatto altrettanto bene e a questo devono aggiungersi i disastri che questo paese ha sofferto nel XX secolo. Recentemente gli agronomi cinesi hanno lanciato (colla benedizione ed il supporto delle autorità di Pechino) una campagna di riscoperta del loro patrimonio botanico che oserei definire anche troppo entusiastica.
I dettagli non ve li do perché sfocerei veramente nell'OT, ma diciamo che per quanto l'entusiasmo sia un ingrediente fondamentale in tutto, i nostri cari amici cinesi ne stanno dimostrando veramente troppo. : Wink :
da betelges
#4792
Non dovrei essere troppo OT.
Mi sono sempre chiesto, dato che sul fiume Po si trovano sia reperti fossili/sub-fossili di uro che di "vacca" moderna (Bos taurus), se quest'ultima deriva dall'uro o da qualcos'altro...perchè come potete notare dalle due emimandibole c'è una bella differenza... e di fossili intermedi personalmente non ne ho mai trovati e nemmeno mai visti nei musei....
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da Mauro
#4793
Beh, una spiegazione c'è, anche se io non vi sottoscrivo. Il mio parere è ovviamente soggetto alla presentazione di ulteriori prove e può cambiare. : Chessygrin :

La teoria più recente (ma non universalmente accettata) vuole che il bestiame europeo non sia disceso dall'uro "nostrano" ma da una popolazione relativamente piccola (circa un centinaio di individui) addomesticata nel Medio-Oriente circa 8000 anni or sono e che dopo l'arrivo di questi animali in Europa non ci sia più stato scambio genetico tra questi e l'uro.
Questa teoria non ha considerato studi precedenti che vedono alcune razze, italiane e soprattutto spagnole, come sia geneticamente che fisiologicamente molto vicine all'uro. Per esempio il ganado bravo, molto ben studiato, ha un patrimonio genetico definito come "incredibilmente antico", coll'unica infusione di sangue moderno proveniente non dal bestiame asiatico (che pure i Goti avevano portato con loro in Spagna) ma dal Maghreb, molto probabilmente un'eredità dell'occupazione musulmana.
A questo va aggiunto che la differenza genetica tra le popolazioni di uro europea e medio-orientale non è stata studiata a fondo e, almeno al momento, vengono entrambe ritenute molto simili se non uguali. E ci sono forti dubbi anche sulle sottospecie podolicus e africanus.

Una delle tendenze osservate ad esempio nell'addomesticamento è come nel giro di pochissime generazioni le dimensioni dell'animale addomesticato cambino molto rapidamente. Per i bovini ed il cane, ad esempio, la tendenza è stata verso il "rimpicciolimento", ovviamente per avere animali più gestibili in cattività. Quei resti trovati nel Po, per quanto come sempre una gradita sorpresa, non sono quindi eccezionali.

A questo aggiungo una cosa. Da secoli l'allevamento del ganado bravo segue quella che, secondo le più moderne teorie, era la struttura sociale dell'uro. All'età di un anno i vitelli vengono separati dalle madri e allevati in mandrie unisesso. Molto curiosamente gli allevatori spagnoli ritengono che questo renda gli animali più coraggiosi ed aggressivi: come osservato dagli autori antichi, da Giulio Cesare a Konrad Gesner, l'uro non aveva paura dell'uomo, anche armato, e anziché fuggire preferiva sempre combattere.
Non pensiamo che questo valga solo per i maschi: una vecchia tradizione castigliana, che oramai è legge, vuole che il toro prenda il suo coraggio dalla madre, quindi le vacche sono testate anche più rigorosamente dei tori per determinare quali siano le più aggressive e coraggiose. Queste vengono marcate e trasferite al programma di riproduzione.

E come diceva Yogi Berra: "Puoi imparare molto semplicemente osservando". : Wink :
da betelges
#4794
La nostra wikipedia bipede: Mauro!! : Thumbup : : Thumbup :
Per cronaca preciso che il reperto in primo piano è di Bos taurus, l'altro di Bos primigenius.
In realtà io volevo arrivare alle ipotesi di ingegneria genetica Nephilim e Annunaki di Biglino : Chessygrin : : Chessygrin :
#4795
Mauro ha scritto:Beh, una spiegazione c'è, anche se io non vi sottoscrivo. Il mio parere è ovviamente soggetto alla presentazione di ulteriori prove e può cambiare. : Chessygrin :

La teoria più recente (ma non universalmente accettata) vuole che il bestiame europeo non sia disceso dall'uro "nostrano" ma da una popolazione relativamente piccola (circa un centinaio di individui) addomesticata nel Medio-Oriente circa 8000 anni or sono e che dopo l'arrivo di questi animali in Europa non ci sia più stato scambio genetico tra questi e l'uro.
Una curiosità: l'uro dalle nostre parti fino a quando è sopravvissuto?
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da Mauro
#4797
betelges ha scritto:In Italia mi pare si sia estinto in epoca romana
Gran bella domanda.
In letteratura si trova che i Romani usassero l'uro nei giochi gladiatori, ove era molto apprezzato per la sua velocità, taglia ed aggressività. Però nel De Bello Gallico Giulio Cesare ne parla come di un animale col quale i romani ed i galli che costituivano il grosso delle sue truppe non avevano dimestichezza. Visto che Cesare nel testo cita chiaramente i Germani come i popoli nelle cui terre questi animali vivevano, si può ipotizzare che già ai suoi tempi l'uro fosse estinto nell'Europa meridionale e occidentale. Gli animali usati nei giochi gladiatori, quasi sicuramente, venivano da quella che ora è la Germania. Questo avrebbe dato anche un tocco di esoticismo che nella civiltà romana era sempre apprezzato. : Wink :

E ora una domanda: quelle due mandibole sono tue? Gran bei pezzi! Sono per caso state datate? Io tutto quello che ho trovato in vita mia era un centesimo del Regno d'Italia Napoleonico che sono riuscito anche a perdere... : Sad :