La fauna del passato.
#1860
Periodicamente si legge sui giornali di scienziati che vorrebbero clonare il mammut partendo dagli esemplari conservati nel ghiaccio. Questa notizia del 7 Dicembre, apparsa su Repubblica, è l'ultima della serie:

ANSA) - ROMA - Grazie alla scoperta di un osso di mammut che conteneva il midollo ricercatori russi e giapponesi lanceranno l'anno prossimo un piano per clonarlo in 5 anni. Il progetto, riferisce il quotidiano nipponico Kyodo news, e' dell'universita' di Kinki e del museo dei mammuth della Repubblica di Sakha. L'obiettivo e' sostituire il nucleo di un ovulo di elefante con quello estratto dall'osso dando vita a un embrione con caratteristiche preistoriche da impiantare nell'utero di un'elefantessa.
#1862
È dal 1980 che i Russi ne parlano, poi dal 1997 in poí i Giapponesi sono entrati nel "progetto", promettendo che entro 10 anni ci sarebbero riusciti - oramai queste ripeture sensazionali affermazioni hanno del ridicolo, ma serve la pubblicitá dato che perlopiú sono progetti finanziati da privati.

Al momento é fantascienza perfino per materiale piú recente, come il Dodo o il tilacino, e speculare di quando la tecnologia sará avanzata abbastanza (se mai lo sara) é praticamente impossibile.
#1863
Domanda: nel momento in cui divenisse possibile questa "clonazione" (ovvero sia dopo aver riparato la funzionalità di tutti i geni ed aver risolto infiniti altri problemi pratici che non elenco per brevità) che accidenti ce ne faremmo di un mammut?
Nulla sappiamo, ad esempio, delle loro abitudini riproduttive o migratorie. Pochissimo sappiamo dei loro specifici problemi di salute, della struttura sociale o delle cure parentali fornite ai giovani dal branco.
Quale sarebbe il piano? Clonarne una dozzina, metterli in un recinto in Siberia e vedere che succede?
Per citare Pauli: "Questa cosa non è nemmeno degna di essere definita una pessima teoria".

Detto questo c'è sempre il solito problema: visto che pare che l'uomo cacciasse i mammut molto saltuariamente (alcuni hanno proposto addirittura che si limitasse a recuperarne le carcasse) c'è un buon motivo per cui si sono estinti. La loro precisa nicchia ecologica è scomparsa da decine di migliaia di anni. La Natura è una matrigna severa: se non ti adatti alla nuova situazione ti estingui. Non c'è senso a sovvertire questo schema.
#1901
Mauro ha scritto:Domanda: nel momento in cui divenisse possibile questa "clonazione" (ovvero sia dopo aver riparato la funzionalità di tutti i geni ed aver risolto infiniti altri problemi pratici che non elenco per brevità) che accidenti ce ne faremmo di un mammut?
Una sola parola: business! (Immaginala pronunciata dall'archetipo del russo ubriaco con la vodka in una mano, i dollari nell'altra, gli anellazzi e le donne vestite con roba leopardata). Pensaci: esibizioni di mammuth. Mammuth cuccioli. Numeri da circo coi mammuth. Portiamo in mammuth nelal fiera itinerante. Carne di mammuth! Un giro sulla groppa del mammuth. Pellicce di mammuth...
#1905
Se non sbaglio, le restrizioni sul commercio dell'avorio elefantino (per ovvi motivi di conservazione delle specie, ai quali peraltro si contrappone il bracconaggio tuttora in corso) hanno fornito impulso alla ricerca e all'utilizzo della zanne di mammut. Ecco un altro suggerimento di impiego...
Ultima modifica di ievghenii il 22/12/2011, 23:48, modificato 1 volta in totale.
#1906
ParkaDude ha scritto:
Mauro ha scritto:Domanda: nel momento in cui divenisse possibile questa "clonazione" (ovvero sia dopo aver riparato la funzionalità di tutti i geni ed aver risolto infiniti altri problemi pratici che non elenco per brevità) che accidenti ce ne faremmo di un mammut?
Una sola parola: business! (Immaginala pronunciata dall'archetipo del russo ubriaco con la vodka in una mano, i dollari nell'altra, gli anellazzi e le donne vestite con roba leopardata). Pensaci: esibizioni di mammuth. Mammuth cuccioli. Numeri da circo coi mammuth. Portiamo in mammuth nelal fiera itinerante. Carne di mammuth! Un giro sulla groppa del mammuth. Pellicce di mammuth...
C'è da dire una cosa. Un ingegnere (specializzato in telecomunicazioni) mi ha detto: "La tecnologia russa si divide in due sole categorie. Da una parte c'è quella che conosciamo bene: economica, efficace e robusta. Dall'altra spazzatura patetica". Applicando lo stesso ragionamento non c'è bisogno di dire a quale delle due categorie appartenga questa vicenda...
#1910
Mauro ha scritto:C'è da dire una cosa. Un ingegnere (specializzato in telecomunicazioni) mi ha detto: "La tecnologia russa si divide in due sole categorie. Da una parte c'è quella che conosciamo bene: economica, efficace e robusta. Dall'altra spazzatura patetica". Applicando lo stesso ragionamento non c'è bisogno di dire a quale delle due categorie appartenga questa vicenda...
Certo, qui nessuno pensa che ci riescano davvero, né che siano seri! : Smile :
#2234
E fortunatamente non abbiamo una sezione deicata alla botanica, se no la riempirei di spazzatura inutile. : Wink :

Come già detto precedentemente sarebbe anche interessante scoprire il perché questa pianta si è estinta: visto che non si può parlare della mano dell'uomo desumo che sia perché la sua nicchia ecologia sia venuta a mancare.

Io, da giardiniere accanito, posso dire che senz'altro tra queste specie estinte qualcuno sta intravedendo la classica "miniera d'oro": chi lo sa che tra questi semi sepolti nel permafrost non ci sia qualcosa che possa avere successo sul mercato? E da chimico dico anche che non crederete a quanti soldi stanno andando nella ricerca di OGM per la floricultura. Al momento il "sacro Graal" è rappresentato dalle rose nere e blu. Nessuna specie di rosa conosciuta (gallica, scozzese, Bourbon etc) possiede i geni per dare petali neri (e tramite alleli di diluizione, blu). Tramite processi di ibridazione selettivi si è riusciti ad ottenere rose rosse molto scure (Black Magic, Black Marroon etc) o altre i cui petali scuriscono rapidamente una volta che i fiori sono recisi (o si bara bassamente mettendo i fiori recisi in acqua contenenti pigmenti), ma il nero, a meno che non si scopra un mutante, è al di fuori anche della capacità dei migliori ibridatori come Meilland. So che in Giappone una compagnia (forse Kagome o Otsuka) pare sia abbastanza vicina a produrre una rosa nera OGM.