Uccelli e Birdwatching.
da LeonidasJoker
#2364
Spesso e volentieri nei mercatini degli animali che si tengono a Livorno per la fiera di "Sant'Antonino" (cioè Sant'Antonio)ho visto pappagalli tenuti in gabbie con l'etichetta "Pappagallo parlante" e il prezzo.
Mi sono sempre chiesto: ma come fanno i pappagalli a parlare? Per caso hanno organi vocali simili ai nostri oppure quelle che ci sembrano parole sono solo versi casuali? I pappagalli si limitano a ripetere quel ch eviene loro insegnato senza capire oppure sono in grado di articolare un discorso autonomo? E' possibile insegnare più lingue a uno stesso pappagallo (tenuto conto che sono molto intelligenti)? E infine, quante e quali sono le specie di pappagallo davvero parlanti?
Grazie mille per le eventuali risposte alle mie curiosità.
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da gghilardelli
#2365
Da quel che so io i pappagalli sono meri riproduttori di foni, quindi non imparano né il significato delle parole né le strutture grammaticali.
Ricordo che John Locke riferiva di un pappagallo che era in grado non solo di articolare discorsi ma addirittura era dotato di un certo senso dell'umorismo. Probabilmente, sempre ammesso che fosse vero (il filosofo inglese dice di avere sentito quella storia da terzi), si trattava di una dote apparente.
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da Matteo
#2367
In realtà, in casi molto rari, è stato dimostrato che alcuni pappagalli possono attribuire ad un suono un significato.
Il pappagallo Alex, morto nel 2007, era in grado di comunicare con l'uomo con un vocabolario di circa 100 parole. Alex sapeva contare e riconoscere forme e colori. Inoltre diceva "doccia" quando voleva essere lavato e "sete" quando, appunto, provava lo stimolo del bere.
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da Mauro
#2369
Ricordo un pappagallo cinerino chiamato Alex (sinonimo di Avian Language Experiment), cresciuto da una ricercatrice dell'Università di Harvard. Alex aveva (è morto improvvisamente nel 2007 all'età di circa 30 anni, probabilmente a causa di un'aritmia cardiaca) un vocabolario di circa 150 parole ma la cosa straordinaria è che pareva sapere esattamente il significato di ciò che diceva ed aveva perlomeno una minima comprensione della sintassi.

Da quanto si sa i pappagalli cinerini sembrano essere i migliori "parlatori", visto che combinano un buon vocabolario con una intelligenza molto elevata e con un minimo di "allenamento" riescono a comprendere il significato di alcune parole. I corvi (ed i corvidi in genere) sono ancora più intelligenti ma le loro abilità di imitazione sono limitate mentre i budgerigar (quei pappagallini australiani di cui mi sfugge il nome italiano) riescono avere vocabolari enormi ma non hanno la stessa intelligenza dei cinerini.
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da Matteo
#2370
Grazie Mauro l'avevo appena scritto io : Chessygrin :
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da Mauro
#2371
Matteo ha scritto:Grazie Mauro l'avevo appena scritto io : Chessygrin :
Abbiamo pubblicato in contemporanea: facciamo flick-flock!
da ievghenii
#2375
La storia del pappagallo Alex è raccontata dalla ricercatrice che l'ha vissuta, Irene Pepperberg, in "Parla con Alex. Una storia di scienza e di amicizia" , Rizzoli, 2008.
Riferimenti ad Alex e alla capacità di invenzione, programmazione e considerazione da parte di varie specie animali si trovano anche nell'articolo Minds of their Own, pubblicato su National Geographic di marzo 2008.
da Fabrizio
#2378
Mauro ha scritto:Ricordo un pappagallo cinerino chiamato Alex (sinonimo di Avian Language Experiment), cresciuto da una ricercatrice dell'Università di Harvard. Alex aveva (è morto improvvisamente nel 2007 all'età di circa 30 anni, probabilmente a causa di un'aritmia cardiaca) un vocabolario di circa 150 parole ma la cosa straordinaria è che pareva sapere esattamente il significato di ciò che diceva ed aveva perlomeno una minima comprensione della sintassi.

Da quanto si sa i pappagalli cinerini sembrano essere i migliori "parlatori", visto che combinano un buon vocabolario con una intelligenza molto elevata e con un minimo di "allenamento" riescono a comprendere il significato di alcune parole. I corvi (ed i corvidi in genere) sono ancora più intelligenti ma le loro abilità di imitazione sono limitate mentre i budgerigar (quei pappagallini australiani di cui mi sfugge il nome italiano) riescono avere vocabolari enormi ma non hanno la stessa intelligenza dei cinerini.
Charlie, un pappagallo cenerino di 3 anni che spesso tengo a pensione quando sente squillare i cellulari (lo fa con moltissime suonerie) dice PROOOONTOOO; mentre Taccky la mia taccola di medesima età quando vede la mollica di pane prova con poco successo a pronunciare la parola pane.