Uccelli e Birdwatching.
#2809
Grazie per la risposta,speriamo che in qualche remoto angolo sopravviva.
Cmq se ci sono aree poco accessibili potrebbero essere ancora presenti altre specie ritenute estinte in tempi recenti.

Per caso siete a conoscenza di avvistamenti recenti di specie ritenute estinte in nuova zelanda?

Io non conosco bene questo paese,non so quanti luoghi poco esplorati o addirittura inesplorati ci siano,quanta estensione di foreste selvagge etc...Tra l'altro si vedono anche pochi documentari che ne parlano.Almeno io ne ho visti pochi
#2820
L'Isola del Sud presenta molte aree boscose e montuose completamente inesplorate o quasi, e questo è uno degli argomenti più spesso invocati dai sostenitori della sopravvivenza del moa e di altri criptidi. Nel decennio scorso girò la voce che qualcuno avesse filmato qui un moa, ma mi pare che la cosa non abbia avuto seguito.
#2821
Riguardo ai moa c'è un problema fondamentale. I Maori sono arrivati intorno al 1300 DC. I resti di moa trovati nei siti archeologici si interrompono quasi completamente intorno al 1450: questo secolo e mezzo di storia è generalmente riferito come "età dei cacciatori di moa". In sintesi quando Carlo V poteva affermare che sul suo impero "mai tramontava il sole" i moa erano quasi sicuramente estinti da un secolo.
Ora: da quanto sappiamo la civiltà Maori, dopo l'estinzione dei moa e fino all'arrivo dei Pakeha, era sempre alla ricerca disperata di fonti di proteine. La tecnologia polinesiana in fatto di pesca era incredibilmente arretrata ed inefficiente e, a differenza di Europei ed Asiatici, non pare si siano mai sviluppati metodi per la conservazione del pesce quale la salatura e l'affumicatura. Questo portò allo sviluppo di cani "da carne" (come avvenuto alle Hawaii) e, secondo alcuni studiosi, anche all'adozione della pratica del cannibalismo.
Domanda: in una simile situazione non vi sembra ovvio che i Maori abbiano letteralmente fatto passare mari e monti per ritrovare quella magnifica fonte di carne? A mio parere non c'è stato bosco o foresta che, per quanto inaccessibile, non sia stato battuto dai cacciatori alla ricerca disperata di carne.

Per stare sull'argomento moa. Recenti studi hanno portato alla luce un fatto abbastanza curioso. Le specie più grandi e pesanti di moa (quali il genus Dinornis) deponevano uova dal guscio estremamente fragile e sottile, ritenute "le più fragili tra quelle di tutti gli uccelli". Gli ultimi sviluppi nel campo del recupero del materiale genetico hanno permesso di stabilire che queste uova venivano incubate dai maschi, che ora sappiamo essere stati molto più piccoli e leggeri delle femmine. Resta però il dilemma di come i maschi incubassero le uova: vista la grande fragilità, il tipico metodo di "sedersi sulle uova" ne avrebbe comunque provocato la rottura.

Infine ultima notizia dal pazzo mondo della genetica. Tradizionalmente i moa vengono presentanti come strettamente imparentati coi kiwi e i parenti più prossimi di questo gruppo erano ritenuti gli emù e i casuari dell'Australia. Questa idea è stata supportata da alcuni studi genetici.
Però l'ultimo studio in merito, i cui risultati sono stati pubblicati nel 2010, conferma sì la parentela tra kiwi, casuari ed emù, ma pone i moa in stretta relazione coi pochi noti tinamou del Sud America.
O si tratta di un altro caso di tecnologia che sopravanza i metodi interpretativi o dimostra ancora una volta quanto poco sappiamo sui paleognati, anche dal punto di vista genetico.
#2826
Tieni conto che con quella cifra si può comprare la versione rilegata di Extinct Birds di Errol Fuller e la versione baby elephant di Birds of America di Audubon, entrambi mai letti, nuovi e ancora imballati.
Come valore storico, librario etc questi due libri sono un vero investimento ed hanno anche una commerciabilità da usati completamente diversa rispetto al testo in questione.
#2832
Com'è possibile che i maori non avessero sviluppato tecniche di pesca?!Come hanno fatto ad arrivare in nuova zelanda?!
Se lo hanno fatto vuol dire che erano un popolo di grandi navigatori!
Dopo l'estinzione,o forte rarefazione dei moa,rimanevano altre prede potenziali:
kiwi,takahe,weka,kakapo e tanti altri uccelli.

Per quanto riguarda la possibile sopravvivenza di specie ritenute estinte,io più che al moa,facevo riferimento ad altre estintasi tra il XIX ed il XX secolo :
Quaglia della nuova zelanda(Coturnix novaezelandiae),Gufastore sghignazzante(Sceloglaux albifacies),Huia
(Heteralocha acutirostris),(Turnagra capensis )piopio dell'Isola del Sud ,(Turnagra tanagra )piopio dell'Isola del Nord,(Xenicus longipes)scricciolo del bush (1965 ca.)etc...

Ci sono segnalazioni attendibili che voi sappiate?

Se ci sono vaste aree poco esplorate potrebbero ancora essere in vita il pipistrello Mystacina robusta e il gego gigante (haplodactylus delcourti)
#2833
Il problema non è tanto nella mancanza di tecniche di pesca, quanto nella loro arretratezza rispetto a quelle praticate nello stesso periodo (XV-XVIII secolo) in Europa ed in Asia, dove ad esempio era già praticata da secoli l'acquacultura. Questa arretratezza si traduceva in una pesca di sola sussistenza (ovvero sia in quantità molto modeste, adatte a sfamare un nucleo familiare), inadatta a fornire una gran quantità di proteine ad un intero popolo che aveva poche altre fonti.
I Polinesiani delle Hawaii avevano sviluppato l'acquacultura su larga scala ma di questa tecnica non vi è traccia in Nuova Zelanda.

Essere grandi navigatori non significa automaticatamente grandi pescatori e viceversa: un esempio classico è il Giappone, popolo di grandi pescatori ma che fino all'avvento del vapore non si è mai distinto per imprese marinaresche.

Da quanto sappiamo i Maori sono restati "intrappolati" nella loro nuova dimora (se non ricordo male l'attuale teoria vuole che i loro antenati provenissero dalle Isole Cook): sulle Isole Kermandec sono stati trovati resti che sono stati interpretati come appartenenti ad alcune spedizioni fallite per riprendere contatto con la madre patria.

Questo isolamento ha fatto sì che i Maori rimanessero ad un livello culturale neolitico, senza però i benefici dell'agricoltura basata sui cereali, dell'allevamento ed del commercio. Finiti i moa, fu la volta delle foche (o meglio, dei leoni di mare). Finite anche queste prede vi fu un cambiamento radicale nella civiltà Maori, con la comparsa dei pa (campi fortificati), l'evoluzione di una società guerriera con tutti i suoi simboli (tatuaggi elaborati, canoe da guerra etc) e la pratica diffusa del cannibalismo.

Per quanto riguarda le altre specie da te nominate, devo buttarci un occhio... : Wink :
#2837
beringei ha scritto:Certo è che se invece di mangiarseli tutti li avessero,o allevati o dato il tempo di riprodursi...è un vero peccato !
L'avifauna della Nuova Zelanda, vivente o estinta, appartiene quasi tutta alla cosidetta selezione K.
Tutti i vertebrati possono essere divisi in selezione r o K in base alle strategie riproduttive: r significa che la strategia riproduttiva è basata sulla rapida produzione di un gran numero di piccoli che maturano rapidamente e a cui vengono prestate minime o nulle cure parentali. K significa la produzione di un numero ridotto di piccoli che hanno un lento periodo di maturazione e cui vengono prestate estese cure parentali.

Come dimostrato ampiamente, il recupero o anche solo l'allevamento delle specie a selezione K è sempre problematico. Il basso tasso di riproduzione e la lentezza di maturazione sono ovviamente l'ostacolo maggiore. L'uomo ha tradizionalmente sempre preferito gli animali a selezione K (cane, coniglio, gallina, pecora etc) per soddisfare le sue esigenze, anche perché l'elevato tasso di riproduzione e la rapida maturazione sessuale consentono una più rapida ed efficace applicazione degli incroci selettivi.