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Nuovo Materiale sull'Almasti - Pagina 2 - criptozoo.com
Messaggi inerenti agli ominidi relitti.
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da Mauro
#398
Escludendo le fanfaronate di Grigorii Panchenko (quello che aveva visto l'Almasti intrecciare la criniera di un cavallo, tanto per intenderci) e di Nina Grinoya, Jordi Magraner aveva trovato delle tracce fresche prima di essere assassinato a metà degli anni '90. In Kyrgyzistan le guardie di frontiera trovavano ancora impronte sui monti Alai intorno al 2000. In generale bisogna dire che pare che, come accaduto in altri settori, da un decennio a questa parte i ricercatori più attendibili (quelli che sanno separare il grano dalla pula) stanno venendo sommersi dal clamore mediatico dei fanfaroni e dei dilettanti chiassosi. Se anche c'è un avvistamento attendibile di Almasti lo si perde in mezzo a giganti pelosi, draghi, alieni ed altre bufale clamorose. Uno schivo Almasti di un metro e mezzo ha tutto un altro impatto mediatico rispetto ad un gigante di tre metri, magari assetato di sangue e dotato di poteri sovrannaturali.
I montanari del Pamir avevano detto a Magraner che il Bar-Manu era oramai tanto raro che gli zingari non riuscivano più a procurarsi la materia prima per il mumuyan, di cui sperava di ottenere un campione per farlo analizzare in Europa. A mio parere se la Koffman non ci ha azzeccato ci è andata vicina. Di certo i numeri di queste creature non sono mai stati elevati ed erano già su una lenta strada per l'estinzione secoli fa. Probabilmente la riduzione della diversità genetica li ha già condannati. Non tutte le speranze sono perdute però.
Al ritorno dal suo viaggio in Mongolia Lorenzo mi ha mostrato delle foto di una zona ove era stato avvistato un Almas. La zona era letteralmente crivellata da innumerevoli caverne naturali. Non dico che sia un cimitero per Almas, ma ci sono perlomeno possibilità che uno di questi rifugi naturali contenga resti, freschi o subfossili, di ominidi. E basterebbe quello.
da Jegriva
#408
In effetti - ètriste ma vero- "basterebbe" uno scheletro in buone condizione di epoca "storica" (ultimi 1000 anni) per sconquassare il mondo scientifico....
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da Robert
#412
Jegriva ha scritto:In effetti - ètriste ma vero- "basterebbe" uno scheletro in buone condizione di epoca "storica" (ultimi 1000 anni) per sconquassare il mondo scientifico....
Mah,io non li capisco affatto.Va bene essere scettici in certi casi,ma a volte mi sembra esagerino.Prendi come esempio l'homo floresiensis.Se ne sono trovati più scheletri,ma parte del mondo scientifico disse sempre che non era una nuova specie.Prima ci fu la teoria delle deformazioni,poi della microcefalia(benché le ossa non fossero di un solo individuo,e la microcefalia è una malattia piuttosto rara),ma non volevano accettare che fosse una nuova specie.Per fortuna un'altra parte del mondo scientifico è più aperta mentalmente,se no un ritrovamento così interessante sarebbe stato messo da parte e catalogato come,per esempio,casi di microcefalia.
da ievghenii
#488
[/quote]Mah,io non li capisco affatto.Va bene essere scettici in certi casi,ma a volte mi sembra esagerino.Prendi come esempio l'homo floresiensis.Se ne sono trovati più scheletri,ma parte del mondo scientifico disse sempre che non era una nuova specie.[/quote]

Sicuramente ci sono persone, anche fra gli scienziati, più o meno disponibili di altre a considerare nuove evenienze, ma, come ha scritto recentemente la paleontologa Mary Schweitzer, "lo scetticismo fa parte della scienza" e "per dimostrare affermazioni straordinarie servono prove straordinarie. Gli scienziati scrupolosi fanno ogni sforzo per dimostrare che le loro ipotesi preferite sono sbagliate, prima di accettare che, dopotutto, erano corrette".
Eugenio

Schweitzer M. H., 2011: Sangue dai fossili. Le Scienze, 510: 42-49
#489
ievghenii ha scritto:per dimostrare affermazioni straordinarie servono prove straordinarie.
Personalmente non ho mai capito questa frase che va tanto di moda. Per dimostrare affermazioni servono prove, punto. Cosa sarebbe una "prova straordinaria"? Una prova è una prova. E chi decide cosa è "straordinario" o cosa non lo è? Una nuova specie di ominide che si aggiunge alle tantissime che già si conoscono cos'ha di straordinario?

Nella saga dell'uomo di Flores, oramai considerato specie valida, lo scrupolo e l'amore per la scienza da parte di chi non riteneva valida la scoperta sono stati davvero gli ultimi dei fattori.

Chiaramente per cose come bigfoot o almas vale un discorso a parte, dato che non esistono reperti.
da ievghenii
#490
Certo, una prova è una prova. Ma, tranne nei rari casi nei quali si rinvenga un'unica prova inequivocabile, le nuove acquisizioni sono consolidate da una serie di argomenti relativi ad aspetti diversi del problema, che complessivamente suffragano la nuova ipotesi in misura sufficientemente ampia. Durante la raccolta e l'analisi dei dati, che possono essere anche lunghe e complesse, può succedere, e non lo trovo né sorprendente né disdicevole ma semplicemente rischioso, che uno scienziato, un uomo, si lasci prendere dall'entusiasmo per una scoperta che lo coinvolge in termini di impegno e di sforzi e tenda a valutarne in misura particolare gli argomenti a sostegno. Non mi sembra comunque che questo sia il caso della scoperta dell'uomo di Flores, le cui argomentazioni sono state sviluppate con serietà e hanno convinto una gran parte del mondo scientifico.
Eugenio
#491
ievghenii ha scritto:Certo, una prova è una prova. Ma, tranne nei rari casi nei quali si rinvenga un'unica prova inequivocabile, le nuove acquisizioni sono consolidate da una serie di argomenti relativi ad aspetti diversi del problema, che complessivamente suffragano la nuova ipotesi in misura sufficientemente ampia. Durante la raccolta e l'analisi dei dati, che possono essere anche lunghe e complesse, può succedere, e non lo trovo né sorprendente né disdicevole ma semplicemente rischioso, che uno scienziato, un uomo, si lasci prendere dall'entusiasmo per una scoperta che lo coinvolge in termini di impegno e di sforzi e tenda a valutarne in misura particolare gli argomenti a sostegno.
Su questo sono totalmente d'accordo con te, specialmente in discipline (restando nel campo delle scienze naturali) come l'etologia dove l'interpretazione soggettiva del fenomeno osservato spesso contrasta con quella di altri osservatori e naturalmente la criptozoologia, che si basa su "prove circostanziali", quindi non inoppugnabili. Può senza dubbio accadere che un ricercatore, anche se serio, possa essere portato "a vedere quello che vuole vedere". Un esempio potrebbe essere il presunto avvistamento del "mostro di Loch Ness" da parte del biochimico americano Roy Mackal.

Quello che intendevo è che ad ogni modo per dimostrare l'esistenza di un improbabile bigfoot o mokele mbembe, non è sufficiente né più né meno, come prova, quello che è sufficiente per istituire una qualunque nuova specie animale, cioé dei reperti. E' in quest'ottica che la prova non risulterebbe "straordinaria", ma né più né meno ordinaria come gli altri olotipi dei musei di tutto il mondo.

La frase "affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie" l'ho spesso sentita dagli amici del CICAP, ma loro, nell'ottimo lavoro che spesso svolgono, vagliano tematiche letteralmente straordinarie (fenomeni paranormali, psicocinesi, telecinesi, chiaroveggenza, etc.) la cui reale esistenza metterebbe realmente in subbuglio le nostre conoscenze sulla fisica e l'universo.

In criptozoologia anche il più impossibile tra i criptidi, se dovesse esistere non sarebbe nient'altro che un'altra delle numerose creature che nascono, si riproducono e muoiono sul pianeta Terra. Anche un eventuale Mokele Mbembe, dopo il clamore iniziale, diventerebbe con il tempo soltanto un altro "fossile vivente" come il celacanto o il wollemi pine, ma non minerebbe le fondamenta della scienza come un fenomeno di levitazione o lettura del pensiero controllato sicuramente farebbe.

Discorso a parte andrebbe fatto per tutti quegli esseri le cui descrizioni non sono compatibili con i canoni di un vertebrato terrestre: draghi, chupacabras, mothman, jersey devil, etc. Questi a mio avviso sono argomenti dei quali un criptozoologo (o autodefinitosi tale) serio dovrebbe occuparsi solo per spiegare la loro impossibilità e non per alimentare false credenze o formulare teorie impossibili.
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da Mauro
#493
Per la descrizione di una nuova specie tutto ciò che serve è l'olotipo. Nonostante le attuali preoccupazioni etiche è ancora il requisito fondamentale.
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da Robert
#497
ievghenii ha scritto:
Mah,io non li capisco affatto.Va bene essere scettici in certi casi,ma a volte mi sembra esagerino.Prendi come esempio l'homo floresiensis.Se ne sono trovati più scheletri,ma parte del mondo scientifico disse sempre che non era una nuova specie.[/quote]

Sicuramente ci sono persone, anche fra gli scienziati, più o meno disponibili di altre a considerare nuove evenienze, ma, come ha scritto recentemente la paleontologa Mary Schweitzer, "lo scetticismo fa parte della scienza" e "per dimostrare affermazioni straordinarie servono prove straordinarie. Gli scienziati scrupolosi fanno ogni sforzo per dimostrare che le loro ipotesi preferite sono sbagliate, prima di accettare che, dopotutto, erano corrette".
Eugenio

Schweitzer M. H., 2011: Sangue dai fossili. Le Scienze, 510: 42-49[/quote]
È vero che lo scetticismo fa parte della scienza,ma la cosa triste e che certi scienziati,anche bravi,ne abusano troppo,dicendo che non è possibile che esista,per esempio,un'altra specie di Homo sul pianeta in questo periodo oltre all' Homo sapiens.Ma,prendendo un po' spunto da Lorenzo,è più facile credere alla levitazione o ad un criptide,che come ha detto Lorenzo,è un animale come tutti gli altri?Dopo aver letto il libro "Gli ultimi di Neandertal"(complimenti per il libro) ho capito che i certi dei ricercatori bravi ma senza una mente aperta almeno un po'(non dico che dovevano subito elencare tutti gli avvistamenti di Ominidi relitti come veri),erano la maggior parte delle volte quelli che non facevano nessuna teoria ma giudicavano,e quasi sempre dicevano che era difficile la possibilità dell'esistenza di creature come l'Almas o quant'altro.Invece,i ricercatori che ci mettevano la passione,per esempio come Heuvelmans,ma ce ne sono altri,erano quelli che raggiungevano sempre qualche cosa,non la risposta all'enigma,ma sempre un altro tassello del puzzle.Quindi penso che prima dello scetticismo,ma anche prima di iniziare una ricerca,si debba mettere passione nel tutto,perché se no non si raggiungerà mai niente.
Uscendo un po' dal tema,è proprio questo che ho apprezzato del libro di Lorenzo,la passione con cui è stato scritto il suo libro.Perché,almeno dal mio punto di vista,si capiva benissimo che prima di scrivere si era documentato bene.Ha persino fatto due viaggi.
Penso che sia questo uno degli ingredienti fondamentali delle scienze in generale.
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