- 30/08/2011, 14:43
#1473
Nella mia zona d'origine (la Val Sabbia) esiste, o per meglio dire esisteva, una tradizione che può essere legata alla sopravvivenza in tempi antichi di "uomini selvatici".
Si tratta delle "Fonne coi pé de bec", letteramente "Donne coi piedi da caprone", italianizzato dai ricercatori del folklore locale come "Donne dalle Gambe Caprine".
La tradizione era già moribonda negli anni '40: a quel tempo non esisteva neppure più un consenso sul loro aspetto. C'era chi diceva fossero brutte e pelose, altri che dicevano fossero bellissime e riconoscibili solo per il piede fesso che avevano cura di mascherare sotto lunghissime gonne. Su una cosa tutti concordano: erano tutte femmine, un parallelo colle Sumske Dekle del folklore croato, ove però la tradizione è ancora presente e ove vengono rappresentate con attributi decisamenti "neandethaliani" (perdonatemi il termine incorretto ma di facile comprensione).
A differenza delle Sumske Dekle, inoffensive e i cui unici rapporti cogli umani sono la ricerca di cibo e rifugio in costruzioni isolate, le nostre "Fonne" sono malvagie e pericolose. Devastano i raccolti, fanno ammalare o fuggire le bestie, distruggono le malghe chiamando il fulmine.
In sintesi una sorta di fusione tra il modello dell'Uomo Selvatico e la classica strega.
Non sono "servitrici del Demonio" ma creature della Natura: le streghe "vere" si davano appuntamento al Passo Crocedomini e dopo che la Serenissima mise un freno agli Inquisitori scivolarono ai margini della coscienza collettiva, senza lasciare il segno che ad esempio hanno lasciato in Insubria o in Toscana. Forse la tradizione popolare si è evoluta per compensare, magari attingendo a piene mani dall'immaginario di entrambe i versanti delle Alpi (come dimostrato dalla recente scoperta a Venezia, in una fossa per appestati, della tradizione bavarese del Nachzerer).
La mia bisnonna, in quanto levatrice, era solita percorrere i sentieri della valle a piedi a tutte le ore ed in qualunque condizione di tempo atmosferico. Non solo diceva di non avere mai incontrato nulla di insolito (questo in un periodo in cui la gente parlava comunemente di folletti e fantasmi come se fossero reali) ma riteneva fossero tutte favole e superstizioni.
Magari aveva ragione lei, ma tant'è...
Si tratta delle "Fonne coi pé de bec", letteramente "Donne coi piedi da caprone", italianizzato dai ricercatori del folklore locale come "Donne dalle Gambe Caprine".
La tradizione era già moribonda negli anni '40: a quel tempo non esisteva neppure più un consenso sul loro aspetto. C'era chi diceva fossero brutte e pelose, altri che dicevano fossero bellissime e riconoscibili solo per il piede fesso che avevano cura di mascherare sotto lunghissime gonne. Su una cosa tutti concordano: erano tutte femmine, un parallelo colle Sumske Dekle del folklore croato, ove però la tradizione è ancora presente e ove vengono rappresentate con attributi decisamenti "neandethaliani" (perdonatemi il termine incorretto ma di facile comprensione).
A differenza delle Sumske Dekle, inoffensive e i cui unici rapporti cogli umani sono la ricerca di cibo e rifugio in costruzioni isolate, le nostre "Fonne" sono malvagie e pericolose. Devastano i raccolti, fanno ammalare o fuggire le bestie, distruggono le malghe chiamando il fulmine.
In sintesi una sorta di fusione tra il modello dell'Uomo Selvatico e la classica strega.
Non sono "servitrici del Demonio" ma creature della Natura: le streghe "vere" si davano appuntamento al Passo Crocedomini e dopo che la Serenissima mise un freno agli Inquisitori scivolarono ai margini della coscienza collettiva, senza lasciare il segno che ad esempio hanno lasciato in Insubria o in Toscana. Forse la tradizione popolare si è evoluta per compensare, magari attingendo a piene mani dall'immaginario di entrambe i versanti delle Alpi (come dimostrato dalla recente scoperta a Venezia, in una fossa per appestati, della tradizione bavarese del Nachzerer).
La mia bisnonna, in quanto levatrice, era solita percorrere i sentieri della valle a piedi a tutte le ore ed in qualunque condizione di tempo atmosferico. Non solo diceva di non avere mai incontrato nulla di insolito (questo in un periodo in cui la gente parlava comunemente di folletti e fantasmi come se fossero reali) ma riteneva fossero tutte favole e superstizioni.
Magari aveva ragione lei, ma tant'è...
Guide my hand
Light my path
Show me the way
To reach one day
Baphomet's Throne
Light my path
Show me the way
To reach one day
Baphomet's Throne
