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Bigfoot: un caso ancora aperto? - Pagina 3 - criptozoo.com
Messaggi inerenti agli ominidi relitti.
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da Mauro
#3740
1) Non sappiamo se questi programmi paghino delle comparse per fare da testimoni

In altri programmi dello stesso tipo è prassi comune.

2) Potrebbero benissimo essere degli orsi in piedi, e la gente presa dal panico racconta lanterne per lucciole

Oppure semplici bugie... : Wink : (Non prendetela a male, bisognerebbe fare un lunghissimo discorso in merito)

3) In molti documentari sul Bigfoot è ripetuto un chiaro concetto: dopo il video di Patterson c'è stata una "bigfoot mania" che prosegue ancora oggi, paragonabile a quella degli UFO.

Se per gli UFO c'è una data d'inizio ben precisa (1946, in seguito al caso dei cosidetti "Razzi Fantasma" sulla Svezia), il fenomeno Bigfoot è più simile alla proverbiale palla di neve che acquista massa e momento man mano che rotola a valle fino a trasformarsi in una valanga. Ricordo ad esempio che, in una delle storie sul filmato di Patterson più credibili, questi fu contattato per produrre un "vero" filmato di Bigfoot da inserire in un documentario cinematografico: già prima di Patty c'era molto interesse per il fenomeno, interesse che è andato solo in crescendo.

La differenza fondamentale tra il fenomeno Bigfoot e quello UFO risiede principalmente in un dettaglio poco noto ai non "iniziati". Nel primo caso le descrizioni del fenomeno sono fondamentalmente coerenti, ovvero l'oramai celebre "uomo-scimmia" alto oltre due metri, dotato di fisico poderoso e coperto da una folta pelliccia. Nel secondo caso, invece, ce ne è veramente per tutti i gusti. Come fece notare in merito il Dr Allen Hynek il problema fondamentale del fenomeno è proprio questa fantasmagorica varietà di forme.
Per assurdo è proprio questa varietà di forme, più ancora delle truffe elaborate e delle più meschine falsificazioni, che rende l'analisi del fenomeno tanto difficoltosa. Per assurdo ci sono ben più tracce visiche di "UFO" (non è mia intenzione implicare l'esistenza di piccoli ometti grigi che se ne vanno in giro a bordo di dischi volanti, quindi prendetela per buona) che del molto più coerente Bigfoot.
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da Matteo
#3741
Grazie delle precisazioni. Del resto ormai viviamo in una società che tende a spettacolarizzare qualunque fenomeno. Interessi economici in primis, poi vale il detto "chi ci crede ci crede".
da Lele74
#3742
Mi inserisco in questo topic sperando di dare alcuni interessanti spunti di discussione.
Poche settimane fa sempre sui canali documentaristici di sky ho finalmente seguito con estremo interesse una indagine di carattere rigorosamente scientifico in cui attorno ad un tavolo erano stati fatti sedere cinque tra studiosi universitari esperti ognuno nel rispettivo campo.
Non chiedetemi di che programma si trattasse o chi fossero gli esperti in questione perchè la mia memoria è vacillante.
Posso dire per certo che l'approccio con cui tale programma era impostato era ben diverso da quello di altri quali "A caccia di mostri" o "Finding Bigfoot".
Le teorie che in buona sostanza venivano prese in considerazione per spiegare il fenomeno erano le seguenti:
1) Riguardo il filmato Patterson pur senza sbilanciarsi gli studiosi erano sufficentementi concordi nel ritenere lo stesso, se mai di boutade si tratti, come lo scherzo maggiormente riuscito nella storia.
A loro giudizio non vi è un singolo dettaglio della pellicola che possa farlo ritenere un falso.
2) Altra interessantissima teoria che viene presa in considerazione è quella cara allo stesso Lorenzo Rossi.
Gli studiosi ragionano in questi termini.
Vista la lunga coabitazione di più specie umane sul pianeta sarebbe ora un estremo paradosso se per la prima volta una unica specie del genere Homo ( la Sapiens) vivesse sul pianeta.
I ricercatori arrivano ad ipotizzare che alcuni avvistamenti attribuiti al Bigfoot altro non siano che avvistamenti di nuclei di Homo Heidelbergensis arrivati in nord america attraverso la glaciazione dello stretto di bering.
Specie questa conosciuta per la sua ragguardevole altezza (1.90 circa, ma uno studioso in particolare parla di una altezza media riconducibile attorno ai 213 cm)
Sul perchè non vi siano tracce fossili di tale ominide nell'areale del nord america i ricercatori concordano nel ritenere che l' heidelbergensis possa avere sviluppato riti quali la sepoltura.
3) Viene poi dato ampio risalto ad una altra affascinante chiave di lettura del fenomeno relativo agli avvistamenti di presunti Bigfoot.
I ricercatori sottolineano come solo in epoca recente la scienza abbia finalmente trovato conferma di una pratica abbastanza diffusa presso alcune popolazioni di nativi americani dedite allo sciamanesimo.
Alcuni eletti presso tali tribù praticherebbero un antico rituale consistente nell'isolarsi da ogni contatto umano per un periodo di circa dieci anni tornando a stretto contatto con la natura.
Logico quindi che tali pratiche ascetiche possano avere un punto di contatto con alcuni avvistamenti non meglio identificati.
#3744
Lele74 ha scritto: 1) [...] A loro giudizio non vi è un singolo dettaglio della pellicola che possa farlo ritenere un falso.
Vi è però il non trascurabile fatto che un anno prima di realizzare il filmato, Patterson ne aveva rappresentato una scena in un suo libro (a bassa diffusione) dedicato al bigfoot.
Lele74 ha scritto: 2) Altra interessantissima teoria che viene presa in considerazione è quella cara allo stesso Lorenzo Rossi.
Gli studiosi ragionano in questi termini.
Vista la lunga coabitazione di più specie umane sul pianeta sarebbe ora un estremo paradosso se per la prima volta una unica specie del genere Homo ( la Sapiens) vivesse sul pianeta.
I ricercatori arrivano ad ipotizzare che alcuni avvistamenti attribuiti al Bigfoot altro non siano che avvistamenti di nuclei di Homo Heidelbergensis arrivati in nord america attraverso la glaciazione dello stretto di bering.
Specie questa conosciuta per la sua ragguardevole altezza (1.90 circa, ma uno studioso in particolare parla di una altezza media riconducibile attorno ai 213 cm)
In effetti poche cose al mondo mi renderebbero più felice di questa : Wink :
Va però detto che l'altezza media di questi uomini non era di molto superiore a quella dei neandertaliani. E' vero però che stando a Lee Burger in Sudafrica ne è esistita una popolazione di enormi dimensioni.
Lele74 ha scritto: 3) Viene poi dato ampio risalto ad una altra affascinante chiave di lettura del fenomeno relativo agli avvistamenti di presunti Bigfoot.
I ricercatori sottolineano come solo in epoca recente la scienza abbia finalmente trovato conferma di una pratica abbastanza diffusa presso alcune popolazioni di nativi americani dedite allo sciamanesimo.
Alcuni eletti presso tali tribù praticherebbero un antico rituale consistente nell'isolarsi da ogni contatto umano per un periodo di circa dieci anni tornando a stretto contatto con la natura.
Logico quindi che tali pratiche ascetiche possano avere un punto di contatto con alcuni avvistamenti non meglio identificati.
Cosa che spiega molto bene gli avvistamenti precedenti al 1930 circa.
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da Matteo
#3745
Lele74 ha scritto:Mi inserisco in questo topic sperando di dare alcuni interessanti spunti di discussione.
Poche settimane fa sempre sui canali documentaristici di sky ho finalmente seguito con estremo interesse una indagine di carattere rigorosamente scientifico in cui attorno ad un tavolo erano stati fatti sedere cinque tra studiosi universitari esperti ognuno nel rispettivo campo.
Non chiedetemi di che programma si trattasse o chi fossero gli esperti in questione perchè la mia memoria è vacillante.
Posso dire per certo che l'approccio con cui tale programma era impostato era ben diverso da quello di altri quali "A caccia di mostri" o "Finding Bigfoot".
Le teorie che in buona sostanza venivano prese in considerazione per spiegare il fenomeno erano le seguenti:
1) Riguardo il filmato Patterson pur senza sbilanciarsi gli studiosi erano sufficentementi concordi nel ritenere lo stesso, se mai di boutade si tratti, come lo scherzo maggiormente riuscito nella storia.
A loro giudizio non vi è un singolo dettaglio della pellicola che possa farlo ritenere un falso.
2) Altra interessantissima teoria che viene presa in considerazione è quella cara allo stesso Lorenzo Rossi.
Gli studiosi ragionano in questi termini.
Vista la lunga coabitazione di più specie umane sul pianeta sarebbe ora un estremo paradosso se per la prima volta una unica specie del genere Homo ( la Sapiens) vivesse sul pianeta.
I ricercatori arrivano ad ipotizzare che alcuni avvistamenti attribuiti al Bigfoot altro non siano che avvistamenti di nuclei di Homo Heidelbergensis arrivati in nord america attraverso la glaciazione dello stretto di bering.
Specie questa conosciuta per la sua ragguardevole altezza (1.90 circa, ma uno studioso in particolare parla di una altezza media riconducibile attorno ai 213 cm)
Sul perchè non vi siano tracce fossili di tale ominide nell'areale del nord america i ricercatori concordano nel ritenere che l' heidelbergensis possa avere sviluppato riti quali la sepoltura.
3) Viene poi dato ampio risalto ad una altra affascinante chiave di lettura del fenomeno relativo agli avvistamenti di presunti Bigfoot.
I ricercatori sottolineano come solo in epoca recente la scienza abbia finalmente trovato conferma di una pratica abbastanza diffusa presso alcune popolazioni di nativi americani dedite allo sciamanesimo.
Alcuni eletti presso tali tribù praticherebbero un antico rituale consistente nell'isolarsi da ogni contatto umano per un periodo di circa dieci anni tornando a stretto contatto con la natura.
Logico quindi che tali pratiche ascetiche possano avere un punto di contatto con alcuni avvistamenti non meglio identificati.
Ti ringrazio! ho visto anch'io questo documentario ma non ricordo il nome. Voglio sottolineare il fatto che 2 degli scienziati presenti hanno girato altri documentari sul Bigfoot (mi riferisco in particolare alla giovane studiosa di Oxford e al signore di mezza età brizzolato).
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da Mauro
#3746
Sarei curioso di sapere la storia completa di quei fossili...
Quel poco che si sa del complesso specie Homo heidelbergensis (H. antecessor, H. cepranensis, H. rhodesiensis etc) sembra indicare che popolazioni che vivevano in climi caldi fossero di statura decisamente più alta delle popolazioni europee, un'interessante violazione della Regola di Bergman che è alla base dell'eterna diatriba su quante specie di queste siano effettivamente valide.
Comunque al momento attuale l'altezza massiva postulata per questo complesso specie è di 175cm per i maschi e 157cm per le femmine, ben lungi dalla statura postulata da Berger.
#3747
l'argomento è troppo allettante per continuare a fare solo da spettatore. Nonostante io non abbia una conoscenza dell'argomento al livello della maggior parte di voi mi pare però che un fatto obbiettivo sia, come qualcuno ha rimarcato, che mancano evidenze fossili e, anche ipotizzando che la specie pratichi riti di sepoltura, non avrebbe potuto sottrarsi sistematicamente alla fossilizzazione per molte decine di migliaia di anni. Di qualunque ominide si tratti, infatti, non può che essere giunto in nordamerica in tempi precedenti rispetto a H. sapiens (è ipotizzabile che quando quest'ultimo ha raggiunto il N.A. gli altri ominidi asiatici fossero già estinti da un pezzo o al massimo ridotti ad areali troppo ridotti ed isolati per poter compiere movimenti espansivi - nonostante anch'io sia di quelli che sperano la sopravvivenza di qualcuno diverso da noi da qualche parte) e pertanto avrebbero dovuto avere, supponiamo, almeno qualche decina di migliaia di anni di tranquillità, prima dell'arrivo dei sapiens, durante i quali avrebbero potuto dedicarsi alla "realizzazione di prove fossili" a beneficio dei posteri. Viceversa pensare che un ominide possa avere colonizzato il nordamerica in tempi analoghi a H. sapiens, già come "criptospecie" pertanto e che abbia continuato a sopravvivere come tale anche solo per 20 o 30 mila anni mi sembra di voler credere a un miracolo.
ciao a tutti
#3748
Anche io seguo la trasmissione ogni settimana, la guardo come si guarda un film fantastico più che come un documentario anche perché non vedo come si possa sperare di trovare il bigfoot limitandosi ad andare a urlare nel bosco, si tratta di fiction e non di vera ricerca secondo me.
Detto questo, in uno dei primi episodi della prima serie mandarono in onda un filmato interessante, interessante non tanto per quello che mostrava ma perché veniva presentato come un filmato autentico ripreso da un'auto della polizia. Lo ricordate? Si vedeva una figura scura attraversare l'autostrada in poche falcate, se non ricordo male provarono a ricostruire la scena facendo fare la stessa cosa a una persona.
#3749
Mauro ha scritto:Sarei curioso di sapere la storia completa di quei fossili...
Quel poco che si sa del complesso specie Homo heidelbergensis (H. antecessor, H. cepranensis, H. rhodesiensis etc) sembra indicare che popolazioni che vivevano in climi caldi fossero di statura decisamente più alta delle popolazioni europee,
Lo stesso dicasi per i neandertaliani, i reperti di Amud (Israele) raggiungono i 180 cm d'altezza contro i 165 circa di quelli provenienti dalle zone fredde.
lorenzo ha scritto:non avrebbe potuto sottrarsi sistematicamente alla fossilizzazione per molte decine di migliaia di anni.
Ne tantomeno alle migliaia di fototrappole letteralmente sparse su tutto il territorio.
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da Mauro
#3751
Uno dei problemi fondamentali che ho volutamente lasciato fuori fino ad ora (perché l'argomento è in evoluzione talmente rapida da potere essere seguito solo con estrema difficoltà) è quello delle migrazioni umane nelle Americhe.

Per grandi linee, la vecchia idea che la colonizzazione umana sia avvenuta in una sola grande ondata proveniente dalla Siberia in tempi relativamente recenti è stata soppiantata intorno al 2007 da un'altra teoria (oramai scricchiolante se non superata) che vedeva i colonizzatori umani stanziati nella Beringia (una massa terrestre nell'area al giorno d'oggi grossomodo corrispondente all'area dello Stretto di Bering e formatasi all'ultimo massimo glaciale) per circa 15000 anni e che da qui abbiano poi rapidamente colonizzato entrambe le masse continentali.
La teoria più recente, invece, vede che le Americhe siano state colonizzate da almeno tre ondate umane, che hanno lasciato le loro tracce genetiche negli attuali Amerindi, e forse da altre che sono scomparse senza lasciare tracce.

Di particolare interesse da questo punto di vista sono quattro siti in Sud America (di cui uno scoperto proprio quest'anno), datati tra i 33000 ed i 14000 anni or sono, precedenti quindi alla cosidetta Cultura Clovis, ritenuta prima rappresentante della grande "ondata umana" e datata a solo 13000 anni or sono.

Da un punto di vista squisitamente tecnico, questi siti non rappresentano un problema. Il livello tecnologico è perfettamente compatibile con quello di altri siti contemporanei in Asia, Africa ed Europa. E oramai è fatto accettato che alcune parti d'Europa (ad esempio le isole britanniche) siano state ricolonizzate tra i 10000 e gli 11000 anni or sono, dopo che i colonizzatori umani originari scomparvero nel corso dell'ultima era glaciale.
Può quindi trattarsi tranquillamente dei resti dei colonizzatori originari delle Americhe che, per motivi a noi ignoti, siano scomparsi prima delle più tarde ondate umane che hanno dato origine agli attuali Amerindi.
Il problema come al solito è dogmatico: non c'è bisogno di dire che la paleoantropolgia è una delle scienze in cui varie fazioni lottano ferocemente per ottenere lo stato di dogma semireligioso per le proprie teorie anziché sottoporsi alla Legge di Newton ("Una teoria scientifica va accettata solo fin quando non se ne trova una migliore").

Questo è per dimostrare che se altri ominidi fossero arrivati nelle Americhe prima degli umani moderni, a questo punto qualcosa sarebbe già saltato fuori, specie considerando che nelle Americhe le rotte migratorie terrestri sono oramai ben note e gli archeologi sanno bene o male dove scavare.
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