Mauro ha scritto:Facciamo qualche distinguo.
Il Saola era sì ignoto alla scienza ma ben noto alla gente del luogo, tanto che la ricerca scientifica è iniziata colla scoperta di alcuni trofei di caccia nelle case di gente del posto.
La foto più celebre di Van Roosmalen lo ritrae inginocchiato in mezzo a numerosi reperti fisici (tra i quali cranio e pelle dello Onça-Canguçu) che ha ottenuto da cacciatori ed Indios.
In entrambi i casi si tratta di animali ignoti alla scienza ma ben noti alla gente del luogo che comunque ha saputo produrre una gran massa di prove fisicamente tangibili e quindi analizzabili a piacere.
Mauro, fermo restando che con le mie parole non volevo cercare di dare credibilità alla questione Bigfoot dato che non vi sono prove fisiche certe ad avvalorarne l'esistenza, volevo solo fare riflettere su come la grandezza non sia affatto un dato così rilevante, la dimensione non rende una specie più visibile, in particolare se si parla di zone scarsamente antropizzate dove quindi non ci sono avvistamenti, figuriamoci prove fisiche. Le Foreste del Nord America non sono fittamente popolate, non lo sono mai state neanche da parte dei nativi che seppur le abbiano in parte popolate (minimamente nel rapporto numero di abitanti - superficie) sono stati decimati e con loro è plausibile pensare siano sparite anche numerose conoscenze, nozioni sulla fauna locale che soltanto i nativi potevano avere e con esse anche le possibili prove fisiche. La caccia nei boschi si attuava seguendo sentieri battuti dalle mandrie, nelle zone di caccia, non ci si inoltrava né si esplorava se non ve ne era la necessità (o comunque non lo si faceva come cosa all'ordine del giorno e con lo scopo era bel lontano da una ricerca faunistica). Tuttavia, pur non trovando prove fisiche, troviamo traccia del Sasquatch nella cultura di quelle poche tribù native pervenute fino ai giorni nostri. Quindi, potrebbe trattarsi di un mito, certo, e molti aspetti della vincenda lasciano pensare ciò, ma il fatto che non sia noto ai nativi (ed in questo caso un qualche animale con fattezze richiamanti il Bigfoot è presente nelle nozioni di questi popoli) non può essere preso come elemento fondamentale per determinare se una specie esista o meno, dunque la precisazione mi sembra inopportuna in questo caso vista la vasistà delle foreste che renderebbero problematico l'incontro anche da parte dei nativi, non si sa se qualche tribù ammesso l'abbia mai incontrato sia sopravvissuta fino ai giorni nostri per raccontarcelo. In definitiva una specie può essere sconosciuta alla scienza ma nota ai nativi, ma non è detto che una specie sconosciuta sia necessariamente conosciuta dai nativi.
Il problema è che non ci sono prove fisiche circostanziali, prove ambientali, tracce. C'è meno materiale a comprovarne l'esistenza che a smentirla.
Mauro ha scritto:Certo, la zona è selvaggia e remota, ma lo sono anche l'Amazzonia e le foreste dell'Indocina
Non sono neppure l'Europa, dove l'esistenza di una creatura simile sarebbe davvero implausibile dopo secoli di attività umane che si sono incentrate sullo sfruttamento delle foreste e portando l'uomo ad averle esplorate quasi palmo, palmo. Amazzonia e Indocina sono zone selvagge certo più delle foreste del Nord America (cosa che tra l'altro porta a constatare come non si possa escludere che potrebbero nascondere sorprese anche quelle), ma al contempo, quasi paradossalmente, l'Amazzonia e l'Indocina sono entrambe regioni forestali in cui la presenza umana nativa è decisamente maggiore che nel Nord America e soprattutto avendo una biodiversità enorme sono da sempre prediletto oggetto di studio da parte degli zoologi.