Mammiferi terrestri e acquatici.
#5556
Cari tutti, ho effettuato un ritrovamento veramente eccezionale.
Dopo anni di febbrili ricerche, sono riuscito a reperire a casa di mia nonna alcuni degli ultimi volumi della veneranda serie "Guarda e scopri gli animali" che ancora mancavano all'appello (gli altri sono ben al sicuro nel garage dell'altra nonna, ed ad occhio saranno poco meno di quindici anni che non ci poso l'occhio).
Non so se qualcuno di voi, magari fra i lettori più anziani, se ne ricorda: si tratta di una serie di volumi illustrati sulla vita degli animali (di cui mi pare di aver già parlato in generale in un post di millemila anni fa che al momento non ho voglia di ricercare) degli anni 70, che si caratterizzavano in particolare per la bellezza dei disegni.
Trovandoli e sfogliandoli, ho trascorso delle piacevoli mezz'ore, e un po' mi sono sentito tornare bambino.
Ad ogni modo, il rovescio della medaglia erano i testi, che (specie se letti con l'occhio dei miei quasi 25 anni), ogni tanto cadono un po' nel grottesco, con tanto di affermazioni sinceramente fantasiose e discutibili, che lasciano molto spazio al sentito per dire, per non dire alle sparate (per anni io sono stato convinto che i calamari giganti vivessero 100 anni perché c'era scritto in uno di quei libri, per inciso il mio volume preferito!).
Ebbene, tutta questa premessa per raccontarvi il seguente aneddoto.
Nel volume dedicato agli animali del Nordamerica, e in particolare nella pagina sul cane della prateria, alla voce "Lo sapevi che" si riporta il seguente "fatto" (cito a memoria, non ho il testo sotto mano): che una volta un naturalista avrebbe scoperto una colonia dei simpatici roditori contenente un numero di esemplari superiore (o pari, non ricorda) alla popolazione mondiale?
Notarsi, a parte l'assoluta indeterminatezza di tempi, luoghi, persone (un "me l'ha detto mio cugino" d'antan, se volete, assoluto marchio di fabbrica di questa serie), che non si scrive chiaro e tondo il numero in questione: qual'e?
Considerando che già nel XIX secolo la popolazione mondiale superava il miliardo di abitanti, e che da allora è andata aumentando, vi pare proprio possibile che esistesse una mega-tana con oltre un miliardo di cani della prateria, o, com'è la mio modesta opinione, si tratta di una pura e semplice "tall tale" in stile Fra West?
Cosa ne pensate?
P.S. Dulcis in fundo, menzione d'onore per il volume sull'Oceania, che a metà anni 70 dà il tilacino ancora esistente (però raro, si premurano di aggiungere: criptozoologi inconsapevoli?).
#5557
Nella letteratura divulgativa si trova spesso il riferimento ad una gigantesca colonia di cani della prateria coda nera (Cynomys ludovicianus) in Texas che averebbe avuto un'estensione di 64.000km² (avete letto bene) ed una popolazione estimata di 400 milioni di individui.
La fonte originale di questa notizia è ignota, come pure la località ove questa colonia si sarebbe trovata.

Sono stati condotti diversi studi in merito sia all'effettiva densità abitativa delle colonie dei cani della prateria, sia in merito all'estensione delle stesse (le colonie stesse sono in realtà un insieme di sistemi di tane, ognuno dei quali è separato dagli altri ed appartenente ad un solo nucleo familiare).
Per coloro cui piacciono i calcoli, la densità abitativa più elevata che i cani della prateria possono raggiungere è di 18 animali per acro. Un acro equivale a 4.046m² e spiccioli, quindi in un chilometro quadrato si possono teoricamente trovare 4.446 cani della prateria. Quindi anche se la sudetta colonia avesse davvero avuto un'estensione di 64.000km² avrebbe ospitato 284.544.000 cani della prateria. : Wink :

Ci sono però tre problemi fondamentali.
Il primo è che quando le colonie di cani della prateria raggiungono una certa dimensione, dettata dalle condizioni ambientali e dalla disponibilità di cibo, i nuclei familiari si disperdono rapidamente per stabilire nuove colonie ad una buona distanza. Diciamo che è difficile se non impossibile trovare vecchie colonie stabili più grandi di 300 ettari, che sono poi parenti di 3km².
Il secondo è che la suddetta densità di 18 cani della prateria per acro può essere mantenuta solo brevemente e in condizioni eccezionali, quali annate climaticamente molto favorevoli e scarsità di predatori, e non viene mai lontanamente raggiunta nelle grandi colonie oramai stabili.
Il terzo è dovuto al fatto che le colonie molto "dense" tendono a venire decimate dalla peste. Intendo proprio la malattia causata da Yersinia pestis: a differenza dei suoi parenti asiatici quali il bobak, il cane della prateria non ha sviluppato resistenza alla peste, quindi se una colonia viene colpita almeno il 50% della popolazione morirà in tempi assai rapidi.
La peste non è endemica delle Americhe, ma è arrivata dall'Asia, molto probabilmente con topi e ratti su navi provenienti dall'Asia nel corso della dominazione spagnola della California (esiste anche la possibilità, per quanto remota, che sia arrivata più tardi coi russi), ma non ha messo in crisi le popolazioni di cani della prateria, note per le loro capacità di rapidissimo recupero.

Per quanto riguarda la collana "Guarda e Scopri gli Animali", è stata originariamente pubblicata intorno al 1972 da AMZ di Milano, nota fra le altre cose per avere pubblicato gli adattamenti di Spazio 1999 e le prime traduzioni italiane de I Puffi (nonché per copertine veramente agghiaccianti...) ed è stata ristampata, praticamente identica, da De Agostini nel 1985. Generalmente i libri più tardi sono quelli tuttora di più facile reperibilità, principalmente per via di carta e soprattutto rilegatura di qualità decisamente migliore.

Aggiungo un post scriptum che mi è venuto in mente solo ora: 64.000km² è grossomodo l'estensione dell'intera isola di Ceylon. Fate un pò i vostri conti...