- 23/10/2014, 12:58
#4364
Spesso in passato ci siamo trovati a dibattere sulle origini dei mastodonti usati in guerra nel mondo antico.
Un recentissimo studio in merito (The Rise of the Seleukid Empire di John Grainger), attingendo a fonti epigrafiche di recente scoperta, ha gettato nuova luce sugli elefanti utilizzati dalle armate dei Tolomeidi, i potenti sovrani macedoni d'Egitto di cui la celebre Cleopatra fu l'ultima rappresentante.
Nel periodo di torbidi che seguirono l'inaspettata morte del sovrano Seleucide Antioco II (246 BCE), Tolomeo III arrivò in Siria con una piccola scorta militare. Il suo scopo dichiarato era di fare visita a sua sorella, Berenice, vedova di Antioco II, che si trovava ad Antiochia.
Berenice era impegnata in un'aspra lotta per la successione al trono coll'altra vedova di Antioco, Laodice (i sovrani macedoni avevano una forte tendenza alla poligamia, che rendeva le successioni complesse quanto il lavoro degli storici) e pare che l'intera operazione sia stata accuratamente organizzata da Tolomeo e sua sorella per prendere il controllo della Siria, da decenni ferocemente disputata tra le varie dinastie macedoni, prima che Laodice e suo figlio Seleuco II potessero organizzarsi e mobilitare la vasta forza militare del loro regno.
Con quello che può essere spiegato solo con un geniale colpo di mano o precedenti accordi, Tolomeo prese possesso dell'intero corpo di elefanti dei Seleucidi ad Apameia senza colpo ferire. Questi pachidermi vennero immediatamente spediti a sud, verso Gaza e l'Egitto.
Tra tutte le dinastie macedoni, i Seleucidi erano quelli con la maggiore dimestichezza cogli elefanti.
Il fondatore della dinastia, quando era ancora generale di Tolomeo I, inflisse una catastrofica sconfitta a Demetrio, figlio e generale di Antigono Monoftalmo, a Gaza nel 312 BCE proprio rompendo la carica degli elefanti in cui tanta fiducia era stata riposta.
Nel 306, dopo aver conquistato il proprio regno, Seleuco I marciò verso oriente per consolidare il suo dominio su regioni quali la Battriana che avevano approfittato del primo periodo di guerre tra i generali di Alessandro per ottenere un'effettiva indipendenza.
Seleuco era ben informato che nel 316 BCE, l'India settentrionale era stata unificata dal formidabile imperatore Chandragupta, fondatore della dinastia Maurya.
Di questa spedizione sappiamo pochissimo, ma è certo che i due sovrani si incontrarono e rapidamente arrivarono ad un accordo mutualmente vantaggioso.
Il trattato tra i due (sopravvissuto in buona parte) comprendeva la consegna a Seleuco di 300 elefanti da guerra addestrati e completi di mahout e torri per arceri. Le consegne sarebbero continuate anche nel futuro per rimpiazzare le inevitabili perdite.
A quanto pare i successori di Chandragupta (Bindusara ed Ashoka) mantennero fede al trattato in tutti i punti, ivi incluse continue consegne di elefanti ai Seleucidi fino al crollo della dinastia Maurya nel 195 BCE.
Questi elefanti, per varie vie, si diffusero nel resto dei regni ellenistici: alcuni vennero catturati in battaglia, altri inviati come doni e rinforzi ad alleati e così via.
Gli elefanti che Pirro usò nella sua campagna d'Italia provenivano indirettamente dagli stock seleucidi tramite complicati giri di alleanze e catture in battaglia. Erano, in base quanto stabilito dalla storiografia moderna, elefanti indiani addestrati alla guerra e dotati di torri.
E questa è la fine dei mitologici "elefanti nabatei".
Un recentissimo studio in merito (The Rise of the Seleukid Empire di John Grainger), attingendo a fonti epigrafiche di recente scoperta, ha gettato nuova luce sugli elefanti utilizzati dalle armate dei Tolomeidi, i potenti sovrani macedoni d'Egitto di cui la celebre Cleopatra fu l'ultima rappresentante.
Nel periodo di torbidi che seguirono l'inaspettata morte del sovrano Seleucide Antioco II (246 BCE), Tolomeo III arrivò in Siria con una piccola scorta militare. Il suo scopo dichiarato era di fare visita a sua sorella, Berenice, vedova di Antioco II, che si trovava ad Antiochia.
Berenice era impegnata in un'aspra lotta per la successione al trono coll'altra vedova di Antioco, Laodice (i sovrani macedoni avevano una forte tendenza alla poligamia, che rendeva le successioni complesse quanto il lavoro degli storici) e pare che l'intera operazione sia stata accuratamente organizzata da Tolomeo e sua sorella per prendere il controllo della Siria, da decenni ferocemente disputata tra le varie dinastie macedoni, prima che Laodice e suo figlio Seleuco II potessero organizzarsi e mobilitare la vasta forza militare del loro regno.
Con quello che può essere spiegato solo con un geniale colpo di mano o precedenti accordi, Tolomeo prese possesso dell'intero corpo di elefanti dei Seleucidi ad Apameia senza colpo ferire. Questi pachidermi vennero immediatamente spediti a sud, verso Gaza e l'Egitto.
Tra tutte le dinastie macedoni, i Seleucidi erano quelli con la maggiore dimestichezza cogli elefanti.
Il fondatore della dinastia, quando era ancora generale di Tolomeo I, inflisse una catastrofica sconfitta a Demetrio, figlio e generale di Antigono Monoftalmo, a Gaza nel 312 BCE proprio rompendo la carica degli elefanti in cui tanta fiducia era stata riposta.
Nel 306, dopo aver conquistato il proprio regno, Seleuco I marciò verso oriente per consolidare il suo dominio su regioni quali la Battriana che avevano approfittato del primo periodo di guerre tra i generali di Alessandro per ottenere un'effettiva indipendenza.
Seleuco era ben informato che nel 316 BCE, l'India settentrionale era stata unificata dal formidabile imperatore Chandragupta, fondatore della dinastia Maurya.
Di questa spedizione sappiamo pochissimo, ma è certo che i due sovrani si incontrarono e rapidamente arrivarono ad un accordo mutualmente vantaggioso.
Il trattato tra i due (sopravvissuto in buona parte) comprendeva la consegna a Seleuco di 300 elefanti da guerra addestrati e completi di mahout e torri per arceri. Le consegne sarebbero continuate anche nel futuro per rimpiazzare le inevitabili perdite.
A quanto pare i successori di Chandragupta (Bindusara ed Ashoka) mantennero fede al trattato in tutti i punti, ivi incluse continue consegne di elefanti ai Seleucidi fino al crollo della dinastia Maurya nel 195 BCE.
Questi elefanti, per varie vie, si diffusero nel resto dei regni ellenistici: alcuni vennero catturati in battaglia, altri inviati come doni e rinforzi ad alleati e così via.
Gli elefanti che Pirro usò nella sua campagna d'Italia provenivano indirettamente dagli stock seleucidi tramite complicati giri di alleanze e catture in battaglia. Erano, in base quanto stabilito dalla storiografia moderna, elefanti indiani addestrati alla guerra e dotati di torri.
E questa è la fine dei mitologici "elefanti nabatei".
Guide my hand
Light my path
Show me the way
To reach one day
Baphomet's Throne
Light my path
Show me the way
To reach one day
Baphomet's Throne
