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Coye ya menia e affini - criptozoo.com
Mammiferi terrestri e acquatici.
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  • 10 messaggi
da valerio
#4428
Salve ragazzi , un po' di considerazioni sulla possibile esistenza di presunti felidi dai denti a sciabola in Africa.
Anni fa lessi una cosa molto interessante : I comuni gatti domestici hanno le vibrisse profondamente innervate nella mandibola superiore per evitare che i denti si spezzino durante la masticazione............
Ora , prendiamo solo per un momento in esame i racconti riguardanti un criptide come il Coye ya menia dell'Angola , descritto come un feroce carnivoro simile alla estinta tigre dai denti a sciabola , semiacquatico , e in grado di abbattere e fare a pezzi persino un ippopotamo. All'epoca mi chiesi , e me lo chiedo ancora adesso , se il fatto che i gatti abbiano la caratteristica di possedere le vibrisse molto innervate per non scalfire o spezzare i denti non sia eventualmente estendibile ad un carnivoro estinto come il Megantereon o l'Afrosmilus ( i due tipi di smilodon presenti in Africa fino a 500000 anni fa ) i quali , come sembra , avevano si delle enormi zanne anteriori , ma estremamente fragili ............ ragion per cui , perchè non immaginare , col senno di poi , che se fosse sopravvissuta in Africa una forma arcaica di felino preistorico questi non abbia chiaramente interesse a proteggere le sue zanne semplicemente sgozzando gl'ippopotami ( la gola e' senz'altro una parte piu' morbida del corpo di questi animali ) e poi , in un secondo momento , procedendo a scarnificarli ? Naturalmente , senza escludere , come disse Mauro tempo fa in un articolo concernente la possibile sopravvivenza dello Smilodon , che non si tratti semplicemente di aneddoti riguardanti l''esagerazione della ferocia di un ippopotamo . Cosa ne pensate ? Io ricordo che , secondo alcuni aneddoti , gli ippo vittime dei presunti assalti di questo/i criptidi sembravano fatti a pezzi e/o dissanguati: forse , ad un primo assalto classico , consistente nell'abbattere la preda , segue un assalto secondario volto a proteggere le zanne ma al contempo a nutrirsi ? In ogni caso , io per primo ammetto che un predatorte ematofago di grandi dimensioni sia un'improbabilità biologica, comunque chiedo anche il vostro parere . Grazie ! Valerio.
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da Mauro
#4429
Facciamo subito un piccolo ragionamento.

L'Afrosmilus citato era parte dei Barbourofelidi, che solo di recente sono stati "promossi" a vera e propria famiglia. Precedentemente erano ritenuti una sottofamiglia dei Nimravidi, le cosidette false tigri dai denti a sciabola... e non è detto che non ritornino in quella classificazione.
Entrambe le famiglie non sono parte dei Felidi (gatti veri e propri), anche se ovviamente provengono dallo stesso "canale evolutivo".
Le maggiori peculiarità di queste due famiglie sono proprio varie strutture ossee del cranio, in particolar modo l'orecchio interno, che li differenziano radicalmente dai Felidi.

Il Megantereon, invece, era uno Smilodontino con tutte le carte in regola.

Il dibattito su come i Macairodontini e i loro vari "imitatori" (placentati e marsupiali) cacciassero continua senza soluzione di continuità e, in mancanza di resti fossili convincenti (il "Sacro Graal" sarebbe uno scheletro di erbivoro con tracce di denti che possano essere attribuiti inequivocabilmente a un Macairodontino), è probabile resterà tale per sempre.

Personalmente io ritengo che l'intera vicenda vada vista dal punto di vista dell'evoluzione dei Felidi.
Lo sviluppo di zanne di grandi dimensioni sembra essere strettamente correlato con particolari condizioni ambientali del Pleistocene e un trend tra i Felidi ed i loro "imitatori" che ha portato ad una forte specializzazione.
Prova ne è che tutti i Felidi moderni sono, anatomicamente parlando, grandi generalisti. Gli specialisti quali i Macairodontini sono stati completamente spazzati via senza lasciare alcuna traccia. Nelle Americhe, un tempo regno incontrastato dei predatori dai denti a sciabola, hanno trionfato i generalisti di origine asiatica, i cui due lignaggi (rappresentati dal giaguaro e dal puma rispettivamente) sono tuttora i predatori d'apice.

Insomma, per le tigri dai denti a sciabola, vere o finte, non c'è più spazio. Nulla è impossibile, ma il record fossile sembra puntare sua una scomparsa abbastanza rapida di questa "tipologia" di predatore.
da LeonidasJoker
#4432
Mauro ha scritto: Personalmente io ritengo che l'intera vicenda vada vista dal punto di vista dell'evoluzione dei Felidi.
Lo sviluppo di zanne di grandi dimensioni sembra essere strettamente correlato con particolari condizioni ambientali del Pleistocene e un trend tra i Felidi ed i loro "imitatori" che ha portato ad una forte specializzazione.
Prova ne è che tutti i Felidi moderni sono, anatomicamente parlando, grandi generalisti. Gli specialisti quali i Macairodontini sono stati completamente spazzati via senza lasciare alcuna traccia. Nelle Americhe, un tempo regno incontrastato dei predatori dai denti a sciabola, hanno trionfato i generalisti di origine asiatica, i cui due lignaggi (rappresentati dal giaguaro e dal puma rispettivamente) sono tuttora i predatori d'apice.

Insomma, per le tigri dai denti a sciabola, vere o finte, non c'è più spazio. Nulla è impossibile, ma il record fossile sembra puntare sua una scomparsa abbastanza rapida di questa "tipologia" di predatore.
E quale sarebbe questa dieta fortemente specializzata? Potrebbe rientrarvi l'ippopotamo?
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da Mauro
#4433
LeonidasJoker ha scritto:
E quale sarebbe questa dieta fortemente specializzata? Potrebbe rientrarvi l'ippopotamo?
Su alcuni resti di Smilodontini è stata effettuata l'analisi di isotopi stabili (SIA) che, qualora i resti siano particolarmente ben conservati, consente di avere perlomeno un'idea delle maggiori fonti di proteine di cui un animale si nutriva in vita.

Da quel poco che è stato pubblicato finora (i resti che si prestano alla SIA sono giocoforza scarsi) parrebbe che Smilodon avesse una dieta principalmente basata su bovini mentre Homotherium si nutrisse esclusivamente di proboscidati.
Incrociando i dati SIA con la stratigrafia dei siti da dove provengono questi fossili, si può quindi dire che il primo genus fosse specializzato nella caccia ai bisonti e il secondo ai mammut.
Per fare un confronto i ben studiati leoni del Serengeti cacciano principalmente sette diverse specie di ungulati mentre, come ben sappiamo, i leopardi mangiano qualunque cosa capiti loro a tiro.
da Massimiliano
#4435
Come ex paleontologo "professionista" posso confermare quanto molto ben argomentato da Mauro.
L'idea che i vari carnivori dai denti a sciabola si fossero specializzati per cacciare animali di dimensioni molto grandi (proboscidati in primis, o forme grossomodo equivalenti in altre aree) gode di discreto favore nella comunità scientifica già da oltre un decennio.
Ciò tra l'altro permetterebbe di collegare l'estinzione di questi predatori con il declino o la scomparsa delle loro prede.
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da Lorenzo Rossi
#4436
Ormai imparo dal mio stesso sito più cose di quante riesco a trasmetterne. E sono davvero molto felice e onorato di questo : Thumbup :

Aggiungo solo una cosa per quanto riguarda la dieta del leopardo: se da un lato molto varia per quanto concerne il numero di specie predate, dall'altro è molto selettiva per quanto riguarda le dimensioni delle prede scelte. La revisione di 29 pubblicazioni sulla dieta del leopardo in 41 diverse aree geografiche da parte di Hayward et al. (2006) ha messo in luce che le prede favorite del felino rientrano in un range che va dai 10 ai 40 kg. Come regola il leopardo evita le prede più grosse e potenzialmente pericolose perché al contrario del leone è un cacciatore solitario che non si può avvalere dell'aiuto del branco.

Circa le vari "tigri" e "leoni" d'acqua africani, c'è da porsi una domanda molto semplice: quale animale potrebbe essere in grado di sopraffare un ippopotamo con la facilità necessaria da farne una preda abituale? Io sinceramente non riesco a immaginare nulla di simile.
da valerio
#4437
Se i leoni , occasionalmente , riescono ad abbattere gl'ippopotami , e ' possibile che un carnivoro di taglia pari o superiore ad un leone si sia specializzato nella predazione di un animale cosi' grosso. A questo punto , pero' , vista la difficoltà ovvia di dimostrare una cosa del genere , sole delle ipotesi sono possibili ; si puo' immaginare che il predatore assalga la sua vittima cogliendola di sorpresa , anche per evitare di essere a sua volta ucciso da quello che notoriamente è un animale pericoloso ; se parliamo del leopardo come di un predatore solitario avente un range di prede che oscillano dai 10 ai 40 kg di peso , non dovremmo dimenticare che in rapporto alle sue dimensioni alle volte capita che attacchi anche prede di grandi e in certi casi (rari) molto grandi dimensioni : vidi in un documentario un leopardo che aveva abbattuto un piccolo di giraffa .........che tanto piccolo non è , visto il suo metro e ottanta abbondante di altezza e svariati quintali di peso . C'era anche stato , in Uganda se non ricordo male , il caso del leopardo che per tanto tempo riusciva ad ammazzare gorilla adulti....
Quindi , l'esigenza di proteggere le sue zanne + l'effetto sorpresa conseguente + il bisogno di proteine (magari legato proprio al tipo di preda prescelto ) , possono aver spinto un predatore sconosciuto , complice anche l'ambiente semiacquatico che favorisce la crescita corporea in relazione allo spazio abitato , a specializzarsi nella caccia ANCHE all'ippopotamo , ma non solo. Se a questo punto ricordiamo che leoni e leopardi di tanto in tanto arrivano anche a cacciare questo animale , perchè escludere che abitualmente questo criptide faccia la stessa cosa ? La preda e' si pericolosa , ma quando uno o due leoni/leonesse attaccano una giraffa adulta , od anche un bufalo , mettono comunque a repentaglio la loro vita ( sebbene va detto che comunque l'unione nel loro caso fa' la forza ). Rimane in ogni caso la domanda : di che animale stiamo parlando ? Quanto detto da Mauro sembra escludere la possibile sopravvivenza di Smilodontidi e simili ai giorni nostri , per cui........... o sono sciocchezze , o si tratta di folclore locale ingigantito a dismisura , o magari proprio lo stesso ippopotamo , con le sue enormi zanne e la sua impareggiabile ferocia , è diventato semileggendario presso le popolazioni locali . Non sarebbe in effetti la prima volta che il bisogno innato dell'uomo di "abbellire" animali noti con qualità ad essi sconosciute , da' vita ad un ritratto parallelo dell'animale stesso .........ma fantasioso . In Burundi , si parla di un misterioso vampiro acquatico.........che altri non è se non il lamantino , creatura inoffensiva come poche : Smile : .
Infine , voglio aggiungere che , rispetto ad altre teorie concernenti varano giganti con denti affilati e lontre super con zanne sporgenti , almeno quella della tigre dai denti a sciabola se non altro fa' riferimento a qualcosa di realmente esistito , anche se ufficialmente scomparso.
da valerio
#4438
Rileggendo il mio ultimo messaggio , mi sono accorto di aver scritto che " occasionalmente i leoni E I LEOPARDI attaccano gli ippopotami..........naturalmente , volevo dire solo i leoni , e mi sono confuso : per quanto un leopardo è un felino forte in relazione alla sua taglia , un ippo resta decisamente fuori della sua portata , mentre i leoni ( comunque solo in certi casi ) possono abbatterlo . I'm sorry : Wink :
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da Mauro
#4439
Una delle poche prove "solide" in merito è il celebre bisonte delle steppe (Bison priscus) ritrovato in eccellente stato di conservazione in una miniera dell'Alaska e soprannominato Blue Babe.

Come già detto in passato, Blue Babe venne "surgelato" dopo la morte, una morte violenta. Un dente trovato piantato nelle sue carni ha permesso di stabilire l'identità dei predatori: un gruppo di leoni americani (Panthera atrox o P. leo atrox a seconda di chi chiediate e del giorno della settimana).
Ciò che è più interessante è che l'analisi delle ferite ha permesso di confermare che le ferite combaciano quasi perfettamente con quelle dei bufali africani (Syncerus caffer) uccisi dai moderni leoni africani. Per aggiungere dettagli, il consenso comune è che la predazione sia stata opera di un piccolo gruppo di leoni, 3 o 4 al massimo.

Blue Babe risale ad un periodo ben posteriore a quello in cui vivevano i Macairodontini ma ci da comunque preziose informazioni sul modus operandi dei grossi felini quando attaccano grandi erbivori.
Per quanto Homotherium fosse un predatore di dimensioni veramente imponenti (si parla di un peso medio per gli adulti di 250-300kg), la sua dieta strettamente basata sui proboscidati implica che operasse perlomeno in piccoli gruppi... un mammut era di dimensioni decisamente superiori a quelle di un moderno elefante africano. Parliamo di un peso stimato di 7-9 tonnellate contro le 3-5 dei moderni proboscidati.
E' difficile immaginare che un Homotherium da solo potesse sopraffarre un mammut, o anche solo separare un cucciolo dalla madre (o dal branco).

Per tornare agli ippopotami, occasionalmente (e non uso questo termine a caso) i cuccioli vengono predati da leoni, iene e coccodrilli. Si tratta però di eventi eccezionali: si può parlare di predazione d'opportunità, generalmente quando per un motivo o per l'altro il cucciolo viene separato dal branco. Gli adulti, anche se isolati, vengono generalmente evitati accuratamente dai predatori per via delle loro dimensioni e, soprattutto, pessimo carattere. A differenza di molti altri erbivori l'ippopotamo attacca attivamente i predatori, ben prima di sentirsi minacciato.
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