- 07/07/2011, 20:04
#1168
Recentemente mi sono procurato il capolavoro di Herman Melville "Moby Dick", che non avevo mai letto, ma a un certo punto nella lettura mi sono imbattuto in un episodio alquanto criptozoologico (no, non è quello del calamaro di cui si parlava tempo fa).
In una digressione sull'effettiva capacità del capodoglio di affondare una nave, oltre a fornire parecchi esempi contemporanei, l'autore narra di un enigmatico passo dello storico bizantino Procopio.
Questi racconta che ai tempi di Giustiniano fu catturato nel Mar di Marmara un gigantesco mostro marino (ma non si specifica la specie) che a quanto pare aveva affondato parecchie navi nella zone negli ultimi cinquant'anni.
Ora, poichè Procopio è in generale un autore estremamente preciso ed affidabile, per Melville non c'è motivo di dubitare della veridicità del mostro, che lui identifica,per la sua tendenza ad attaccare le navi, con un capodoglio.
Egli afferma che questa specie, essendo quasi inesistente nel Mediterraneo (nonostante in realtà siano spesso avvistati nel Santuario dei Cetacei del Tirreno e in altre zone d'Italia) poteva facilmente sembrare un mostro agli antichi.
Cosa ne pensate? Siamo sicuri che anche in questo Procopio sia assolutamente da prendere per oro colato?
Insomma, gli storici di quella e altre epoche non disdegnavano affatto di abbellire le loro opere con coloriti racconti, vuoi a scopo esemplificativo-morale vuoi a scopo ricreativo.
Inoltre, pur sapendo che i Cetacei sono assai longevi e che spesso i vecchi capodogli maschi tendono a rimanere in aree specifiche, se mai c'è stato un "mostro", siamo sicuri che sia stato sempre lo stesso per cinquant'anni? O magari gli si attribuivano anche affondamenti dovuti a tutt'altre cause?
E infine, corrisponde a verità l'asserzione di Melville secondo cui nel Mar di Marmara si sono trovati Cefalopodi di cospicue dimensioni che potevano dare sostentamento al capodoglio-mostro?
In una digressione sull'effettiva capacità del capodoglio di affondare una nave, oltre a fornire parecchi esempi contemporanei, l'autore narra di un enigmatico passo dello storico bizantino Procopio.
Questi racconta che ai tempi di Giustiniano fu catturato nel Mar di Marmara un gigantesco mostro marino (ma non si specifica la specie) che a quanto pare aveva affondato parecchie navi nella zone negli ultimi cinquant'anni.
Ora, poichè Procopio è in generale un autore estremamente preciso ed affidabile, per Melville non c'è motivo di dubitare della veridicità del mostro, che lui identifica,per la sua tendenza ad attaccare le navi, con un capodoglio.
Egli afferma che questa specie, essendo quasi inesistente nel Mediterraneo (nonostante in realtà siano spesso avvistati nel Santuario dei Cetacei del Tirreno e in altre zone d'Italia) poteva facilmente sembrare un mostro agli antichi.
Cosa ne pensate? Siamo sicuri che anche in questo Procopio sia assolutamente da prendere per oro colato?
Insomma, gli storici di quella e altre epoche non disdegnavano affatto di abbellire le loro opere con coloriti racconti, vuoi a scopo esemplificativo-morale vuoi a scopo ricreativo.
Inoltre, pur sapendo che i Cetacei sono assai longevi e che spesso i vecchi capodogli maschi tendono a rimanere in aree specifiche, se mai c'è stato un "mostro", siamo sicuri che sia stato sempre lo stesso per cinquant'anni? O magari gli si attribuivano anche affondamenti dovuti a tutt'altre cause?
E infine, corrisponde a verità l'asserzione di Melville secondo cui nel Mar di Marmara si sono trovati Cefalopodi di cospicue dimensioni che potevano dare sostentamento al capodoglio-mostro?
