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Melville e il mostro marino di Procopio - criptozoo.com
Recensioni, commenti e critiche ai libri criptozoologici.
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#1168
Recentemente mi sono procurato il capolavoro di Herman Melville "Moby Dick", che non avevo mai letto, ma a un certo punto nella lettura mi sono imbattuto in un episodio alquanto criptozoologico (no, non è quello del calamaro di cui si parlava tempo fa).
In una digressione sull'effettiva capacità del capodoglio di affondare una nave, oltre a fornire parecchi esempi contemporanei, l'autore narra di un enigmatico passo dello storico bizantino Procopio.
Questi racconta che ai tempi di Giustiniano fu catturato nel Mar di Marmara un gigantesco mostro marino (ma non si specifica la specie) che a quanto pare aveva affondato parecchie navi nella zone negli ultimi cinquant'anni.
Ora, poichè Procopio è in generale un autore estremamente preciso ed affidabile, per Melville non c'è motivo di dubitare della veridicità del mostro, che lui identifica,per la sua tendenza ad attaccare le navi, con un capodoglio.
Egli afferma che questa specie, essendo quasi inesistente nel Mediterraneo (nonostante in realtà siano spesso avvistati nel Santuario dei Cetacei del Tirreno e in altre zone d'Italia) poteva facilmente sembrare un mostro agli antichi.
Cosa ne pensate? Siamo sicuri che anche in questo Procopio sia assolutamente da prendere per oro colato?
Insomma, gli storici di quella e altre epoche non disdegnavano affatto di abbellire le loro opere con coloriti racconti, vuoi a scopo esemplificativo-morale vuoi a scopo ricreativo.
Inoltre, pur sapendo che i Cetacei sono assai longevi e che spesso i vecchi capodogli maschi tendono a rimanere in aree specifiche, se mai c'è stato un "mostro", siamo sicuri che sia stato sempre lo stesso per cinquant'anni? O magari gli si attribuivano anche affondamenti dovuti a tutt'altre cause?
E infine, corrisponde a verità l'asserzione di Melville secondo cui nel Mar di Marmara si sono trovati Cefalopodi di cospicue dimensioni che potevano dare sostentamento al capodoglio-mostro?
#1169
Capitolo 45, giusto?
Penso che la citazione da Procopio provenga dall'ottavo libro del suo opus magnus Sulle Guerre. Sfortunatamente mentre gli altri libri sono di facilissima reperibilità (si trovano anche sul Project Gutenberg) l'ottavo libro è abbastanza difficile da procurarsi. Che sappia l'ultima edizione integrale italiana (Einaudi) risale al 1977, poi sono stati pubblicati solo estratti. Se qualche anima caritatevole vuole guardare nei ctaloghi delle biblioteche pubbliche della sua zona... : Wink :
#1170
Sì, capitolo 45, "Testimonianze", anche se a volte ho la sensazione che Melville tenda a vedere capodogli ovunque (esempio la testimonianza di Wafer che secondo me si attaglia di più a un terremoto sottomarino che a una collisione con un cetaceo).
#1183
L'episodio della balena è riferito da Procopio nel III libro de "La guerra gotica". Lo riporto per esteso, precisando che l'edizione utilizzata è quella citata nel messaggio di Mauro:
Procopio di Cesarea (a cura di Marcello Caveri, 1977):
Le Guerre. Persiana, Vandalica, Gotica
Einaudi: pp. LI, 847
L'articolazione originale dei libri, autonoma per ognuna delle guerre, è qui raggruppata in otto libri complessivi, con il III della gotica corrispondente al VII dell'edizione italiana, più precisamente al capitolo 29 (pagg. 612-613).

"Fu pure in quei giorni che venne catturata la grossa balena che i Bizantini chiamavano Porfirio. Questo mostro marino già da una cinquantina di anni dava fastidio a Bisanzio e alla città vicine, non in continuità, veramente, ma comparendo e scomparendo, come capitava, anche a lunghi intervalli. Essa aveva già fatto naufragare molte imbarcazioni o almeno provocato terrore tra i passeggeri, costringendoli ad allontanarsi notevolmente dalla loro rotta. La cattura di questo mostro era perciò divenuta un problema importante per l'imperatore Giustiniano, ma egli non trovava la maniera di mandare a termine il suo proposito.Ed ecco come finalmente avvenne che si poté catturarlo.
Un giorno che sul mare regnava una profonda calma, un grosso branco di delfini si spinse fino all'imboccatura del Ponto Eusino; ma, scorta all'improvviso la balena, essi fuggirono rapidamente dove ciascuno meglio poteva. La maggior parte però si diresse verso la foce del Sangari (Sakarya nehri, fiume Sakarya, n.d.t.), e qui la balena riuscì ad afferrarne alcuni e li divorò immediatamente. Poi, forse spinta ancora dalla fame, o soltanto per istinto aggressivo, continuò ugualmente a inseguire gli altri, e senza accorgersene giunse vicino a terra e capitò in un punto paludoso, piuttosto profondo, in cui, per quanto si sforzasse, agitandosi tutta, di liberarsi, non riuscì in alcun modo di uscir fuori da quella melma, ma continuò ad affondare sempre più. Tutti gli abitanti dei dintorni, appena questo fatto venne a loro conoscenza, subito accorsero sul posto e si diedero a colpirla ripetutamente da ogni parte con asce; ma non riuscirono ad ucciderla e dovettero tirarla fuori con grosse corde. La issarono sopra alcuni carri, e trovarono che aveva una lunghezza di circa trenta cubiti e una larghezza di dieci (circa 13 metri per 4,50, n.d.t.) Allora, formati dei gruppi, se la divisero in parti uguali, e taluni ne mangiarono subito la carne, mentre altri preferirono conservare e far disseccare la parte che era loro toccata".

Eugenio
#1184
Grazie, grazie mille.
Le dimensioni e il temperamento aggressivo verso le navi farebbero pensare forse a un capodoglio, ma il particolare dei delfini mi torna poco: quando mai si è visto un capodoglio predarli?
#1185
In effetti, le dimensioni non sono rapportabili a quelle di altri Odontoceti se non al capodoglio. Va peraltro sottolineato che nel Mar Nero (è di quel bacino che si tratta, un tempo denominato Ponto Eusino, e non del Mar di Marmara; nel Mar Nero sfocia, infatti il Sakarya) il capodoglio non risulta segnalato. Quanto alla predazione, i delfini non rientrano certo nella dieta abituale di questa specie: va tuttavia segnalato che nel 1998 è stato osservato un esemplare attaccare uno squalo Megachasma pelagios (www.flmnh.ufl.edu/fish/Sharks/Megamouth/Mega13.htm), specie che raggiungere i 5 m di lunghezza. Non sappiamo, del resto, come potrebbe alterarsi il comportamento alimentare di un capodoglio qualora riuscisse a entrare, superando due stretti, in un bacino pressoché chiuso come il Mar Nero, in grado di offrire specie ben diverse da quelle regolarmente predate.
Eugenio
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