Pesci e altri organismi marini.
da valerio
#5096
Qual'è la situazione del calamaro gigante in Italia ? Ergo, a parte i due tipi di calamaro noti alla scienza ( calamaro diamante e totano comune , di cui ho visto delle foto anche a Capri , con un pescatore subacqueo che ne reggeva uno) , cosa ci puo' essere di vero dietro le segnalazioni di Architeutis anche nei nostri mari ?

In effetti , la Scilla omerica potrebbe riferirsi ad un cefalopode ignoto ( od anche ad una mitizzazione del totano comune , perchè no) . Tra l'altro , restando in campo mitologico , mi sono spesso chiesto se la teoria avanzata da un ricercatore italiano sulla possibilità che l'Odissea fosse ambientata nei mari scandinavi avesse almeno un punto a suo favore nella descrizione di Scilla che fa pensare all'Architeutide...

Ma restando dalle nostre parti ,cosa ne pensate ? Possono esistere una o piu' specie di calamari giganti nel Mare Nostrum ?

http://www.libertates.com/mostri-ditali ... iterraneo/
#5097
L'Architeuthis nel bacino del Mediterraneo è noto solo da una manciata di esemplari spiaggiati provenienti dall'Andalusia, il che potrebbe indicare che si tratta di esemplari accidentalmente entrati dallo Stretto di Gibilterra.

Tieni conto che il calamaro di Forbes (Loligo forbesii), parente stretto del calamaro comune (L. vulgaris) e presente nel Mediterraneo può superare i 90cm di lunghezza del mantello, che non sono affatto pochi.

Per quanto riguarda l'interpretazione di Scilla, qui bisogna fare un distinguo.
La Scilla omerica, ovvero sia come descritta nell'Odissea, è una sorta di dragone che viveva sulla roccia che ora porta il suo nome sul lato calabrese dello Stretto di Messina. Il mostro "pesca" gli sventurati sei marinai di Ulisse dal suo covo quando l'eroe ed i suoi uomini stanno affrontando Cariddi, senza alcun contatto coll'acqua.
Solo più tardi Scilla venne rappresentata come un mostro marino: le prime fonti che abbiamo sono alcune ceramiche dell'inizio del V secolo che la rappresentano con la coda di un ketos (mostro marino) ed il corpo di donna. Anche qui come colle sirene pare sia avvenuta qualche tipo di "trasformazione culturale" tra l'era omerica e quella classica.
Tralasciando l'infinita diatriba su quando e dove Omero sia vissuto o se se sia realmente esistito, ricordo solo che Erodoto (484-425 a.C.) si dice certo che Omero sia vissuto quattro secoli prima di lui. In quattro secoli di cose ne possono succedere...
#5098
Io ricordo anche una presunta serie di avvistamenti di un polpo gigante nel golfo di Policastro , in Calabria .... Ma a questo punto , considerando le dimensioni del polpo comune che possono eccedere in certi esemplari , mi chiedo se non vi sia stata un'esagerazione delle stesse . Ma quindi , a parer tuo , gli avvistamenti di cui si parla nell'articolo postato da me , a cosa si possono riferire ? Bufale , esagerazioni , o qualcos'altro?

Infine , mi viene un'idea : visto che l'uomo non rinuncia facilmente ai suoi miti , ideali di un mondo migliore , mi chiedo se il passaggio da Scilla come sorta di mostro terrestre a mostro marino , non possa essere stato favorito dal voler perpetuare una tradizione mitologica affidando ad un animale reale ( un calamaro over size ) , dunque una creatura realmente esistente , il ruolo di mitico terrore dei mari , laddove non esiste nella realtà nessun dragone o altro corrispettivo di terra . Passaggio , beninteso , ultra favorito dalla consueta , tipica tendenza dell'uomo a mitizzare e rendere colossale , favoloso , e con connotati prettamente fantastici , anche qualcosa di noto e tangibile ( un calamaro con un mantello di un metro di diametro nei secoli potrebbe essere divenuto qualcosa di eccezionalmente grande e feroce ...)
#5099
Voglio credere si tratti di esagerazioni e sviste in completa buona fede. : Wink :

Il metodo oramai standardizzato per la misurazione dei Teutidi (calamari) sono la lunghezza del mantello ed il peso.
L'articolo in questione parla di un calamaro "di 4-5 metri"... ma si riferisce alla lunghezza del solo mantello, a quella dalla punta del corpo all'estremità delle braccia o si includono anche i tentacoli?
Per dare un paio di esempi il nostro caro amico Architeuthis arriva generalmente (esemplari più grandi sono stati occasionalmente ripresi ma si tratta di casi eccezionali) a 2,20m di mantello cui sommare 2,30m di braccia per un totale di 4,50m. Ed il più grande calamaro confermato, un Mesonychoteuthis hamiltoni preso in Antartide da un peschereccio neozelandese nel 2007, aveva una lunghezza dalla punta del corpo all'estremità delle braccia di 4,50cm. Pesava però 495kg, contro i 250kg degli Architeuthis di maggiori dimensioni. Un bel "ciccione". : Chessygrin :

Insomma... i numeri dell'articolo mi sembrano veramente sparati a casaccio.

In tutta onestà io continuo a ritenere che spesso si voglia vedere troppa "realtà" in Omero.
Che sia esistito o meno, poco importa: ciò che a noi importa è che i suoi poemi epici sono l'eco di un'era per cui abbiamo poco o nulla d'altro di scritto. Sia che Omero fosse un solo uomo sia che fosse un "collettivo" di aedi (l'ipotesi preferita del mio professore di greco al liceo), resta il fatto che come Ferdowzi ha raccolto e rielaborato sia materiale poetico che materiale storico precedente, fondendolo e trasformandolo in un'unica epica.
Il materiale collato da Omero include storia e miti che coprono almeno due secoli su cui sappiamo veramente poco o nulla. A questo vanno aggiunti i secoli successivi, in cui il testo omerico è stato decisamente interpolato (quali passaggi sono interpolati è e sarà sempre oggetto di feroci dispute) ed ha raggiunto la sua forma definitiva, quella nota a noi, poco prima della nascita di Erodoto, quindi sul finire del VI secolo.
In Omero ci sono dentro non meno di quattro secoli di miti, storia, leggende, poesia e chi più ne ha più ne metta. Scoprire cosa ci fosse effettivamente dietro Scilla è difficile come scoprire perché la descrizione delle armi di Achille forgiate da Efesto è così assurdamente dettagliata.
#5122
valerio ha scritto:
21/08/2016, 0:58
In effetti , la Scilla omerica potrebbe riferirsi ad un cefalopode ignoto ( od anche ad una mitizzazione del totano comune , perchè no) . Tra l'altro , restando in campo mitologico , mi sono spesso chiesto se la teoria avanzata da un ricercatore italiano sulla possibilità che l'Odissea fosse ambientata nei mari scandinavi avesse almeno un punto a suo favore nella descrizione di Scilla che fa pensare all'Architeutide...
Io rispondo solo a questo: non c'è niente di neanche lontanamente probabile in quella teoria, come quella in cui l'Odissea si svolse nel Danubio :D