Insetti, Aracnidi e Miriapodi.
#5065
Notizia da Ravenna:
http://www.ravennatoday.it/cronaca/ragn ... fiche.html
In serata altre testate hanno descritto gli animali come "neri", "grossi", "pelosi", e hanno riferito che nella località di partenza della nave, Taganorg nella Russia europea meridionale, l'anno scorso era stata scoperta una specie pericolosa, appartenente alla famiglia delle vedove nere. Come si vede, le informazioni sono disparate e contraddittorie, si attende la risposta dell'Istituto Zooprofilattico di Reggio Emilia domani.
#5068
Allarme rientrato: si tratta di Nuctenea, un genere non pericoloso e diffuso anche in Europa meridionale. Non ho mai approfondito l'aracnologia, anche perché affetto da un certo grado di aracnofobia, ma mi sembra che sul genere non si siano compiuti recentemente studi. La nave è stata disinfestata e le operazioni di scarico sono riprese. Non so quanto efficace sia la disinfestazione; assenza di pericolosità per l'uomo a parte, se la specie (N. umbrata?) non è autoctona sul territorio ravennate, anche pochi esemplari che giungessero a terra possono costituire l'avanguardia di una futura popolazione, con i problemi che l'ecologia dell'invasione pone quasi sempre quando avviene una colonizzazione. Da queste parti è successo con i bivalvi Scapharca inaequivalvis e Tapes philippinarum: il ricostituirsi di equilibri con una ripresa delle specie autoctone in alcuni casi è stata rapida (la colonizzazione non ha avuto successo; è stato il caso del gasteropode Rapana venosa), in altri (Scapharca) ci sono voluti trent'anni buoni, mentre Tapes decussatus è quasi completamente scomparso.
Qualcuno può fornire informazioni su Nuctenea?
#5069
Durante la lezione di aracnologia all'università, anni fa, il professore ci aveva spiegato che nel porto di Amburgo viveva una popolazione vitale di una specie esotica di tarantola. Gli animali in questione erano, con tutta probabilità, arrivati assieme ai carichi di banane.
Non so quale sia la situazione attuale.
#5071
State tranquilli: se c'è un ragno, autoctono o meno, nella zona viene a mordere me. Giuro che non so cosa ho fatto agli aracnidi per meritarmi il loro odio, ma mi usano come fossi un puntaspilli.

Detto questo mi sembra il classico caso di chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati: alcuni di voi conosceranno il tarlo asiatico (Anoplophora chinensis) che i suoi bei danni in Lombardia li sta facendo. Ebbene, per quanto sia stato rivenuto per la prima volta sul territorio di Parabiago, è quasi certo che l'origine sia la dogana di Busto Arsizio, ove viene processata parte dei carichi provenienti dal terminal cargo dell'aeroporto della Malpensa.
Contrariamente alla leggenda metropolitana che vuole questo cerambice giunto fino a noi in un bonsai, l'origine è quasi sicuramente qualche cassa di legno usata per l'imballaggio proveniente da Indonesia o Malesia e non fumigata all'origine come disposto dalle norme UE.