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da valerio
#5762
Il vocabolo latino taranta o tarantula non deriva, come si sarebbe portati a credere, dal latino classico; le sue prime attestazioni si ritrovano, al contrario, nel latino medievale. Una delle più antiche menzioni di un animale con questo nome, non meglio identificato, si ritrova nella Storia delle Spedizioni a Gerusalemme di Alberto Equense, in cui si riporta che l'esercito crociato accampato presso il fiume Eleutheros (oggi Nahr el-Kebir, in Siria) soffrì molto per il tormento del morso delle tarante che infestavano le sue sponde. ( da Wikipedia ) .

Sto leggendo sulla taranta e i tarantolati , e mi chiedo , riguardo la nota che ho postato sopra , se possano essere coinvolti i solifugi negli attacchi ai crociati.
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da Mauro
#5765
Ti riferisco quanto mi è stato detto ai tempi sui cronisti medievali: la maggior parte di loro erano ecclesiastici con poca (o nulla) esperienza di quanto stavano scrivendo, che poteva variare dalle genealogie dinastiche alle campagne militari in terre lontane, come appunto in questo caso.
A questo aggiungiamo il tipico difetto stilistico tardo-latino, ovvero sia la tendenza all'esagerazione per enfatizzare un concetto (in questo caso le privazioni e sofferenze degli eserciti crociati), ed infine un problema comune fino a tempi relativamente recenti, ovvero sia la difficoltà di avere fisicamente disponibili le fonti originali nel momento in cui si metteva la penna su pergamena, carta o papiro. Questo significava spesso e volentieri dover citare altri autori a memoria, con tutti i rischi che questo comportava.

A questo vogliamo anche aggiungere un altro rischio di cui era già ben al corrente Erodoto, ovvero sia le traduzioni. Non tutti i cronisti medievali avevano una conoscenza della lingua latina pari a quella di Virgilio, Seneca e Vegezio. La maggior parte scrivevano in un latino che varia dall'affannoso all'esecrabile. Tradurlo è spesso tanto difficoltoso da necessitare appositi studi e lunghe comunicazioni con liguisti altamente specializzati.

Per via di queste considerazioni io invito sempre alla massima cautela quando si riprendono passi provenienti da cronisti medievali, anche quando non si parla di vicende inverosimili quali quelle in cui era maestro Goffredo di Monmouth.