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Io vivo nel parco nazionale d'Abruzzo e alcuni anziani degli anni '80 descrivevano l'orso bruno come un essere umano. Aveva l'aspetto di un uomo. Era considerato come un uomo selvatico. Cammina con due zampe, capisce le parole delle persone, quindi bisognava stare attenti di come si parlava. L'orso poteva capire i nostri discorsi e quindi aggredirci. Una donna anziana mi raccontò che una volta un orso in una contrada sperduta in mezzo alle montagne che si trova a 980 metri d'altezza andò a bussare con violenza alla porta della sua casa. Mamma e figlia erano spaventati e riempirono un cesto di pane e formaggio e lo fecero scendere dalla finestra dal secondo piano con l'aiuto di una fune. Il plantigrado prese il cesto e lo portò via. Questa signora mi ha raccontato pure che un orso tanti anni fa aveva portato via una bambina e l'allattava. I genitori non riuscivano a trovarla. Con l'aiuto della gente del villaggio alla fine trovarono la bambina che dormiva e allattava tra le braccia dell'orsa in una caverna. Il plantigrado stava dormendo così fecero segno alla bambina di star zitta. Uno delle persone si avvicinò con calma e in silenzio e riuscirono a portare via la bambina senza svegliare la bestia. Quando io facevo le passeggiate insieme a questa signora nei boschi e io parlavo dell'orso lei si terrorizzava perché era convita che se l'animale avesse sentito pronunciare la parola orso ci avrebbe aggredito!!!! Io penso che era ancora terrorizzata per l'orso che aveva cercato di romperle la porta di casa. Un boscaiolo mi raccontava spesso che l'orso era un animale fortissimo e aveva una pelle robusta che era difficile uccidere. Bisognava colpirlo moltissime volte con i proiettili per quanto era dura la pelle. Mi ha detto anche che non sono pericolosi e non bisogna mai infastidirli per esempio lanciando loro le pietre; anche il boscaiolo mi ha detto che somiglia a un uomo. Mi ha detto anche che può lanciare le pietre perché ha le mani.
Due anziani mi hanno raccontato, sempre negli anni '80, una famiglia, anni prima, era andata a fare la legna e un orso uscì dalla folta vegetazione e iniziò ad aiutarli a fare la legna. Spezzava i giovani alberi e li mandava giù per quanta forza aveva e spezzava i tronchi che stavano già per terra. Era molto forte. Non era considerato un animale feroce per l'uomo. Quanto voleva poteva venire ad aiutarlo a fare la legna; anche questi anziani hanno raccontato che somiglia a un uomo e che ha le mani per spezzare la legna. Qualche pastore e alcuni pellegrini che andavano al santuario di Canneto raccontavano che gli orsi erano capaci di lanciare i sassi dai dirupi fino giù alla strada dove stavano percorrendo con il rischio di essere colpiti. Tutti dicono soprattutto i pastori che gli orsi non sono animali feroci e pericolosi per l'uomo. L'importante è non infastidirlo. Non è come il lupo che può sbranare tutto il gregge. L'orso ne uccide una e lo carica sulle spalle e se ne va.
Oggi ancora è molto diffusa la credenza che il cervone porta sulla testa un diamante, nulla può cambiare l'idea , nemmeno i libri scientifici. Rispondono che quello che è scritto sui i libri è un altro animale.
La faina e la donnola possono diventare sottili fino a entrare nel buco della serratura per poi uccidere tutte le galline. La faina e la donnola succhiano il sangue e lasciano le prede per terra. Penso che queste due ultime descrizioni rispondono a realtà. La donnola viene chiamata can pezziglie. Io quando ero piccolo, vivevo con mia nonna avevamo le galline; a volte trovavamo le galline morte e avevano due buchi al collo. Mia nonna diceva che era stata la faina che era riuscita ad attraversare il buco della serratura, oppure sotto la porta e aveva succhiato il sangue delle vittime. Io stesso sono stato testimone; infatti avevano due buchi al collo. Non erano stati mangiati. Mia nonna chiudeva tutte le fessure con stracci e buste di plastica sia lo spazio molto ristretto che separava il portone di legno con il pavimento e sia il buco della serratura che veniva chiusa con una grossa chiave in ferro massiccio. La chiave era quella di una volta di ferro e molto grande nulla a che fare con le piccole chiavi di oggi. Il sistema pareva che funzionava. Infatti i predatori non entravano più da quando mia nonna adottò gli stracci per chiudere il buco della serratura e il piccolo e stretto spazio che separava il portone del pollaio dal pavimento. La donnola viene chiamata can pezziglie.
La scienza e la televisione hanno svelato quasi tutta la verità della natura e della scienza facendo così scomparire i misteri che erano una cosa affascinante che avvicinavano le persone alla natura stimolando la curiosità. Un po’ di mistero fa essere la vita più divertente e curiosa.
Un altro signore, che ora è purtroppo morto, mi ha raccontato fino a circa 10 anni fa l'esistenza di un serpente con due teste una quella davanti e un'altra al posto della coda. Lui era emigrato in Venezuela dove allevava le galline. Lui aveva messo sotto alcool questo serpente del Sud America che serviva a curare molte malattie. Lui beveva un sorso di questo alcool dove era stato messo il rettile diceva che gli faceva bene. Di che serpente si tratta?
Ultima modifica di cranyc il 27/07/2020, 14:57, modificato 5 volte in totale.