Ora di sicuro mi becco uno sputo in un occhio ma, mi pare di capire che anche il bigfoot sia stato tirato in ballo più volte da ufologi e ricercatori del paranormale (a proposito, curiosa la teoria dei tulpa). E non era il famoso Jacques Vallee che aveva ipotizzato che tutte queste creature "impossibili" (alieni inclusi) in realtà non fossero altro che manifestazioni corporee tridimensionali che alcuni fantomatici esseri superiori materializzano allo scopo di farsi beffe di noi? Insomma, la teoria dei "tricksters", no?
Lo so che tutto ciò non c'entra una beneamata con la criptozoologia, ma il punto è che anch'io faccio un po' di fatica a capire dove esattamente si debba tracciare una linea tra criptidi e paracriptidi, e come si decida
cosa va da
quale parte. Lorenzo accennava prima al criterio della plausibilità biologica, che a me però sembra difficile da quantificare oggettivamente, e poi come la mettiamo col "fattore umano"? Cosa ci vieta di dire, tanto per fare un esempio a caso (

), che dietro al famigerato succiacapre non si nasconda un qualche misterioso felino che la superstizione popolare ha poi trasformato nel raccapricciante mostriciattolo con cui il grande pubblico è ormai familiare? Se si ammette per un momento che una cosa del genere è possibile, ecco che di colpo anche il più impresentabile dei paracriptidi, può rientrare nel discorso...
Per la cronaca, a me il cippalippa fa pure venire il latte alle ginocchia, ma questa distinzione tra veri criptidi e pseudo tali, non mi è mai tornata del tutto. La accetto solo per amor della pace e per rispetto del padrone di casa.
P.S. E ora fate del vostro peggio, che tanto nel frattempo mi sono riparato dietro i miei mitici occhiali da sole stile Matrix.
