Teoria, progetti, segnalazioni, avvisi e pensieri a ruota libera.
da valerio
#4480
Salve ragazzi , volevo chiedervi cosa ne pensate del fatto che animali erbivori come gli ippopotami o i cani della prateria occasionalmente mangino i loro simili , vuoi per esigenze alimentari dovute alla siccità , vuoi per rendere la femmina nuovamente fertile ed altro ancora.
Mi spiego meglio : com'è possibile che animali dalla dieta erbivora assimilino , seppur una tantum , della carne ? Come mai il loro organismo ed il loro intestino non ne risentono? E perchè , a questo punto , se non ne risentono , tale cannibalismo e' occasionale e non , al limite , un po' + regolare ?
C'è questo articolo del National Geographic corredato da foto che ritraggono due ippo mentre si cibano della carcassa di un loro simile , oltre alla notizia di un caso , risalente al 1999 , in cui un'impala era stata inseguita ed uccisa da questi animali per poi essere mangiata . La velocità di un ippopotamo , nonostante la mole , è notevole , ma oltre le zanne , non hanno zampe prensili o comunque adatte a bloccare la preda , per cui è un episodio particolare .
Voi che ne pensate ? http://www.nationalgeographic.it/natura ... /?ref=fbng
#4481
Non sono di certo un esperto.

Ma carnivori si sono evoluti da erbivori e viceversa.

E in qualche modo l'avranno pur fatto.

Non credo che la dieta sia qualcosa di così dogmatico ecco.

Ma dopo risponderanno gli esperti XD
Avatar utente
da Mauro
#4482
Anni ed anni or sono, i giardini zoologici di tutto il mondo avevano un grosso problema: i loro gorilla avevano una forte tendenza alla coprofagia che, come sappiamo bene, nei primati superiori può provocare seri problemi di salute. All'inizio si sopettava un problema comportamentale ma un custode in uno zoo riferì di avere visto un maschio catturare un topo entrato nella sua recinzione e di averlo mangiato con gran gusto mentre gli altri membri del gruppo lo guardavano con grande curiosità. Il problema era quindi di nutrizione, ma quale?
Studi successivi sulla nutrizione dei gorilla allo stato selvatico hanno evidenziato che i gorilla hanno una dieta costituita al 97% da materia vegetale e al 3% da invertebrati: principalmente bruchi e termiti per i gorilla di pianura e lumache e larve per quelli di montagna. Non si tratta di ingestione accidentale: i gorilla cercano attivamente questi invertebrati per mangiarli.
Il problema della coprofagia (causato dalla disperata ricerca di proteine animali) negli zoo è stato quindi risolto introducendo piccole quantità di insetti, larve e lumache nella dieta dei gorilla.

Nel caso citato degli ippopotami, il problema è diverso. Il sistema digestivo di questo animale non può digerire carne: non si tratta quindi di integrazione della dieta. L'ipotesi più accreditata al momento è che si tratti di un "sottoprodotto" occasionale della forte aggressività che caratterizza la specie, forse unita a disturbi mentali e/o comportamentali. Non voglio neppure aprire il capitolo sulle malattie mentali negli animali! : Chessygrin :

E' stato suggerito anche che l'ematofagia osservata in alcune specie di mircrochirotteri (i Desmodini ad esempio) sia l'evoluzione del comportamento osservato di alcuni volatili di nutrirsi dei parassiti cutanei dei grandi mammiferi. Recentemente si è scoperto che le Bufaghe, lungi da svolgere un utile servizio di "pulizia" per zebre, bufali, giraffe ed altri animali, causano volontariamente coi loro becchi piccole ferite cutanee da cui bere il sangue.
da valerio
#4483
Caspita.... La natura fa degli scherzi particolari . Ma , Mauro , per quanto riguarda altri erbivori( conigli , cani della prateria , ma anche bovidi come il markhor ( Capra falconeri ) dell'Asia Centrale che si dice mangi anche i serpenti ) , che spiegazioni sono state proposte per spiegare l'occasionale cannibalismo e/o il consumo di carne ?
Avatar utente
da Mauro
#4484
valerio ha scritto:Caspita.... La natura fa degli scherzi particolari . Ma , Mauro , per quanto riguarda altri erbivori( conigli , cani della prateria , ma anche bovidi come il markhor ( Capra falconeri ) dell'Asia Centrale che si dice mangi anche i serpenti ) , che spiegazioni sono state proposte per spiegare l'occasionale cannibalismo e/o il consumo di carne ?
Ogni caso è diverso. E non sempre la scienza è in grado di darci le risposte che vorremmo.
Per fare un esempio il cannibalismo tra i criceti siriani (Mesocricetus auratus) non è mai stato spiegato in modo soddisfacente nonostante sia da decenni uno degli animali da laboratorio più diffusi al mondo.
I cani della prateria, invece, non sono cannibali in senso stretto, ma praticano frequentemente l'infanticidio: è stato osservato che alcune femmine tendono ad uccidere l'intera cucciolata delle loro parenti più prossime. La teoria al momento più convincente è che la competizione per le risorse in alcune popolazioni sia tanto intensa da favorire questo comportamento per aumentare le possibilità di successo delle prole.
Per i conigli pare che il cannibalismo sia in qualche modo innescato da problemi coll'acqua. Anche in questo caso le cause non sono affatto chiare ma secoli di esperienza hanno insegnato agli allevatori che per evitare che la femmina mangi i piccoli, nei periodi di caldo l'acqua va cambiata almeno due volte al giorno per evitare diventi troppo calda e quindi imbevibile per il coniglio. Lo faceva anche mio nonno coi suoi Giganti di Fiandra, quindi posso garantire che non è una leggenda metropolitana di recente invenzione.

Infine c'è il Marhor... quella sì che è una leggenda metropolitana! : Chessygrin :
#4486
Mi pare di capire che ci sono vari punti oscuri su questo argomento. In ogni caso , come diceva El Diablo , c'è stata nei milioni di anni un ' evoluzione da carnivori ad erbivori e viceversa. E a ben vedere , quando un animale , un qualsiasi animale , non manifesta nessun problema a nutrirsi di quello che l'uomo gli offre ( basti pensare ai colombi , che da ex divoratori di granaglie sono diventati da tempo immemorabile spazzini opportunisti che mangiano qualunque cosa gli si lanci , o i pesci del Mar Rosso amanti delle uova sode ) , allora e' + semplice inquadrare il problema del cannibalismo ( o consumo di carne che dir si voglia) adottato da varie specie , fermo restando le specifiche cause ( infanticidio , etc) di alcune di esse.
Certo è che , almeno per me , resta affascinante ed inquietante l'immagine dell'ippopotamo o scoiattolo carnivoro , perchè distante da quell'idea di ordine mentale prima ancora che naturale facente parte del mio background personale...
Voglio infine ricordare che , tra gli esempi passati di animali dalla dieta diversa dai loro discendenti , si annovera una specie di canguro carnivoro dell'Australia preistorica , nonchè tra quelle viventi lo iemosco delle foreste africane occidentali , che non disdegna di catturare pesciolini , secondo quanto da riportato da Giovanni Bellani nella sua splendida guida "Grandi mammiferi africani " : in quest'ultimo caso , essendo lo iemosco vicino ai suidi come caratteristiche anche fisiche , ben si comprende l'occasionale dieta proteica animale.