Teoria, progetti, segnalazioni, avvisi e pensieri a ruota libera.
da Gaucho
#4469
Ciao a tutti, sono iscritto ad una mail list di autori di ucronie, ovvero storie alternative a quella reale, e il prof. Boschetto, autore del sito Utopiaucronia, ha scritto questa divertente ed interessante storia che, sotto forma di articolo scientifico, prova ad immaginare alcune scoperte nel campo della criptozoologia. Che ne pensate?

BUNYIP AUSTRALIS, SULLA SCIA DEL NESSIOSAURO
Ricordate il telefilm svedese anni '70 "Karlsson sui tetti"? Esso, tratto da un racconto di Astrid Lingren, narrava la storia di una famigliola composta da mamma, papà e tre figli che abitano in un grande condominio sul cui tetto vive Karlsson, un personaggio strano e cicciottello che vola grazie ad un marchingegno a elica posto sulla schiena, attivabile premendo un bottone vicino all'ombelico. Karlsson fa amicizia con Svante detto Fratellino, il più piccolo della famiglia, che vola sulla sua schiena al di sopra dei tetti della città di Stoccolma, e poi racconta in casa le sue avventure vissute insieme al suo strano amico, ma nessun altro della famiglia riesce a vederlo. Tutti credono che questo Karlsson sia il suo amico immaginario, fino alla fine della serie, quando Svante si prenderà una bella rivincita e tutti gli crederanno. Bene, questa situazione si è ripetuta migliaia di volte nella storia della scienza. Spesso scienziati e storici hanno annunciato scoperte clamorose cui nessuno ha creduto, giungendo al punto di negare l'evidenza. Nessuno credette a Copernico prima e a Galileo poi, quando asserirono, prove alla mano, che è la Terra a ruotare attorno al Sole, e non viceversa. Tutti gli storici ripetevano ad Heinrich Schliemann che Troia non era mai esistita e che il conflitto cantato da Omero apparteneva solo alla leggenda, fino a che lo scienziato prussiano non disseppellì la leggendaria città di Priamo sulla collina di Hissarlik. Ed anche la tigre maltese, dal tipico manto color ardesia, era creduta esistere solo nelle leggende popolari cinesi, prima che l'esploratore americano Roy Chapman Andrews ne catturasse alcuni esemplari vivi nel 1924 nella provincia cinese del Fujian!
La stessa vicenda si è ripetuta anche per il Bunyip australiano, per secoli creduto solo un criptide da film horror o uno spirito maligno della tradizione religiosa degli Aborigeni. Del resto, il suo nome nella lingua dei nativi australiani significa semplicemente "demone": e perchè mai un "demone" dovrebbe trovare posto nella nomenclatura scientifica? I demoni che abitano gli stagni e attendono in agguato i poveri indigeni assetati per farne un solo boccone, appartengono al massimo al folclore tradizionale di popoli lontani anni luce dall'era tecnologica... E che dire delle loro grida raccapriccianti udite nelle notti senza luna, mentre divorano qualunque essere vivente osi avventurarsi nel loro territorio?
Ci sono tutti gli ingredienti per il classico film hollywoodiano dedicato ai cacciatori di orrendi mostri divoratori di fanciulle. Ma il film si è fatto realtà grazie al celebre esploratore australiano Stephen Irwin, 47 anni: grande divulgatore scientifico e documentarista noto in tutto il mondo per una serie di programmi televisivi di argomento naturalistico dal titolo "The Crocodile Hunter", i cui temi preferiti sono la vita e le abitudini dei coccodrilli e serpenti. Irwin era impegnato, insieme alla moglie Terri, in una campagna di esplorazione della Bruny Island, un'isola vergine situata lungo la costa sud-orientale della Tasmania, dalla quale è separata dal canale di D'Entrecasteaux; il suo scopo era quello di girare documentari sui serpenti che popolano l'isola, quando nella giungla tropicale si è imbattuto nella scoperta del secolo. Dalla fitta foresta che circonda Adventure Bay, ha visto uscire e ha filmato quelli che sembravano due rinoceronti lunghi almeno quattro metri, però privi di corna. Quando Irwin ha mostrato il filmato agli zoologi dell'Università tasmaniana di Hobart, essi hanno fatto letteralmente un salto sulla sedia, riconoscendo in quegli animali degli esemplari di diprotodonte.
Diprotodon australis è stato il più grande marsupiale mai esistito, una specie di vombato extralarge che faceva parte delle cosiddetta megafauna australiana, quel complesso di grandi vertebrati pleistocenici che abitavano il continente australiano fino a 40.000 anni fa, quando si estinse quasi totalmente. La colpa di questa estinzione di massa è di solito attribuita all’uomo, che raggiunse l’Australia proprio in quell'epoca, e sterminò tutte le specie marsupiali di grandi dimensioni, eccezion fatta per i canguri. Evidentemente però qualche esemplare è sopravvissuto nelle più remote isole che circondano la Tasmania. A questo punto, viene confermata la teoria avanzata da alcuni naturalisti, secondo cui il mito del Bunyip rappresenta un ricordo ancestrale dell'incontro tra i primi uomini giunti in Australia 400 anni fa e i giganteschi diprotodonti. Subito il governo federale di Canberra ha interdetto Bruny Island ai turisti e ha varato un piano di conservazione della specie, onde evitare la perdita definitiva di quello che viene considerato un vero e proprio tesoro naturalistico; in Australia il colossale marsupiale è stato adottato come un nuovo simbolo nazionale, e sebbene per gli zoologi la specie non abbia ufficialmente cambiato nome, il grande pubblico la ha ribattezzata Bunyip australis. Quanto a Steve Irwin, l'eccezionale scoperta lo ha reso in pochi giorni uno dei naturalisti più famosi del mondo, e il suo profilo Facebook è diventato uno di quelli col maggior numero di "amici".
L'eccezionale scoperta, che permetterà di conoscere meglio la megafauna della quale pullulava l'isola-continente all'epoca delle grandi glaciazioni, rappresenta la quarta grande "risurrezione" di una specie preistorica nei tempi moderni. Tornando indietro nel tempo, il primo caso è quello dello Yeti (dal tibetano "Yeh-teh", "Quello là"), che venne riconosciuto da Reinhold Messner come un plantigrado appartenente all'antica specie nota come Ursus spelaeus o orso delle caverne, vissuto in tutta l’Eurasia nel Pleistocene, ma oggi ridotto a sopravvivere sulle cime più alte dell'Himalaya; lo stesso Messner nel 2000 ne catturò alcuni esemplari. Il secondo caso è quello del celacanto o latimeria (Latimeria chalumnae), pescato per la prima volta in Sudafrica nel 1938 e creduto estinto da 300 milioni di anni: esso è un rappresentante della più antica linea evolutiva di pesci che si evolsero in quadrupedi terrestri, avendo le pinne collegate al corpo da assi ossei che rappresentano i progenitori delle zampe dei tetrapodi.
Ma sicuramente il "fossile vivente" più famoso è rappresentato dal Nessiosaurus humboldti, meglio noto al grande pubblico come il Mostro di Loch Ness. Sebbene le prime notizie su questo animale risalgano al 565, quando il monaco irlandese San Colombano di Iona descrisse l'orrenda fine di un abitante delle coste del Loch Ness, assalito ed ucciso da una "selvaggia bestia marina", uscita strisciando dalle acque, solo nel 1819 il grande esploratore e scienziato prussianoAlexander von Humboldt, nato nel 1769 e morto nel 1859, riuscì a catturarne un esemplare giovane, lungo circa due metri, verificando che non apparteneva alla classe dei mammiferi, ma a quella dei rettili, pur essendo omeotermo e viviparo. L'animale fu descritto da von Humboldt come « un serpente passato attraverso il corpo di una tartaruga », avendo un corpo massiccio dotato di pinne da cui si protendeva un lungo collo. Il paleontologo inglese William Conybeare riconobbe la somiglianza tra questo rettile acquatico e i fossili di plesiosauro scoperti da Mary Anning a Lyme Regis, nel Dorset, anche se rispetto agli esemplari mesozoici esso aveva subito una decisa evoluzione nella struttura delle ossa e dei polmoni. Fu proprio la scoperta dei rettili battezzati nessiosauri a dare deciso impulso alla teoria evoluzionistica, tanto che il paleontologo francese Georges Cuvier, fino a qui sostenitore del fissismo, cambiò idea e propugnò le teorie evoluzionistiche proposte da Jean-Baptiste Lamarck nel 1809 e poi perfezionate da Charles Darwin e da Hugo de Vries.
#4471
Stupefacente, degni di nota soprattutto Messner cacciatore di Yeti e Cuvier evoluzionista (il più inafferabile criptide comparso nel racconto).
P.S.: R.I.P Steve Irwin, non avrà scoperto il Bunyip, ma era comunque un mito.