Messaggi inerenti agli animali terrestri.
#3884
C.M. Wild ha scritto:Grande notizia! Speriamo sia dato a Roosmalen quel che è di Roosmalen!
Cozzuol mi ha scritto lasciando intendere che così non sarà : Wink :
#3888
Da quanto ho letto sull'articolo di Cozzuol pare che questa specie si sia evoluta quando l'Amazzonia era ancora "in formazione", ovvero quando tratti di foresta si alternavano ad ampie aree di savana. Non mi stupisce quindi che l'areale sia esteso nel nord-est del Brasile.
Sono però molto interessato a futuri syudi in merito all'ecologia di questo animale. : Thumbup :
#3890
Da quanto ho sentito, ci sono una serie di problemi.

Il primo è che, pare, che il materiale di Van Roosmalen sia di natura "mista" ovvero sia che includa alcune parti di uno scheletro di Tapirus terrestris (il comune tapiro sudamericano) immaturo.
Il secondo è che la descrizione di Van Roosmalen non è mai stata ufficialmente pubblicata. Mi sembra molto strano, dal momento che la descrizione formale del T, pygmaeus è stata pubblicata in una pubblicazione peer-reviewed (Bonner zoologische Beiträge, ora Bonn zoological Bulletin) che è universalmente accettata.
Il terzo sono i noti problemi di Van Roosmalen colle autorità brasiliane. Cozzuol lavora pur sempre per una università federale e non penso voglia finire nei guai dando credito ad una persona non grata.
Il quarto è che la tassonomia dei tapiri è al momento in revisione (tanto per cambiare). Come appare dai test di Cozzuol, T. terrestris andrebbe diviso in due clade, e al momento si sta discutendo se rispolverare il vecchio genus Acrocodia per i tapiri asiatici, dal momento che la distanza genetica sarebbe tale da giustificare questa "revisione".

Infine c'è un altro problema, molto più sottile. Originalmente Cozzuol ed i suoi colleghi avevano sottoposto il loro studio per la pubblicazione a Science e Nature. Il loro intento era non solo di fare il proprio dovere di scienziati ma anche di "mettere in vetrina" la biodiversità amazzonica su pubblicazioni che spesso finiscono nei dispacci delle grandi agenzie di stampa internazionali.
Purtroppo entrambi i giornali hanno "snobbato" l'umile T. kabomani, non tanto per via della scarsa qualità del lavoro (Journal of Mammalology è comunque una delle pubblicazioni di maggior prestigio nel campo della zoologia e non ha avuto nulla da ridire), quanto per motivi "politici".
Senza allungare troppo la storia, sia Science che Nature hanno di fatto due pannelli di revisione. Il primo è quello di una qualunque rivista scientifica peer-reviewed, il secondo è una sorta di "ufficio politico", che ha un peso superiore al primo.
Non è mistero che il governo brasiliano, per tutte le sue belle parole in campo di conservazione, non abbia troppa simpatia per i ricercatori che vanno in giro per il mondo a sensibilizzare il pubblico sulla biodiversità amazzonica che Brasilia sta devastando in nome del "progresso", nè per gli Indios che in mezzo a quella biodiversità ci vivono...
#3891
Mauro ha scritto:Da quanto ho sentito, ci sono una serie di problemi.

Il primo è che, pare, che il materiale di Van Roosmalen sia di natura "mista" ovvero sia che includa alcune parti di uno scheletro di Tapirus terrestris (il comune tapiro sudamericano) immaturo.
Il secondo è che la descrizione di Van Roosmalen non è mai stata ufficialmente pubblicata. Mi sembra molto strano, dal momento che la descrizione formale del T, pygmaeus è stata pubblicata in una pubblicazione peer-reviewed (Bonner zoologische Beiträge, ora Bonn zoological Bulletin) che è universalmente accettata.
Il terzo sono i noti problemi di Van Roosmalen colle autorità brasiliane. Cozzuol lavora pur sempre per una università federale e non penso voglia finire nei guai dando credito ad una persona non grata.
Il quarto è che la tassonomia dei tapiri è al momento in revisione (tanto per cambiare). Come appare dai test di Cozzuol, T. terrestris andrebbe diviso in due clade, e al momento si sta discutendo se rispolverare il vecchio genus Acrocodia per i tapiri asiatici, dal momento che la distanza genetica sarebbe tale da giustificare questa "revisione".

Infine c'è un altro problema, molto più sottile. Originalmente Cozzuol ed i suoi colleghi avevano sottoposto il loro studio per la pubblicazione a Science e Nature. Il loro intento era non solo di fare il proprio dovere di scienziati ma anche di "mettere in vetrina" la biodiversità amazzonica su pubblicazioni che spesso finiscono nei dispacci delle grandi agenzie di stampa internazionali.
Purtroppo entrambi i giornali hanno "snobbato" l'umile T. kabomani, non tanto per via della scarsa qualità del lavoro (Journal of Mammalology è comunque una delle pubblicazioni di maggior prestigio nel campo della zoologia e non ha avuto nulla da ridire), quanto per motivi "politici".
Senza allungare troppo la storia, sia Science che Nature hanno di fatto due pannelli di revisione. Il primo è quello di una qualunque rivista scientifica peer-reviewed, il secondo è una sorta di "ufficio politico", che ha un peso superiore al primo.
Non è mistero che il governo brasiliano, per tutte le sue belle parole in campo di conservazione, non abbia troppa simpatia per i ricercatori che vanno in giro per il mondo a sensibilizzare il pubblico sulla biodiversità amazzonica che Brasilia sta devastando in nome del "progresso", nè per gli Indios che in mezzo a quella biodiversità ci vivono...
Non entro nel merito zoologico, non ho le competenze, anche se mi sembra un argomento molto interesssante. Ma è altresì di grande rilievo quanto dici a proposito del processo di revisione di due riviste fra le più note al mondo (anche dei non specialisti) e, ritengo, pure molto sussiegose : Razz : . Ciò si aggiunge a tutti gli elementi di perplessità, o quanto meno di giustissima (per me) cautela, intorno alla valutazione scientifica e della qualità della ricerca : Mad : .
#3892
Mauro, hai gli estremi esatti della pubblicazione "su cartaceo" della descrizione del tapiro pigmeo da parte di Roosmalen? Non è che ti confondi con il pecari gigante?