- 03/04/2011, 12:59
#609
In questo periodo mi sto rileggendo tutte le opere del Dr. Karl Shuker (anche quelle non di ambito criptozoologico) e tra queste ci sono le sue ricerche condotte tra il 1989 ed il 1993 sul fenomeno dei Grandi Felini Alieni (ABC d'ora in avanti) nelle Midlands.
Per quanto Shuker, come molti esperti, ritenga che esistano felini esotici in Europa, a suo parere le possibilità che possano stabilire popolazioni autosufficienti sono scarse o nulle.
Le investigazioni partirono colla scoperta da parte di un agricoltore di un "gatto" di grandi dimensioni ucciso da un'auto nei pressi dei suoi poderi nel 1989. Questo felino venne portato ad un veterinario della zona che lo identificò come un Gatto di Palude (Felis chaus). L'esemplare in questione, soprannominato "Gatto di Ludlow", venne preparato da un abile tassidermista ed ora fa parte della collezione privata di Shuker.
Nonostante le sue grandi dimensioni e l'aspetto feroce, dato dai ciuffi di peli sulle orecchie, dalla possente muscolatura e dai lunghi canini, il Gatto di Palude è più mansueto di molti gatti randagi, anche se ha una sana diffidenza nei confronti dell'uomo qualora non sia stato allevato in cattività fin da cucciolo. Inoltre può incrociarsi senza problemi coi gatti domestici (Felis silvestris catus) e la progenie è fertile, tanto che nell'ultimo decennio hanno inziato ad essere commercializzati i cosidetti "chausie", ibridi tra F. chaus e diverse varietà di gatti domestici. Gli ibridi di prima generazione tendono ad ereditare da F. chaus le grandi dimensioni, la coda relativamente corta, le lunghe zampe e, spesso, i ciuffetti di pelo tipo lince sulle orecchie. Dai gatti domestici tendono invece ad ereditare la grande varietà di colori, anche se pare che il melanismo tra questi ibridi sia molto diffuso.
Nelle ricerche per le Midlands, Shuker scoprì che un'anziana signora aveva adottato uno di questi ibridi di prima generazione, trovata mentre vagava per la campagna (a pochi chilometri da dove venne trovato il "Gatto di Ludlow"). Chiamata semplicemente Mother, si dimostrò incredibilmente prolifica (vigore degli ibridi?), anche se spesso i cuccioli erano figli di padre ignoto. Tutti i cuccioli avevano ereditato dalla madre le grandi dimensioni e le lunghe zampe, anche se quasi sempre gli altri caratteri (ciuffetti, lunghi canini etc) erano scomparsi. Come spesso accade per i "gatti di strada" esibivano un'enorme varietà di colorazioni.
Per quanto non tutti gli avvistamenti di ABC possano essere riferiti a questi ibridi, una conferma è venuta dai cosidetti "gatti di Kellas". Anche in questo caso la genealogia è mista ed è stato suggerito che alla base vi sia il gatto selvatico scozzese (F.s. grampia) e diverse specie esotiche, come il Burmese (da non confondersi col Sacro di Birmania) e il Mau Egiziano. Non è escluso che il Gatto di Palude ci abbia avuto... lo zampino!
La teoria che alla base di numerosi avvistamenti vi siano quindi questi ibridi è a mio parere molto più credibile di chi ritiene che le nostre campagne ed i nostri boschi siano infestati da legioni di "pantere nere", inafferrabili quanto un fantasma. Per quanto siano stati ripresi (anche in Italia) grandi felini esotici fuggiti dalla cattività o liberati volontariamente dai proprietari, è veramente tirare troppo la corda il pensare che possano essere riprodotti a dismisura in un'area tanto antropizzata come l'Europa quando nelle loro zone d'origine sono spesso vicini all'estinzione.
Per ultimo una curiosità. per quanto la presenza del Gatto di Palude sia solitamente attribuita al moderno commercio di animali esotici, si sa per certo che già nel XVIII secolo venivano comunemente riportati in Europa da marinai provenienti dalle Indie Orientali o dal Levante. Inoltre lo scheletro di un F. Chaus è stato ritrovato in un sito datato a 20000 anni or sono lungo il fiume Tamigi, suggerendo che la distribuzione in passato fosse assai più vasta di quella attuale (limitata all'Asia ed all'Egitto).
Per quanto Shuker, come molti esperti, ritenga che esistano felini esotici in Europa, a suo parere le possibilità che possano stabilire popolazioni autosufficienti sono scarse o nulle.
Le investigazioni partirono colla scoperta da parte di un agricoltore di un "gatto" di grandi dimensioni ucciso da un'auto nei pressi dei suoi poderi nel 1989. Questo felino venne portato ad un veterinario della zona che lo identificò come un Gatto di Palude (Felis chaus). L'esemplare in questione, soprannominato "Gatto di Ludlow", venne preparato da un abile tassidermista ed ora fa parte della collezione privata di Shuker.
Nonostante le sue grandi dimensioni e l'aspetto feroce, dato dai ciuffi di peli sulle orecchie, dalla possente muscolatura e dai lunghi canini, il Gatto di Palude è più mansueto di molti gatti randagi, anche se ha una sana diffidenza nei confronti dell'uomo qualora non sia stato allevato in cattività fin da cucciolo. Inoltre può incrociarsi senza problemi coi gatti domestici (Felis silvestris catus) e la progenie è fertile, tanto che nell'ultimo decennio hanno inziato ad essere commercializzati i cosidetti "chausie", ibridi tra F. chaus e diverse varietà di gatti domestici. Gli ibridi di prima generazione tendono ad ereditare da F. chaus le grandi dimensioni, la coda relativamente corta, le lunghe zampe e, spesso, i ciuffetti di pelo tipo lince sulle orecchie. Dai gatti domestici tendono invece ad ereditare la grande varietà di colori, anche se pare che il melanismo tra questi ibridi sia molto diffuso.
Nelle ricerche per le Midlands, Shuker scoprì che un'anziana signora aveva adottato uno di questi ibridi di prima generazione, trovata mentre vagava per la campagna (a pochi chilometri da dove venne trovato il "Gatto di Ludlow"). Chiamata semplicemente Mother, si dimostrò incredibilmente prolifica (vigore degli ibridi?), anche se spesso i cuccioli erano figli di padre ignoto. Tutti i cuccioli avevano ereditato dalla madre le grandi dimensioni e le lunghe zampe, anche se quasi sempre gli altri caratteri (ciuffetti, lunghi canini etc) erano scomparsi. Come spesso accade per i "gatti di strada" esibivano un'enorme varietà di colorazioni.
Per quanto non tutti gli avvistamenti di ABC possano essere riferiti a questi ibridi, una conferma è venuta dai cosidetti "gatti di Kellas". Anche in questo caso la genealogia è mista ed è stato suggerito che alla base vi sia il gatto selvatico scozzese (F.s. grampia) e diverse specie esotiche, come il Burmese (da non confondersi col Sacro di Birmania) e il Mau Egiziano. Non è escluso che il Gatto di Palude ci abbia avuto... lo zampino!
La teoria che alla base di numerosi avvistamenti vi siano quindi questi ibridi è a mio parere molto più credibile di chi ritiene che le nostre campagne ed i nostri boschi siano infestati da legioni di "pantere nere", inafferrabili quanto un fantasma. Per quanto siano stati ripresi (anche in Italia) grandi felini esotici fuggiti dalla cattività o liberati volontariamente dai proprietari, è veramente tirare troppo la corda il pensare che possano essere riprodotti a dismisura in un'area tanto antropizzata come l'Europa quando nelle loro zone d'origine sono spesso vicini all'estinzione.
Per ultimo una curiosità. per quanto la presenza del Gatto di Palude sia solitamente attribuita al moderno commercio di animali esotici, si sa per certo che già nel XVIII secolo venivano comunemente riportati in Europa da marinai provenienti dalle Indie Orientali o dal Levante. Inoltre lo scheletro di un F. Chaus è stato ritrovato in un sito datato a 20000 anni or sono lungo il fiume Tamigi, suggerendo che la distribuzione in passato fosse assai più vasta di quella attuale (limitata all'Asia ed all'Egitto).
Guide my hand
Light my path
Show me the way
To reach one day
Baphomet's Throne
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