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da Mauro
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Esiste molta confusione sulla classificazione dei resti fossili di ippopotami rinvenuti in Madagascar, confusione resa peggiore dall'eterna diatriba tra splitters (coloro che vedono nuove specie ovunque) e lumpers (coloro che vorrebbero ridurre il numero di specie ad un minimo "fisiologico").

Diciamo che il più piccolo delle tre specie al momento presenti in letteratura ha iniziato la sua carriera come Hippopotamus madagascarensis per divenire poi Hexaprotodon madagascarensis ed infine Choeropsis madagascarensis.
Chiamiamola una marcia d'avvicinamento al C. liberiensis dovuta più alle idee di chi ha effettuto la revisione che ad altro: la stessa tassonomia dell'ippopotamo pigmeo vive periodici periodi di confusione a seconda di come viene vista la sua relazione cogli estinti ippopotami asiatici, al momento riuniti nel genere Hexaprotodon. Come ci si può ben immaginare questo genere è decisamente oscuro, al punto che le fonti sono in contrasto riguardo al numero di specie finora classificate.

La convivenza cogli umani è accertata da segni di macellazione su alcune ossa e dalla datazione di diversi resti, posteriori anche all'arrivo dei Bantu (IX-X secolo), ma da certo è che gli ippopotami siano arrivati sull'isola durante un periodo in cui il Canale di Mozambico era notevolmente più basso di adesso e costellato da numerose isole. La datazione esatta di questo arrivo è al momento ignota.

Per quanto riguarda i "pigmei", va ricordato che la popolazione del Madagascar è avvenuta per ondate di popoli spesso molto differenti tra loro ma di pigmei africani o Negritos asiatici non vi è traccia.
Per quanto la maggior parte dell'attuale popolazione Malgascia si di origine Austronesiana, bantu o mista tra queste due, nel corso dei secoli sono arrivati, solo per citarne alcuni, Omani, Malesi, Giavanesi, Arabi di Zanzibar e chi più ne ha più ne metta.
Nel centro dell'isola la popolazione era tradizionalmente di puro ceppo Austronesiano e chiamati Vazimba ("Quelli della foresta"). I Vazimba si consideravano tradizionalmente superiori agli abitanti delle coste ed evitavano di incrociarsi con loro: la dinastia Merina, che governò il Madagascar fino alla conquista francese, era composta da Vazimba, come pure gli Hova, i grandi nobili dell'isola che avevano lo stesso ruolo dei loro omologhi europei nel corso del medioevo.
Insomma, nient'altro che un racconto da viaggiatori d'antan.