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Cammelli in Emilia - criptozoo.com
Messaggi inerenti agli animali terrestri.
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da Shamanu
#699
L'anno scorso mi è capitato di partecipare ad una lezione tenutasi al Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea dell'Università di Genova, una lezione molto intrigante tenuta dal professor Carlo Stiaccini il quale esponeva i propri studi riguardo una tradizione circense radicata in una piccola zona dell'emilia, nella Val di Taro.

http://www.museogliorsanti.it/

Questo fenomeno peculiarissimo si estinse negli anni 50-60 del Novecento e degli animali che componevano questi serragli (scimmie, cammelli, orsi) non se ne seppe più nulla. Mi capitò poi di leggere, chissà dove in qualche commento qui su criptozoo, che in emilia vi fossero voci più o meno recenti di cammelli nelle campagne. Credo proprio che queste due storie siano collegate...
Qualcuno ha notizie più precise? : Thumbup :
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da Mauro
#701
Un bel post insolito, bene! : Thumbup :
Ti dirò che per quanto frequenti la zona con una certa regolarità e conosca l'epopea degli Orsanti il museo non lo ho mai visitato.
So per certo che la professione iniziò il suo declino con le nuove leggi del 1873 che ponevano un freno all'uso di minori negli spettacoli di strada e che agli inizi del '900 la quasi totalità degli Orsanti aveva oramai optato per professioni più stabili e meno controverse come gelatai o venditori ambulanti in giro per l'Europa. La fine vera e propria arrivò col crollo demografico dei paesi dell'Appennino Emiliano, iniziato negli anni '20 e accentuatosi nel Dopoguerra, fenomeno tuttora in corso.
Per quanto riguarda gli animali che dire... io non ho mai sentito parlare di cammelli, scimmie od altro nella zona.
C'è però da dire che sono molto popolari e diffuse foto d'epoca che ritraggono cammelli all'interno di tipiche ambientazioni appenniniche, chissà che magari l'idea non venga da qui!
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da Shamanu
#703
Mauro ha scritto:C'è però da dire che sono molto popolari e diffuse foto d'epoca che ritraggono cammelli all'interno di tipiche ambientazioni appenniniche, chissà che magari l'idea non venga da qui!
Ripeto, sono sicuro di aver letto un commento nel forum il quale alludeva a racconti di anziani riguardo a questa insolita fauna. Mentre per gli orsi credo che un inserimento allo stato brado sia da escludere, soprattutto per la potenziale pericolosità dell'animale, per quel che riguarda il cammello penso che non ci sarebbero state troppe controindicazioni. Detto ciò credo che questi esemplari non siano sopravvissuti più di un paio di generazioni al massimo.
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da gghilardelli
#704
Ai tempi non c'era la sensibilità di oggi, e nemmeno la stessa abbondanza di carne. Prosaicamente, ritengo che alla chiusura del suddetto circo sia seguito un lauto banchetto a base di carne di cammello!
da LeonidasJoker
#708
gghilardelli ha scritto:Ai tempi non c'era la sensibilità di oggi, e nemmeno la stessa abbondanza di carne. Prosaicamente, ritengo che alla chiusura del suddetto circo sia seguito un lauto banchetto a base di carne di cammello!
Infatti, molto più verosimile. Inoltre, erano proprio cammelli o dromedari? Questi ultimi sono tipici di climi più caldi e, non so a quanti inverni potrebbero resistere. Le popolazioni australiane di dromedari almeno dimostrano che nelle giuste condizioni questa specie, pur domestica da millenni, può prosperare allo stato brado, esattamente come cavalli, asini, cani, bovini, capre, maiali.
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da Shamanu
#712
LeonidasJoker ha scritto:Infatti, molto più verosimile. Inoltre, erano proprio cammelli o dromedari? Questi ultimi sono tipici di climi più caldi e, non so a quanti inverni potrebbero resistere. Le popolazioni australiane di dromedari almeno dimostrano che nelle giuste condizioni questa specie, pur domestica da millenni, può prosperare allo stato brado, esattamente come cavalli, asini, cani, bovini, capre, maiali.
Mi è venuto in mente che nel commento al quale alludevo precedentemente si diceva che i cammelli (non dromedari) emiliani sarebbero scomparsi durante la seconda guerra mondiale (avvalorando la tesi dell'uso alimentare dei suddetti).

http://www.nelparmense.org/nelparmense/ ... rsanti.jpg

Per quel che riguarda la storia della presenza di questi animali in Italia, i cammelli furono introdotti nel nostro paese fin dai tempi dei romani, proprio a causa della loro resistenza, ed utilizzati come animali da soma fino al XVIII secolo ("Voyage pittoresque ou Description des Royaumes de Naples et de Sicilie", Abbè de Saint-Non Paris, La Fosse, 1777)

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/c ... elli_2.jpg

La resistenza del cammello non si limita al lavoro da soma, bensì anche alle temperature, potendo sopportare pesantissime escursioni termiche; dunque non sarebbe un problema per dei cammelli acclimatarsi in Italia, tanto che nel parco di Santa Paolina ad Osimo (Marche) vive un piccolo branco di cammelli allo stato brado.

Ad ogni modo anche il dromedario è vissuto in Italia, principalmente importato dai saraceni in Sicilia. Si ha notizie anche di un allevamento novecentesco in Toscana, nella tenuta di San Rossore (Pisa), dove l'ultimo dromedario morì nel 1976.

http://www.dylanilpuzzone.it/images/for ... 4-vert.jpg
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da Mauro
#715
Quella foto è proprio una delle più celebri. E' un cammello, così a occhio di razza calmucca o di Kandahar.
Per quanto riguarda la presenza o meno di popolazioni in grado di autosostenersi penso che mi procurerò una copia della cosidetta "Inchiesta Jacini" (ce ne dovrebbe essere una copia in una delle bilbioteche pubbliche della zona) e darò un'occhiata.
da LeonidasJoker
#718
La storia dei dromedari di San Rossore la conoscO bene fin da piccolino, il parco è piuttosto vicino a Livorno e ci sono stato numerosissime volte...E' straordinario che siano sopravissuti nel nostro paese così a lungo, ma mi dispiace di non averli potuti ammirare con i miei occhi, sono nato troppo tardi (in compenso là ho visto i miei primi daini).
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da Mauro
#751
Mi sono procurato una copia della cosidetta "Inchiesta Jacini" e ho cercato eventuali riferimenti a cammellidi nelle campagne italiane.
L'Inchiesta non ne parla, ma vero è anche che per quanto riguarda la zootecnia tende a concentrarsi su bovini (inclusi i bufali), equini, suini, ovini e caprini. Pollame e conigli, che pure erano una delle principali fonti di nutrimento ai tempi dell'Inchiesta, sono citati solo di sfuggita, come pure l'apicoltura. Maggiore spazio riceve la bachicoltura, anche se gli atti sottolineano che dopo la devastante epidemia di atrofia (Pebrina) la sua importanza fosse in netto calo.
Se quindi c'erano cammelli erano considerati animali "da serraglio" e come tali non erano oggetto dell'Inchiesta stessa.
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da Shamanu
#754
Mauro ha scritto:Se quindi c'erano cammelli erano considerati animali "da serraglio" e come tali non erano oggetto dell'Inchiesta stessa.
Sì certo, quei pochi cammelli dovevano proprio contarsi sulla punta delle dita...però, trattandosi di una fauna così insolita per la popolazione rurale, devono essere rimasti impressi nella memoria collettiva di determinati paesi.
Credo che se si potesse fare una inchiesta sul campo intervistando gli anziani della val di Taro si riuscirebbe a cavare il ragno dal buco : Chessygrin :
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