Messaggi inerenti agli animali acquatici.
#5706
Riguardo l'anguilla che si trova nei fiumi e nei torrenti delle caverne in NZ ( Anguilla dieffenbachii) , è possibile che sia all'origine delle leggende Maori riguardanti misteriosi serpenti presenti sull'isola ( com'è noto , la fauna della NZ e' del tutto particolare e non comprende nessuna specie di ofide ) ?
#5709
L'anguilla in questione è da secoli nota ai Maori che la chiamano "tuna". E' stata un importante fonte di cibo fino alla fine del XVIII secolo, quando i maiali e le patate introdotte come merci di scambio da balenieri e cacciatori di foche hanno radicalmente cambiato l'economia maori.
#5723
Glypto ha scritto:
23/10/2018, 17:31
Pensavo che i maiali fossero stati addomesticati dai polinesiani già prima dell'arrivo degli europei.
I Polinesiani non hanno portato con sè il maiale fin dall'inizio delle loro migrazioni nel Pacifico, ma lo hanno ottenuto in qualche momento più tardo, apparentemente dall'Indocina, o perlomeno hanno ottenuto maiali originari dell'Indocina.
Dal momento che l'origine esatta dei Maori non è ancora ben chiara (forse le Isole Cook) si dibatte tuttora se discendano da clan che non avevano ancora ottenuto maiali o, molto più semplicemente, non li abbiano portati con loro durante la loro migrazione.

Avendo contatti all'Università di Canterbury posso dire che in Nuova Zelanda hanno speso più di qualche soldino nelle ricerche genetiche delle popolazioni di maiali locali, introdotte prima del Trattato di Waitangi.
Diciamo che il Captain Cooker, che è basilarmente il maiale rinselvatico "standard" della Nuova Zelanda, discende da animali liberati dalle spedizioni Cook del 1773 e 1777 di origine inglese.
Il kune-kune, ovvero sia il tipico maiale allevato dai Maori, discende da incroci tra maiali di origine spagnola (forse provenienti dalle Filippine) e forse cinesi, quasi sicuramente introdotti da balenieri americani poco dopo l'arrivo di Cook.
Infine l'Arapawa discende da maiali di origine inglese, liberati su un'isola intorno al 1820 per dare a futuri visitatori qualcosa di fresco da mangiare, una pratica un tempo molto diffusa.

I balenieri ed i cacciatori di foche europei ed americani avevano una fame insaziabile di maiali e patate, tanto quanto i Maori avevano una "fame" insaziabile di moschetti e polvere da sparo (era una società guerriera basata sul prestigio, il mana), al punto che si era sviluppato un sistema di scambio con tariffe fisse: nel 1815 un moschetto valeva 8 maiali o 150 cesti di patate. Nel 1820 a causa dell'intensificarsi delle Guerre dei Moschetti la domanda di moschetti schizzò alle stelle e con essa i prezzi: un moschetto valeva ora 200 cesti di patate o 15 maiali.
Dal momento che l'allevamento dei maiali e la coltivazione delle patate, a differenza delle attività tradizionali, non erano regolamentate da tabù, gli schiavi potevano essere messi al lavoro su grande scala per finanziare le attività guerresche: scopo delle campagne era proprio catturare quanti più nemici possibile da ridurre in schiavitù. Più schiavi un clan possedeva, una misura del successo in battaglia, maggiore il suo mana.
Era un circolo vizioso che molti clan furono felici di rompere col Trattago di Waitangi del 1840.
#5727
Grazie mille ;). Avendo letto il libro di Thor Heyerdahl "Fatu Hiva", in cui si descrivono i branchi di maiali che vivono (o vivevano) allo stato brado nelle Marchesi, avevo dato per scontato che i suini fossero stati addomesticati dai polinesiani già in antichità.

Lo stesso discorso può essere fatto per i suini domestici dei melanesiani (ad esempio i maiali intersessuati di Vanuatu)?
#5730
Glypto ha scritto:
27/10/2018, 14:12
Grazie mille ;). Avendo letto il libro di Thor Heyerdahl "Fatu Hiva", in cui si descrivono i branchi di maiali che vivono (o vivevano) allo stato brado nelle Marchesi, avevo dato per scontato che i suini fossero stati addomesticati dai polinesiani già in antichità.

Lo stesso discorso può essere fatto per i suini domestici dei melanesiani (ad esempio i maiali intersessuati di Vanuatu)?
Il "naravé", come i maiali "intersessuati" di Vanuatu sono chiamati, sono in realtà pseudo-ermafroditi. Il meccanismo esatto del loro sviluppo non è ancora ben compreso, ma è quasi sicuramente legato ad una mutazione trasmessa per linea materna che interferisce col corretto sviluppo embrionale.

L'origine di questi maiali non è assolutamente chiara, ma l'idea risalente al XIX secolo che fossero i discendenti di maiali donati da qualche esploratore europeo ai locali è assolutamente errata: i primi coloni delle Vanuatu, appartenenti alla Cultura Lapita, arrivarono dalla Nuova Guinea intorno al 1400 a.C. già con maiali addomesticati come parte del cosidetto "pacchetto addomesticati", come dimostrato da varie campagne di scavi archeologici. L'idea attuale è che sia una mutazione che si è sviluppata localmente, forse a causa della selezione praticata dai locali per maiali con zanne di una forma particolare che tuttora sono preziosi simboli di rango.
#5731
D'accordo, grazie : Wink : , è senz'altro strano che due popoli che occupavano isole non troppo distanti (tenendo conto che soprattutto i polinesiani erano e sono ottimi navigatori) non si siano influenzati su un aspetto così "basico" come l'allevamento dei suini.
#5732
Glypto ha scritto:
27/10/2018, 19:20
D'accordo, grazie : Wink : , è senz'altro strano che due popoli che occupavano isole non troppo distanti (tenendo conto che soprattutto i polinesiani erano e sono ottimi navigatori) non si siano influenzati su un aspetto così "basico" come l'allevamento dei suini.
Attenzione alle facili confusioni: le isole Vanuatu sono popolate da Melanesiani, mentre i Maori sono Polinesiani.
L'idea del XIX secolo che un gruppo discendesse dall'altro è stata completamente ribaltata negli ultimi vent'anni, confermando quello che i due popoli hanno sempre sostenuto, ovvero sia che i due hanno avuto sempre contatti estremamente limitati.
Il modello è in flusso, ma l'idea attuale è che i Polinesiani abbiano avuto origine a Taiwan e che, dopo un breve periodo di espansione nell'arcipelago filippino, abbiano effettuato una vera e propria "corsa" verso il Pacifico, in particolar modo le Samoa che sono il centro da cui i Polinesiani si sono poi irradiati attraverso il Pacifico.